lunedì 31 gennaio 2011

chiavi di ricerca per arrivare sin qui nel gennaio del signore 2011

ecco cosa porta la gente alle radici dell'ozio, alla fontana del
pensiero, alla pozza del nulla in cui troviamo tutto.
 
charlie brown caduto dalle scale   perchè, povero charlie? questo si ricordava una vecchia striscia
Chi si è curato con Zometa?    È uno che pensa che di là ci sia un impiegato a rispondere
La via sessuale del vedovo     ma che cercava? S****? O indirizzi di postriboli non televisivi?
cosa mangiano le lendini?  Ah, questa è facile: nulla.
manuel flores morrà e questa è moneta corrente...    che onore! Arrivare qui cercando la più bella Milonga di Borges!!
mi stringo le mani e mi fa male il gomito  urca! Epicondilite, mio signore/signora
moglie e madre pelandrona  questa sono io, lo diceva sempre mio marito…
non voglio più fare il medico    a volte pure io, sai? Ma passa…
quando si asporta il tumore vicino al  pancreas dalle radici si è fuori pericolo?  Bohhh! Saperlo…..
se avessi fatto una gastroscopia 2 anni fa forse il mio papà si salvava    e forse no, ma questo non è importante, l’importante è: sarebbe stato più felice o più amato o un uomo migliore?
sognare un medico  eccomi, sono qui! Ma poi non vi lamentate del  mal di testa al risveglio!
e per finire in bruttezza, lo sapete tutti che questo è il blog del pidocchio:
Video di tutti i bambini che +tengono il pidocchio        Come il caffè, immagino: più lo  tieni su e più ti tira giù….

Mi sono ammalata!

Accidenti, e per via della faccenda del certificato telematico mi tocca fare un salto in studio per mandare tre certificati, anche se sto male. MALEDIZIONE!!! ah, BRUNETTA MALEFICO!! te e tutti i tuoi antenati, le sanzioni, i server che crashano, le card, i pin, i sostituti senza card, tutto quel che vuoi, ma in pieno picco influenzale ti doveva venire in mente di far scadere i termini? IN PIENO PICCO INFLUENZALE, MALEDETTI IDIOTI?
che poi noi alla fine ce la caviamo sempre, andiamo a lavorare con febbre, con emicranie che l'ultimo dei nostri pazienti starebbe a casa dieci giorni, coliche renali, colecistiti, fratture ingessate, e alla peggio ci attacchiamo al telefono e facciamo consulti e smistiamo pazienti, e, ma insomma, non è questa la qualità del lavoro, sapete?

La qualità del lavoro medico  la si fornisce quando si sta bene, rilassati, riposati, attenti, concentrati e nel pieno dell'efficienza mentale, perché noi lavoriamo con la testa, anche se non se lo ricorda nessuno. E io venerdì con l'emicrania non riuscivo a connettere, mi mancavano le parole, facevo fatica a leggere i referti e con un paio di persone mi sono scusata e ho detto: le spiace se ci rivediamo quando sto meglio?

La mia clientela è meravigliosa, questo è. E  faccio pochissimi certificati di malattia, alla fine. E il Ministro, scusate, è un idiota. Perché bisogna trovare il modo di colpire l'assenteista, non il poveretto ammalato. Potrei spiegare in dettaglio, ma tanto a che serve? Non ho il didietro per diventare Ministra, non più.... Come diceva la barzelletta del ventaglio? L'avevo, l'ho perduto, l'avevo, l'ho perduto, l'avevo.....

sabato 29 gennaio 2011

ci sono volte

in cui si vorrebbe parlare, dire qualcosa, ma non ci sono cose opportune da dire, e forse neppure dicibili. allora al massimo si può dichiarare il proprio silenzio. 
che fatica cambiare la propria vita.

lunedì 24 gennaio 2011

tirata per la giacca

Mi sento tirata per la giacca, in modo insopportabile. Si dice, da queste parti, dell' "avere un gatto attaccato ai m****i " e mai, sinora, mi ero resa conto della verosimiglianza di questa metafora.... 

