mercoledì 20 giugno 2012

ferite

Noialtre persone rimaste sole, perché il nostro amore è morto o perché è andato in cancrena e ce lo siamo amputato, abbiamo una ferita da qualche parte che è anche il lato dove abbiamo un vuoto. Non lo possiamo riempire sino a che la ferita non smette di fare tanto male, così giriamo per il mondo sbilanciati, con questo grosso vuoto e la ferita che fa tanto male che a volte non ci accorgiamo neppure che è guarita perché temiamo di lasciarci toccare.

lunedì 11 giugno 2012

per essere felice

La grande Isadora  ha proposto il tema della settimana sul gruppo FUL (fantasia unico limite) ed ha spiattellato la locuzione che intitola questo post. I partecipanti possono se lo desiderano, scrivere un racconto che si intitoli così: per essere felice.

Non necessariamente autobiografico.
Però sul casus belli della felicità ci devi riflettere per scriverci sopra.
Parecchie settimane fa avevo proposto io un tema: "uno scopo nella vita". Però uno scopo nella vita e "per essere felici" non sono lo stesso tema.
Così ci penso da un certo numero di ore. Intanto, a domanda mi rispondo:sì, sono ragionevolmente felice. Certo non sono infelice. Lo sono stata, è vero. Ci vuole uno sforzo intenso e un impegno costante per convincermi ad essere infelice in assenza di gravi sfighe, ma qualcuno, con la mia piena collaborazione, ha preso a cuore questo compito e debbo dire con un discreto successo, almeno fino a quando non ho deciso di interrompere la citata collaborazione.
Al momento attuale sono passabilmente felice, direi. La felicità è una cosina sfarfallante, sale un po' e scende un po' esattamente  come una farfallina sospinta dalle sue ali, ma anche dal vento, dai profumi, tra un raggio di sole e un altro. Mi sono chiesta cosa faccio per essere felice. Ecco, sostanzialmente non faccio nulla per essere felice. Faccio un sacco di cose per i miei figli e per i miei pazienti, ne faccio parecchie per la mia associazione, altre ne faccio per amici, colleghi, conoscenti, anche per sconosciuti. Ho passato una certa quantità di tempo a consolare un cane stupidissimo che si sentiva solo, ieri, e bisognoso di coccole (peraltro un cane ingrato che mi abbaia invariabilmente ogni volta che mi vede, per cinque minuti, giusto per affermare la propria supremazia di cane di casa sulla mia figura di visitatrice).
Faccio un sacco di cose per un sacco di motivi, ma verosimilmente non faccio  molto "per essere felice".
Persino il mio shopping non credo di farlo per essere felice: non mi serve comprare nulla per essere felice. Eppure, ecco, a pensarci seriamente, le cose che faccio per essere felice ci sono, eccome se ci sono. Ascolto musica. Anche in questo momento le mie orecchie mi rendono felice. Canticchio, leggo, guardo le cose intorno a me, cucino, aiuto i miei figli a crescere, ascolto la gente, e scrivo nel blog.
Forse nessuna di queste cose, a parte la musica, ha il solo scopo di rendermi felice, ma ognuna di esse lo fa.
così cosa occorre per essere felici non lo so.  Questo aiuta, ma "l'estasi è nel cuore", qualunque cosa siano l'uno e l'altra.
una bacione da Capsicum.

sabato 9 giugno 2012

Leggere rende felici

Siamo, io e Andrea, a Urbino al Raduno Nazionale Anobii 2012 e scrivo dal mio ipad che mi porta a fare ancora piu' errori di battitura del solito. E' una bella giornata, tra sole e vento; minacciava pioggia fino a un'ora fa, ma adesso pare che il tempo atmosferico voglia esseri propizio. Stiamo aspettando gli altri anobiani, seduti in un piccolo girdino attorno alla statua dell' Urbinate per eccellenza, tal Raffaello figlio di Santi. Spero che le mie forze precarie di ultracinquantenne mi sorreggano finoa tarda sera, quando dovro' guidare nuovamente fino a casa, ma la giornata e' splendida. Un altro bellissimo raduno di lettori in un'altra splendida citta' italiana. Baci a tutti .Capsicum

domenica 3 giugno 2012

Vacanza piccola

Dopo due soli giorni trascorsi con gli amici, ritorno a casa. Ho gia' nostalgia. L'amicizia al tempo di internet ha mille nuove risorse. Siamo vicini anche a centinaia di chilometi di distanza e nascono affetti sororali e fraterni che non avresti mai potuto sperare di trovare. Quando, tanti anni fa, esattamente venti, l'universita' di Bologna offri' a tutti i suoi dottorandi, ricercatori, assistenti e docenti l'acquisto a prezzo scontqto di un portatile (meglio definirlo trasportabile, viste le dimensioni che aveva), ebbi la fortuna di poterne approfittare tramite mia sorella. Venti anni di vita felice, venti anni in cui non sono mai invecchiata di un giorno, venti anni di cultura, letteratura, poesia, lavoro, scienza medica e ricerca per cui sono grata al Fato e a tutte le meravigliose persone che, come me, hanno stretto un patto con la tastiera e con la Rete. Capsicum