martedì 21 febbraio 2012

e non è tutto

Non è tutto, anche i medici stanno male. Ho parlato con un collega, l'aria serena, ha scherzato, ha raccontato delle storie, ha ascoltato la faccenda dell'ascesso odontogeno fistolizzato del mio paziente nuovo, mi ha raccontato di rimando un altro ascesso odontogeno, che a momenti era trattato come neoplastico, e abbiamo riso e preso un caffè. E in tutto quel tempo io avevo un disagio, per come si muoveva, per come stava chinato, per come di nascosto si è passato una mano sul volto, e perché l'altra sera ad una riunione ha avuto un colpo di sonno e subito s'è riscosso e si è seduto scomodo, un trucco che conosco anche io, quando si è troppo stanchi. Non gli ho detto: sei stanco, no, ma avrei dovuto. Di tutti ci prendiamo cura, fuorché di noi, tra noi. Intanto incrocio le dita anche per lui. Siamo tutti stanchi, in questo fangoso e nevoso inverno senza respiro, aspettiamo Pasqua per tirare il fiato.

tutti stanno male, a volte

Oggi ho raccolto solo storie terribili. Storie non di malattia, ma di cattiveria, di ingiustizia, di sfortuna; storie tragiche di sentimenti finiti, storie di perdite e di solitudini. Ho ascoltato storie terribili, e sono ancora viva.
Che sono le mie piccole faccende?
Poco più di niente.

giovedì 16 febbraio 2012

abbandoni

Oggi ho perso una paziente, in favore di un medico rampante e molto, molto sicuro di sè.
Una anziana signora che negli ultimi dodici anni ho visto a domicilio una volta al mese, quasi tutti i mesi, che ho curato meglio che potevo e che ho tirato fuori da una serie di episodi anche potenzialmente fatali, sino alla infelice età di anni novanta. Ed ho assistito il marito fino alla morte.  Ok.
Ora andrà a incrementare la spesa farmaceutica del collega, il quale le leverà il novanta per cento dei farmaci, userà solo generici e a basso costo, riuscirà, lui, maschio e così sicuro di sè, a levarle la digitale che io non sono riuscita a toglierle e verosimilmente prima che lei muoia si farà scegliere da tutti i parenti giovani, fieno in cascina.
Va bene così. Io non sto bene e tante domiciliari non riesco a farne più, e la pazienza non è una virtù dei pazienti.
Anzi, quasi quasi parlo coi parenti di tutti i miei pazienti più difficili, critici e impegnativi, nonchè più costosi, e prospetto loro la possibilità di aggiungersi alla schiera degli assistiti del rampante collega. Mi risolverebbe un sacco di problemi questa cosa...

venerdì 10 febbraio 2012

solo per portarvi con me, nella notte...

Bologna nevosa ha notti aranciate 
di passi attutiti, di ruote ovattate. 
Rientri, in queste nottate 
stringendo le falde accostate 
di manti, di sciarpe annodate. 
Respiri, sei un drago fumante. 
La mente si vuota, paziente, 
rivolta soltanto a esplorare 
il passo sicuro sul ghiaccio lucente.