venerdì 21 gennaio 2011

amori che non muoiono

Oggi parlavo con una signora di mezza età, ancora molto elegante e molto bella, una che affronta i problemi tipici della cinquantina con determinazione e occhio asciutto: anziani genitori dementi, figli difficili, mariti disastrosi, orari di lavoro improponibili e pesantissimi (i tempi che corrono..). Con occhio asciutto, appena un sospiro qui e là, e tanta concreta buona volontà. E poi andiamo a fondo sul perché non torni alla sua città dove vivrebbe con molta più facilità e senza problemi economici e... scopro un torrente di lacrime. Perché tre decenni fa il fidanzato, il primo uomo della sua vita, venne ucciso poche settimane prima del matrimonio, e lei piange disperata e no, non può tornare perché di nuovo non riuscirebbe a stare lontana dal cimitero, tutto il tempo ci passava, ogni maledetto girono, e solo stando qui, lontana, riesce a trattenere le lacrime, un anno dopo l'altro in un presente che non procede, in un lutto che la tiene ferma, inchiodata alla fine degli anni settanta, mentre gli anni turbinano intorno come foglie secche in una tempesta di vento, e finalmente, davanti a me, scorrono un po' di lacrime a spiegarmi perché. "Se Dio non me l'avesse tolto, dottoressa, ... dopo non è importato più nulla. Le cose accadono, ma non importa più nulla".
Ci sono amori così.

giovedì 20 gennaio 2011

PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Tre anni fa, più ingenua e inesperta, mi azzardai a scrivere apertamente le sensazioni che aveva provocato in me il primo incontro non coi miei corsisti, ma con quelli del corso precedente a cui avemmo la sventurata idea di chiedere aiuto per capire le necessità dei medici di medicina in generale in formazione.
Oggi sono più esperta, la mia collega ed io gestiamo le cose con molta maggiore prudenza, e non mi sogno neanche di dire coram populo tutto quel che ho sentito, provato e pensato durante l'incontro del "primo giorno di scuola".
Ecco, nella maggioranza mi sembrano persone di valore, motivate, e credo che faranno bene.
E poi ho incassato gli "in bocca al lupo" di due "ex allievi", e questo è MOLTO  bello.
Bene, abbiamo cominciato. Sarà una lunga strada e mi chiedo se fra tre anni sarò ancora on line a parlarne. Vedremo. Vostra Caps

lunedì 17 gennaio 2011

chiavi di ricerca

Quella persona che ha chiesto a Google "vorrei allungare un vestito di lana come faccio" avrà trovato una risposta alle radici dell'ozio?
Un mio amico una volta mi disse: "usando shiny stat ho scoperto che la gente parla con google!!! come se di là ci fosse una persona che può rispondere."
Ecco, in fondo la gente comune è già pronta ad accettare la nascita di una vera Intelligenza Artificiale, ma si aspetta che sia antropomorfa. Invece, io credo, non lo sarà.

strane cose della vita

Non mi ricordavo. ma anche se mi fossi ricordata, quello che sapevo a vent'anni non avrebbe avuto nulla a che vedere con oggi.
Di che? ah, di come si vive da soli.
Di come si rientra a casa e di come si riempie il tempo fino a notte, di come ci si organizza da soli, di come ridiventano più importanti gli amici, di come si debba accettare la compagnia di se stessi come preminente rispetto a quella degli altri. Di come si debba evitare di parassitare i propri figli. Di come si debba evitare di fare di se stessi un incomodo.
Ecco, tutto ha un prezzo, si sa, e questo è, oggi, per me, il prezzo da pagare per un po' di tranquillità. Forse per molti anni, forse per tutti gli anni.
Oh, bene, in realtà lo avevo messo in conto. Solo, dopo trent'anni,  non mi ricordavo come si fa. Dovrò reimparare. Ah, ho imparato tante cose, questa non sarà peggiore.

