mercoledì 28 marzo 2012

dorme

-dottoressa sono **
- buongiorno, mi dica, novità?
- la mamma si è addormentata ieri, in hospice
- oh
-ci hanno detto che non si sveglierà, che continuerà a dormire per un po', forse qualche ora, forse qualche giorno, e poi se ne andrà così, addormentata.
- lei l'ha vista?
- sono qui con lei, adesso. Dorme, dorme proprio, serena. Così, mi sembrava di doverglielo dire, dottoressa, pensavo che forse lo voleva sapere.
- sì, grazie, ci tenevo ad avere notizie, infatti. Mi spiace, lo sa. Povera mamma. La ringrazio, **, di aver pensato a me.
- grazie a lei, doc. a presto.

si o no?

ma siamo in burn out o no?
discussione al termine di uno dei soliti incontri di aggiornamento, serali.
qualcuno afferma che il nostro è il più bel lavoro del mondo e che chi si sente in burn out in realtà è solo o un disorganizzato o uno che ha problemi personali e ne incolpa il lavoro.
dice che non abbiamo il senso delle proporzioni, che gli ospedalieri, loro sì che stanno male, e che il mondo del lavoro è tutto in crisi, sotto pressione, fuori di testa, e noi non siamo un caso particolare, ma esattamente come gli altri.
però...
però io credo che sia una faccenda più complessa di così.
Ho scritto all'ideatore del focus sul burn out, gli ho detto tienimi al corrente.
non mi ha risposto.
neppure un cenno di riscontro.
segno dei tempi, sono tutti incasinati, segno dei tempi. chiamiamolo come vogliamo, ma i miei colleghi stanno male, anche se ridacchiano e negano.
sono le famose fasi del lutto, che poi, come dice mio figlio, si ripetono pari pari in qualunque crisi o difficoltà della vita:  negazione, rabbia, patteggiamento, depressione, accettazione.
qui la maggior parte sono alla negazione, alcuni alla rabbia, altri patteggiano cercando soluzioni organizzative, altri ancora si fanno di antidepressivi....
No, signori, non ci nascondiamo dietro a un dito: il problema c'è. Il fatto che ci sia anche in altri campi, in altri lavori, non ci consola e non ci risolve il problema.
Ne riparlerò. Baci

domenica 25 marzo 2012

il male di vivere dei medici ha radici antiche

Stamattina l'argomento dell'incontro coi colleghi era il burn out.
L'avevamo preparato, questo incontro, con molti dubbi, molte preoccupazioni. Desideravamo che i colleghi riflettessero sul proprio vissuto e non si focalizzassero solo sulle pressioni esterne.
Credo che sia andato molto bene, nel senso che sono venute fuori moltissime ose e una grande partecipazione, ma al contempo sono molto preocupata. I medici in particolare, ma tutto il personale sanitario italiano in generale, si trovano in condizione di estrema sofferenza.
Politici e amministratori cercano di scaricare su di loro le responsabilità gestionali di una sanità che costa troppo rispetto a quello che potremmo permetterci e che sta rapidamente diventando insostenibile.
Loro continuano a lavorare, a soffrire, e in più a non risolvere neppure le proprie situazioni personali,
Sono molto preoccupata. Ma ne parlerò ancora domani, oggi ho veramente troppo sonno.
Baci
Caps

mercoledì 7 marzo 2012

cioccolato e pere

A me l'dea delle pere col cioccolato piace, ma ancora non avevo trovato una torta che mi soddisfacesse. Così me ne sono inventata una a mio gusto.
Non dico che questa di oggi sia perfetta: è troppo cioccolatosa, forse, e, anche se è veramente buona, le porzioni necessitano essere piccole. Tuttavia vale la pena di provarla, anche per la sua semplicità.


Occorrono:
tre o quattro pere già cotte al forno (o in alternativa nel micoroonde), tagliate a pezzi e scolate dal loro sugo;
un disco di pasta sfoglia o pasta frolla di quelli pronti da cuocere;
150 grammi di cioccolato fondente, 150 grammi di burro, 100 grammi di zucchero finissimo o a velo, tre uova, 40 grammi di farina.

Se avete un bimby potete usarlo per fare la pasta di cioccolata: mettere burro, cioccolata e zucchero nel boccale e fate cuocere a 60 gradi e a velocità tre per sei minuti.
Se non avete un bimby fate la stessa cosa in un pentolino a bagnomaria, avendo cura di mescolare con una frusta.
Una volta amalgamata questa crema levatela dal fuoco (o spegnete il bimby) e lasciate intiepidire.

Accendete il forno e portatelo a 200 gradi, disponete sul fondo di una tortiera (se possibile di quelle apribili) il disco di pasta sfoglia o frolla, copritene il fondo con i pezzi di pera cotta.
Tornate ad occuparvi della vostra crema intiepidita.Sempre con la frusta incorporate tre uova fresche e 40 grammi di farina (oppure incorporate a velocità 4 per due minuti).
Versate il composto denso così ottenuto sulle pere e infornate per circa 25 minuti, fino a che la torta si sarà rassodata e profumerà di cioccolato.
Lasciare intiepidire e servire, eventualmente spolverata di zucchero a velo.
E' un dolce al cucchiaio, buonissimo ancora caldo, ma ottimo anche freddo.