giovedì 28 gennaio 2016

corrono le settimane

Sì, le settimane corrono. Lunedì era l'ultimo giorno di frequenza dell'ultima tirocinante pre abilitazione. Fra pochi giorno anche lei sosterrà l'ultima parte dell'esame di abilitazione (che supererà, sono certa, in modo brillante) e sarà ufficialmente una collega.
Intanto ho apprezzato la solitudine in ambulatorio. Non la solitudine nel senso stretto, ma il lavorare da sola, senza nessuno a fianco. La velocità ne guadagna; avere un tirocinante è un impegno rilevante e allunga i tempi di almeno un'ora al giorno; inoltre ti costringe ad avere due punti di concentrazione: il paziente e il tirocinante. Lavorare da sola mi permette di focalizzare l'intera attenzione sul paziente. Non è né meglio né peggio, è diverso.
Sono in studio, da sola, fuori orario, con la porta aperta, il corridoio quasi vuoto e vorrei riflettere sulle ultime cose accadute. Ieri è morto un paziente mio coetaneo. L'altro ieri un tentativo di aggancio di un paziente con dipendenza da sostanze è fallito. Queste due consapevolezze mi stazionano nella mente, ma non riesco ad approfondirle. Invece continuo a pensare alla biancheria da stirare, alla lavatrice da fare, all'opportunità di passare subito dal cinese per lavare i capelli. E alle fatture da portare alla commercialista entro stasera.
Urge una piccola vacanza dalla medicina.

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