vorrei chiarire una cosa

Secondo il mio modesto parere un maggiorenne può prostituirsi, se gli pare, stabilire la sua tariffa, farsi pagare, tornare a casa con la sua dignità intatta; dovrebbe pagare le tasse su quel che guadagna e non dovrebbe doversi vergognare del modo in cui si guadagna da vivere.
Ne conseguirebbe che uno che paga mezza dozzina o più di persone perché svolgano con lui attività ludico ricreative che generalmente vengono svolte solo per reciproca soddisfazione e non per denaro, non avrebbe motivo di nasconderlo, ma soprattutto non avrebbe modo di nasconderlo.
Ma qui non si tratta di ciò. Il Padrone non vuole pagare per cotali attività, vuole coltivare ad ogni costo la convinzione che le belle gli si siano offerte per loro personale gioia, soddisfazione, in uno slancio d'amore incondizionato. Questo vuole, e io sono convinta che i suoi scagnozzi, Lele in testa, gli forniscano questa illusione portandogli le ancelle da loro remunerate a sua insaputa.
Lui poi le ospita, vabbè. Lui è un ospite generoso, un anfitrione perfetto, si sa.
Certo, ammetto, caro Filippo, che le fanciulle in questione non converrebbero con me sulla regolamentazione dei loro affari: nella loro testa c'è esattamente una roba simmetrica a quella di Lui: loro sono belle, fighe, giovani, quindi hanno diritto ad essere ammirate, coperte di regali, ospitate eccetera eccetera, e se questo diritto non viene riconosciuto, ecco, sono "parte lesa" ohè!
Giovani femmine di squalo attorno ad un vecchio squalo vorace. Ma talvolta arrivano branchi di pesci ignari e loro tutti ne fanno abbondante pasto... Forse è la legge della catena alimentare, ma non ha nulla a che vedere con la legge di un paese civile.
Cris, la mano non nella mano e gli occhi non negli occhi. Diciamocelo chiaro. Il Fidanzato d'Italia, bah. 

domenica 16 gennaio 2011

la morosa del vecchio libertino


Ho fatto pure questo, me lo sono ascoltato; dice che ha una morosa, wow! e che la morosa "certo non permetterebbe che accadessero simili cose"!



A parte la risata che sorge spontanea all'idea della morosa / mamma che gli fa fare il bimbo bravo, tutti i vecchi libertini d'Italia (senza distinzione di sesso o d'orientamento sessuale) si stanno scompisciando dalle risate, e pure quelli meno vecchi, e pure quelli abbastanza giovani, e pure quelli che, per esempio, si sono letti le memorie intime di Simenon, giusto per farsi un'idea blanda di quanto la fantasia erotica può inventare...



 



E dice anche che ama la compagnia dei giovani. Bello, questo. Ma, solo femmine?



 



E noi che abbiamo riso di Michael Jackson e del suo grande affetto per i bambini! Ci sta bene, ora ci becchiamo il grande interesse per i giovani del nostro Padrone.



Che non paga le donne. Questa è la cosa tragica, sì.



Necessita, a queste femmine, di sottomettersi  completamente senza nessuna garanzia, senza sapere se il dono che eventualmente riceveranno sarà un abito da sera, una collana di perline o di perle vere, una raccomandazione, un variabile quantitativo di carta colorata di pregio, o soltanto l'onore d'aver ospitato il Suo Nobile Valter, per dirla con la Luciana.
Io, fossi una professionista del settore, rifiuterei. Ci saranno pure dei minimi tariffari anche lì, no? Campioni gratuiti promozionali a parte.....

sabato 15 gennaio 2011

lemon curd di Comida

Oggi ho preparato il  Lemon Curd  con la ricetta di Comida, ma l'ho preparato nel famoso attrezzo da cottura conosciuto nel mondo come Thermomix e in italia come Bimby.
Ecco, io suggerisco in genere di comprare il vecchio modello, usato, su ebay.de, quello "italiano" ha un prezzo da furto con destrezza. Ma bisogna riconoscere che è un attrezzo mica male e io personalmente ho sviluppato una forma di dipendenza.

Quindi, istruzioni per fare la crema di limone col Bimby:
mettere la buccia ed il succo di tre limoni medi nel boccale, aggiungere 120 grammi di burro circa e 200 grammi di zucchero circa. A 50 gradi per cinque minuti a velocità 3.

Aprire il boccale, inserire la farfalla, aggiungere quattro uova. Richiudere, mandare per 15 minuti a velocità 4, temperatura 80-90 gradi. Passare da un colino per levare i granelli di buccia, mettere in un contenitore di vetro e fare raffreddare. Tenere in frigo e consumare nel giro di qualche giorno.

Ora mi domando: e all'arancia? diciamo metà limone e metà arancia, come sarà?

giovedì 13 gennaio 2011

fatica

Una giornata faticosissima. All'ultimo minuto ho dovuto spostare l'ambulatorio al pomeriggio per andare ad una riunione aziendale importantissima che, per un errore, pare, non ci era stata comunicata per tempo.
Nessun rimpianto, era davvero importantissima e sono stata molto contenta d'esserci andata, ma poi di volata in studio a visitare i pazienti e qualche scontento c'era, naturalmente.

