sabato 27 agosto 2011

Sabato, più tardi

Il caffè del bar era buono. Ottimo. 
La paziente che sono andata a visitare non mi ha aperto la porta. tornerò stasera, o domani, chissà che le è successo, magari è uscita.
In casa è caldo, ma si respira meglio.
Non è vuota. ci sono i ragazzi, di là.
La sola loro presenza cambia tutto, dentro di me.
Ma sono uccellini che lasceranno il nido. E' la vita ad esigerlo, è la bellezza della vita stessa.
Ma sì, siamo soli. Lo so che siamo in tanti a vivere sostanzialmente da soli. Certo, non siamo sempre soli. Abbiamo amici, persone care, vediamo della gente. Io ne vedo poca, ma ogni giorno faccio uno sforzo per riallacciare legami, sempre con il timore d'essere invadente, o di sentirmi rimproverare i troppi anni di silenzio.

Sono lieta che la mia voce trovi eco, sono felice di sapere che anche stavolta possiamo condividere le cose tristi e farle diventare meno tristi. Grazie. Sono commossa, sì.


sabato



Ricomincia uno dei miei squallidi sabato o domeniche, quelli che me i passo da sola. Un figlio in giro o dormiente, un altro a casa di suo padre.
Non sono abbastanza stanca, ancora, da passarli dormendo.



Non è che io non abbia cose da fare, ne ho. Alla peggio posso stirare (con questo caldo, bisogna comunque stirare), riordinare la libreria, orlare le tende rosse, o altre cose.



E posso farmi una doccia, vestirmi, prendere un caffè al bar e fare il giro delle domiciliari programmate.



Posso persino leggere un libro, cosa che stavo facendo fino a cinque minuti fa.



Lo squallore è la solitudine. Non il silenzio, no, posso mettere un po'  di musica, e lo faccio in genere.



La solitudine. Assoluta. La solitudine rimasta dopo che per trent'anni qualcuno ti ha pervicacemtne fatto il vuoto intorno. Che pare facile ricostruire, ma non è. 

Nella solitudine ho solo me stessa con cui parlare e le cose che ho da dirmi le conosco molto bene, sono sempre le stesse. Una noia, in effetti.



Posso fare molte cose, sì, ma tra una cosa e l'altra alzo gli occhi e mi guardo intorno e sono assolutamente da sola.



Non mi piace.



Non mi piace non significa nulla.



Mi angoscia enormemente è già più onesta come ammissione.



Mi angoscia da morire.



Uno poi si chiede come mai tanta gente consumi tante ore davanti a facebook, che magari ci scappa anche un incontro con qualche amico, un cinema, questi posti virtuali generano incontri reali, anche se talora poco foprtunati, poco sensati e poco meno squalidi dei miei sabati non lavorativi.

Io sono fortunata, tutto sommato. ora mi faccio sta capatina al bar e poi
 sto giro di domiciliari, và......

 



 

venerdì 5 agosto 2011

vacanze

le vacanze abituano all'ozio, levano la frenesia del fare. tanto tempo libero e non combino nulla....