mercoledì 18 agosto 2010

un bel tacer

Racconterei delle cose sulle mie vacanze, se non sapessi d'essere spiacevolmente spiata da qualcuno che, dopo aver letto qui, cerca di giocarsi, come dice Ottonieri, le notizie che ha trovato in pubblico su un piano personale. Il che è scorretto, ma come si fa a chiedere correttezza a chi crede di esserne un campione, ma non ne comprende il concetto?
Così sto meditando di riportare il blog ad una condizione di accesso regolamentato. I miei lettori storici ricorderanno che è già accaduto un paio d'anni fa, a seguito di un altro spiacevole episodio. Mi dispiace per le persone che giungono qui in cerca di aiuto per qualche problema inusuale, si tratti di pidocchi, endometriosi, orticaria o altro. Ho cercato in ogni modo di evitare di dover prendere ancora una volta questo provvedimento, ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Nel frattempo agli amici di allora si è aggiunto qualcun altro, che verrà certamente contattato da me e a cui darò le istruzioni per accedere. Chi mi conosce personalmente può farsi sentire prima della metà di settembre per avere le stesse indicazioni. Nel frattempo statemi bene e continuate a passare un buon mese di agosto.

venerdì 13 agosto 2010

vacanza

sono in vacanza e per la maggior parte del tempo dormo, quindi non mi resta tempo per fare molto, neppure per il blog.
Anzi, vi saluto e torno a dormire.

martedì 10 agosto 2010

Termoli - Molise

Era il nome dell'uscita sull'autostrada, molti anni fa. Si va al mare. Sono sempre particolarmente contenta di tornare in questa piccola cittadina. Anche se con gli anni è diventata molto meno piccola, un poco più caotica, e anche se le spiagge intorno non sono più così selvagge e deserte, continua ad essere una località accogliente, ospitale, fedele alle tradizioni e soprattutto abitata da gente semplice e solare.
Si va a Termoli e ci si sta quanto possibile. La mia vicina di laggiù mi ha chiesto: ma, potendo, fra quanto ripartirebbe? E io, in un accesso di sincerità pericoloso, le ho risposto: potendo, probabilmente mai.

domenica 1 agosto 2010

settimane sottotono

da parecchie settimane scrivo sottotono, senza garbo nè contenuto.on ho desiderio di raccontare, benché abbia molte cose che meriterebbero di essere dette, diffuse, conosciute.


 Ci sarebbe da raccontare della gente maleducata.


Io l'ho detto molte volte, lo dico sempre, ho la fortuna di avere dei pazienti che sono gente educata, onesta, corretta, un migliaio di bravissime persone, io ho un culo spaventoso in questo, e così a volte mi dimentico del panorama usuale che offre l'umanità. Poi succede che un mio vecchio paziente finisce in una struttura e che io mi ritrovo ad avere a che fare coi suoi parenti, che non sono miei pazienti, e li trovo disgustosamente maleducati, prepotenti, stronzi, e un giorno dopo l'altro ad ogni contatto mi scopro a trattarli male, e funziona, sapete? gli stronzi vano trattati male, subito fanno un passo indietro. Ma se fossero miei pazienti credo che cambierebbero medico. Non importa, io sono in queste cose un po' come ziacris, una rompiballe davvero mostruosa, e la pago, va bene, se non lo fossi avrei millecinquecento pazienti e dopo i primi settecento il resto è tutto guadagno, perché le spese rimangono uguali, le spese di gestione dello studio, gli impiegati, i sostituti, noi siamo pagati a paziente. La pago, ma rompiballe sono e rimango. In compenso, se uno riesce a sopportarmi, c'è che lavoro piuttosto bene.


Comunque nel caso specifico sono stata secca secca col collega che mandava avanti e indietro i parenti del paziente, gli ho detto se hai bisogno di qualcosa, invece di farli girare tanto, perché non mi chiami? e lui ha detto ma io sai non avevo questo numero, è un cellulare, certamente privato, e io gli ho risposto è il cellulare di lavoro, è pubblico, registrato presso l'azienda usl, viene dato ad ogni paziente quando mi sceglie, rischi solo che ti risponda il mio impiegato ( a volte mentre visito lascio il tel all'impiegata, che risponde al mio posto, altrimenti non riesco a visitare). E lui ha risposto, eh, ma, io sono un ospedaliero, queste cose non le so.


Così, succede così che una povera donna ottiene il paradiso, credo. Tacendo in questi casi qui.


 Lui è un ospedaliero e queste cose di aziende usl, medici di famiglia, orari, telefoni, scelte, lui non le sa, e forse crede di non essere tenuto a saperle, mentre io, che ospedaliera non sono, devo conoscere le loro gerarchie, i loro orari, sapere chi è il primario di chi e di dove e a quali orari e condizioni li si può contattare in reparto. Ecco.


Non è mica maleducato, il collega. Non lo è, è solo stronzetto e spocchioso.


Uno di voi, anzi parecchi di voi mi fanno spesso notare come alcuni miei colleghi siano spocchiosi. Io sempre cerco di giustificarli, e il burnout di qui, e lo stress di là, e il troppo lavoro, ma un po' di spocchia ce l'hanno, non c'è che dire.


Mi batto il petto. Cenere sul capo. Pure io, per dire, tante volte un po' di spocchia ce l'ho.


Buon agosto, e andatevene al mare, se potete, con i figli o con i vecchi o con gli amanti, o con qualcuno che vi vuole bene.