Ecco, la riunione di oggi ci presentava i dati preliminari dell'audit su come noi medici di famiglia e cardiologi bolognesi trattiamo i pazienti che hanno avuto un infarto o un "quasi-infarto", cioè una sindrome coronarica a cuta oppure un intervento di rivascolarizzazione "prima" che ha evitato l'infarto vero e proprio.
Pensavamo di essere decorosi. Negli ultimi cinque anni almeno si è lavorato tanto qui sul fronte dell'aggiornamento, della integrazione tra cardiologi e medici di famiglia, del miglioramento della comunicazione, della prevenzione eccetera eccetera.
Invece no.
Siamo DANNATAMENTE BRAVI.
Siamo più bravi di come a livello internazionale si pensa che dovrebbero essere i medici in una situazione di "bravura ottimale".
Siamo bravi da paura.
A questo punto non ci resta che cercare di coprire i residui margini di miglioramento e vedere di fare filotto.

E comunque, ve lo dico, quando questi risultati usciranno lasceranno TUTTI  a bocca aperta, in tutto il mondo occidentale, per numero di pazienti e di medici arruolati, per accuratezza dello studio, per rigore e, ovviamente, per i risultati.
Sono molto fiera di me......


lunedì 10 gennaio 2011

basta azzurro e rosa

Rivoluzione all'Istat! le schede per la rilevazione della causa di morte non sono più azzurre per i maschietti e rosa per le femminucce: vale per tutti un incredibile colore arancione! come gli sgabelli della mia cucina.
Epocale.
baci.
Caps

benvenuto

qualcuno sta leggendo il blog da stamattina. Benvenuto! Buon divertimento. Caps

il corpo si consuma

"e come devo fare, dottoressa? in fabbrica non mi ci vogliono più, perché dopo trentasei anni  alla pressa, sempre alla pressa, sempre in piedi e lavorando senza fermarmi, sono tutta sfasciata, e due operazioni ai gomiti e due ai polsi e una alle mani e due volte la schiena e adesso pure la protesi nel ginocchio mi devono mettere, ma l'INPS dice che è tutta malattia professionale e che per loro di civile non arrivo ai tre quarti, e l'INAIL dice devi andare in pensione con l'INPS perché noi non siamo un ente di beneficenza, ma Tremonti ha cambiato le cose, io ci andavo in pensione fino a pochi anni fa, adesso dice che guardano i lavori usuranti, ma non è vero, io ci torno a lavorare, ma dopo due o tre ore mi devo fermare, la pressa va troppo veloce per me, sono tutta rigida e allora il datore di lavoro si arrabbia e dice cosa me ne faccio di te messa così, stai a casa, ma io la malattia l'ho finita, l'INAIL non mi ci tiene più e la pensione non me la danno e ora?"


Non ho nulla da aggiungere. Caps.

domenica 9 gennaio 2011

la scuola!!

Domani ricomincia. Eh. Non ce ne siamo certo dimenticati durante queste vacanze, visto che i compiti hanno impegnato figlio, genitori ecc, per tutto il tempo, ma da domattina mi dovrò alzare quaranta minuti prima. E' anche vero che arriverò in studio prestissimo e  quindi avrò più tempo per litigare con il S.O.L.E., che per chi non lo sapesse è il sistema integrato intranet della Sanità On Line dell'Emilia Romagna e che mi porta via venti minuti almeno per effettuare il collegamento e l'integrazione dei dati. 
Ogni mattina in studio il mio rituale prevede:
1- breve briefing con il collaboratore o la collaboratrice, verifica di eventuali problemi, rapida occhiata alla lista dei pazienti in attesa,
2- attraversamento della sala d'attesa, vedo se cìè l'informatore, vedo se ci sono pazienti urgenti, provvedo.
3- accensione del pc, spesso senza neppure levarmi il cappotto;
4- mentre scarico i dati del SOLE parlo con l'informatore (tanto il pc è bloccato per quei venti minuti, non ho accesso alle cartelle cliniche, tanto vale usare quel tempo così)
5- glicemie ai pazienti diabetici (che sono digiuni) e/o visite dei pazienti urgenti (febbri, coliche, malanni contagiosi ecc.)
6- si comincia con l'ambulatorio vero e proprio, circa 15 minuti a paziente (e sono pochi, ma di più non ce la si fa davvero), inoltre ricette, certificati, telefonate a iosa, problemi burocratici....
7 occhi all'orologio perché l'orario di uscita da scuola del figlio non è flessibile e bisogna andarselo a riprendere...
Tra 6 e 7 si consumano le cinque ore della mattinata in un lampo. e poi non finisce lì.
Ma, sinceramente, il "lavoro da mamma" ha un buon grado di precedenza su tutto. Certo che se ho un'urgenza seria trovo posto comunque, chiedo a mio marito o al mio figlio maggiore di andare a recuperare il minore insomma mi organizzo; però riconosco che prima di tutto mi sento in dovere di essere presente come mamma. Ci sono molti altri medici in città: colleghi di studio, sostituti, medici di pronto soccorso o di continuità assistenziale, mentre i miei figli hanno una sola madre e una sola infanzia/adolescenza/giovinezza durante la quale necessitino di essere aiutati da me. Il ruolo è questo ed il momento è ora, insomma. E domani, appunto, ricomincia la scuola.

venerdì 7 gennaio 2011

lavoro

Molte volte capita alla gente, come è capitato a me, di rimanere in una situazione difficile per la convinzione da un lato di essere in grado di tollerare e affrontare la difficoltà, e i sacrifici che comporta, dall’altro che questi sacrifici siano necessari per compiere un lavoro importante.

Intendo lavoro in senso fisico, avete presente una forza che applicata in un punto compie un lavoro. Quando forze e punti sono squisitamente materiali è facile stabilire se il lavoro compiuto è positivo o nullo (o peggio, negativo). Quando invece abbiamo a che fare con persone,  le cose si fanno difficili e le valutazioni, dall’interno del sistema, diventano ardue, con enormi margini d’errore, spesso impossibili.

Dice la psicologa tosca (ve ne ho parlato, quella che ride sempre): “io, qui, dalla mia sedia, fo’ presto a vedere che dovrebbe fa’ la gente pe’ migliorarse la vita, l’è che invece loro un lo vedono, pare impossibile, ma un lo vedono proprio”.

E’ per via che lei sta fuori dal sistema e riesce a vedere se la forza, o le forze, disperatamente impiegate qui, là, ovunque, stanno facendo un lavoro positivo o nullo, o peggio se incrementano situazioni sfavorevoli rendendole pessime e peggiorandole oltre il pensabile un giorno dietro l’altro.

Poi, quando finalmente hai il coraggio di portarti fuori dal quel sistema chiuso (in un sistema un pochetto più grande, consoliamoci, ma chiuso pure quello..), ti rendi improvvisamente conto. Vedi che stavi facendo un lavoro inutile e nel farlo ti consumavi la vita. La tua unica, breve, sfigatissima vita.

Sulle prime rimani a bocca spalancata, poi realizzi che il mondo così va per gli altri come per te, e scuoti un po’ la testa e sei intontito e fatichi a capire, ad orizzontarti nel nuovo sistema.
La domanda che ti gira per la testa è: adesso sarò in grado di compiere lavori efficaci, positivi, o, preda delle mie cattive abitudini, ricomincerò da capo a fare un lavoro immane e inutile? 

mercoledì 5 gennaio 2011

la paura

Questa faccenda della menopausa è ingiusta, per via che anche l'altra metà del cielo dovrebbe avere un campanello immancabile come noi. Credo che non ci spaventi la perdita della fertilità, il crollo della femminilità, tutte queste baggianate. Nooo, è solo il campanello che ci ricorda che stiamo invecchiando e che moriremo tra una ventina d'anni o giù di lì. Questa qui è la paura, questa è la cosa tremenda. 
Ecco, sono sicura che qualcuno mi farà notare, qui o in privato, che anche i signori del creato si ritrovano qualche campanello d'allarme, però la menopausa ! La menopausa, signori, è. 

lunedì 3 gennaio 2011

chiavi di ricerca

mi chiedo come si sarà sentito quel navigante che, giunto qui in cerca del "prezzo pizza sette sfoglie", ha trovato invece la favolosa ricetta della signora R.!!!

RIECCOLA:


PIZZA DELLE SETTE SFOGLIE



Figlia mia, che mi puoi essere figlia, prima che te ne vai prendi da scrivere che ti segni la ricetta della pizza, quella che ti piace tanto. Fammi vedere dove lo scrivi, scrivici il nome sopra, così ti ricordi, pizza delle sette sfoglie. Ecco, dove cominci? Comincia con l'impasto, scrivi: Impasto.



Vuoi la dose da un chilo o quella da mezzo? Fai quella da uno, poi magari dividi le doso.



Un chilo di farina. Quella buona, la doppio zero.



Due uova.



Un bicchiere di vino. Bianco. Un bicchiere come questo, anzi nu poco più piccolo, questo è da acqua, un bicchiere da vino. E uno di olio. Poi una presa di sale. Il sale lo metti dentro l'acqua calda, ceh la usi per finire di impastare. Falla bene lavorata la pasta, così la stendi meglio. Io una volta la stendevo col mattarello, adesso che posso fare, con queste mani che mi fanno male? Me la stende Alberto, con la macchinetta, la passa dal numero uno al numero sei. Con questo impasto ti vengono due ruoti di pizza. Quando la faccio ne basta sempre per tutti, l'altro giorno eravamo in venti, con tutti i figli e le figlie e le nuore e i nipoti, che bella femiglia, eh? Pure tu fai come ti dico io, è la cosa migliore stare tutti assieme. come si usa da noi, vero?



Leggimi che hai scritto. Va bene, è giusto.



 



Adesso senti che ci metti dentro.



Le mandorle, ce ne vogliono parecchie, facciamo sette etti, e vogliono macinate, ma non tanto fini. Io le metto nel robot, lo tieni tu? E' una bella comodità, le metti nel robot e le fai tritate, non tanto fini, che si debbono un poco sentire quando le mangi.



Lo zucchero. Ce ne vorrebbe un chilo, ma io mi tengo scarsa. Sai, per via di Alberto, che ci ha il diabete, deve stare attento. Ne ho messo di meno, scrivi sette etti, va.



La vaonillia, due bustine.



Il cioccolato, quanto ne abbiamo messo, Albè? Due tavolette, eh? Pure queste le tagli tutte a pezzettini.



L'uva passa due o tre buste. Metti tre, è meglio. Si, quelle del supermercato, da cinque etti l'una.



Un bello vaso di marmellata, quella che ti piace, figlia mia, ma questa non la mescoli col resto, la vai a mettere a cucchiaini, dopo ti spiego.



La frutta candita ti piace? Mettici pure quella, falla a pezzetti bene. Mescola tutto insieme, poi dividilo a mucchietti, altrimenti come finisci le ultime sfoglie ti trovi senza del ripieno. Sono due ruoti, ogni ruoto sei mucchietti, perchè l'ultima sfoglia sopra vuole solo lo zucchero e l'olio.



Ti trovi?



Adesso fai così.



Pigli un ruoto, lo ungi col burro, ma io uso l'olio, fallo anche tu con l'olio, è bello l'olio nostro, sto burro...! Fatti le mani di olio e passalo sul fondo e pure sui lati, poi metti la prima sfoglia e pure la sfoglia la vai passando con le mani fatte d'olio. Ci metti sora il mistro, sparso bene, poi col cucchiaino dei pezzetti di marmellata, poi metti la seconda sfoglia, n'altro poco d'olio, poco poco, e il misto, e vai così finendo sino alla settima sfoglia, sopra la settima ci va solo l'olio e un po' di zucchero.



Adesso lo metti nel forno, duecento gradi, fino a che non si colora bene come il pane, colore del pane, come lo vedi. Allora lo togli e posi il ruoto per terra. Proprio per terra, figlia mia, così mi insengarono a me, si deve raffreddare per terra, e quando è fredda la vai tagliando come ti pare.



Due ce ne stanno nel forno, vengono bene.



E quando la fai mi dici come t'è venuta, eh?



E quando torni?



Guarda che ti aspetto, ti devo fare un caffè di quello buono, dammi una bacio, và!

domenica 2 gennaio 2011

un buon anno, signori, cosa mai vorrà dire?

magari un nuovo piccolo pezzo di storia?

La storia siamo noi, nessuno si senta offeso, 
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo. 
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso. 
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare, 
questo rumore che rompe il silenzio, 
questo silenzio così duro da masticare. 
E poi ti dicono "Tutti sono uguali, 
tutti rubano alla stessa maniera". 
Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera. 
Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone, 
la storia entra dentro le stanze, le brucia, 
la storia dà torto e dà ragione. 
La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere, 
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere. 
E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia) 
quando si tratta di scegliere e di andare, 
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti, 
che sanno benissimo cosa fare. 
Quelli che hanno letto milioni di libri 
e quelli che non sanno nemmeno parlare, 
ed è per questo che la storia dà i brividi, 
perchè nessuno la può fermare. 
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli, 
siamo noi, bella ciao, che partiamo. 
La storia non ha nascondigli, 
la storia non passa la mano. 
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.