giovedì 29 luglio 2010

strozzapreti ai fiori di zucca di capsicum

In questa stagione abbondano, ma presto spariranno. me ne hanno regalati una quantità, consigliandomi di congelarli, però una volta fatto non li si può più friggere, ma solo usare per fare delle frittelle. Oppure per questa deliziosa ricetta.

occorrono: almeno cinque fiori a persona (anche sette/otto), due foglie di basilico a persona, un mazzetto di menta piperita fresca. Burro una grossa noce a persona, un filo d'olio d'oliva, 80 grammi di strozzapreti a persona. Parmigiano se gradito (ma anche no)

Tagliare il fiore all'altezza del calice, levare il pistillo amaro, tagliare e tenere da un lato a pezzetti calice e gambo, dall'altro fare a striscioline le corolle. Tritare finemente il basilico e la menta, tenere tutto separato.
mentre cuociono gli strozzapreti in acqua bollente salata, mettere in un saltapasta il burro, un filo d'olio extravergine d'oliva e i gambi e i calici dei fiori tagliati in pezzetti. Fare rosolare e ammorbidire. Aggiungere le corolle e il basilico. Appassire. Scolare la pasta e metterla nel saltapasta sopra i fiori, insaporire velocemente e cospargere di menta tritata. Un'ultima girata e servire bollente. Se gradito aggiungere una spolverata di parmigiano.

mercoledì 28 luglio 2010

dolore pelvico

un povero MMG a volte deve andare girando per consulenti per scoprire perché e percome nessuno gli cura i pazienti.
Insomma, alla fine oltre la terapia che ho messo io nessuno è andato, si sono stretti nelle spalle ed hanno consigliato un pellegrinaggio estero, ma la cosa mi fa rabbia, perché la mia è una terapia sintomatica, palliativa, e solo ala lunga forse "curativa" e mi ruga tanto lasciare senza risposta la mia personale curiosità. Lo so, lo so, direte chi se ne frega della tua personale curiosità, non dovresti aspirare al bene del paziente?
Uh, ma io ve l'ho detto mille volte che non sono buona, che non occorre essere buoni per essere un buon medico, basta essere patologicamente curiosi. A me le domande senza risposta mettono prurito ai neuroni. Il fatto che questo vada a vantaggio anche del paziente ne fa la cosa migliore, infatti il mio impegno è indipendente dal fatto che il paziente sia buono, cattivo, giovane, vecchio, simpatico o antipatico, e in certa misura anche dall'entità del mio guadagno economico.
Io non resisto ad una domanda senza risposta. Così oggi ho lungamente spremuto uno dei migliori consulenti della regione e gli ho estirpato tutte le notizie possibili, compresa la sua personale opinione.
Le notizie non sono soddisfacenti. Ma probabilmente la cura che ho intrapreso è la più efficace in assoluto. Stando così le cose credo che sconsiglierò il "viaggio della disperanza" a Ginevra per consultare specialisti a pagamento che probabilmente non ne sanno molto di più.
Se deve tentare dei blocchi anestetici selettivi su tronchi nervosi, tanto vale che lo faccia qui, con la mutua, da uno specialista non solo competente ma anche onesto.
Per chi fosse curioso, i dolori pelvici non sempre sono dovuti a endometriosi, a volte sono di natura ignota, legati a non meglio identificate infiammazioni dei tessuti nervosi periferici, e quindi la domanda "perché" non ha ancora risposta.
Come ho scritto qualche post fa, la medicina, come tutte le altre scienze, é ancora "da fare"

domenica 25 luglio 2010

I tuoi occhi mi percorrono il sonno


Faccio grandi respiri di tempo
e vedo le geografie della pelle
solchi, colline, pianure, mani
e i capelli annodarsi ai ricordi.


Ogni volta che la notte mi ingoia
i tuoi occhi mi percorrono il sonno.


Musaerato



Trovata in rete. Vi piace?


le belle recensioni di Candido Altrove

http://www.anobii.com/candidoaltrove/comments?itemIdFade=01a278b361debf6745

ANICIOTTI DI MAIS ALLA CAPSICUM

Trattasi di riedizione di una vecchia ricetta dell'Artusi, adattata al bimby e ai tempi moderni. Vi piacerà se vi piaccioni gli anicini e le pannocchie del mulino....


Farina di mais gr 200


farina autolievitante gr 150


zucchero gr 150


burro morbido gr 150


semi d'anice un cucchiaio colmo


un uovo


Mettere nel boccale del bimby lo zucchero e polverizzarlo per 40 sec vel turbo.


Vuotare il boccale e mettervi la farina di mais, polverizzarla per 45 secondi a vel turbo, ripetere per altri 45 sec dopo aver lascaito raffreddare.


Aggiungere nel boccale tutti gli ingredienti e impastare a vel spiga per due minuti e mezzo. all'inizio pare che faccia fatica ad impastarsi, ma successivamente monta. Se fa fatica aggiungere qualche goccio d'acqua calda.


Preriscaldare il forno statico a 180 gradi, ventilato a 150,  disporre a cucchiaini ben distanziati (crescono) su placca da forno coperta di carta oleata, cuocere fino a che i bordi diventano dorati. Attenzione: non devono diventare duri.

RITORNO

Domani rientro in studio, ma non ho mai perso i contatti, grazie al mio amico e sostituto che si è occupato in questi giorni dei miei pazienti.
Domani riprendo a pieno ritmo, con una lista di cose da fare lunghissima.
oggi ancora cose rilassanti: lavatrici da fare e poi da stendere, cassetti da riordinare, e poi aggiornare lo scaffale di anobii (è incredibile, ma non riesco a fare in tempo reale neppure questo!) e guardare un po' di televisione, e ripensare ad un vecchio signore che ha fatto parte della mia giovinezza e che è morto alla soglia dei novant'anni.
Mi accompagna un velo di tristezza, ma il mio corpo sta piuttosto bene.
E' un pomeriggio fresco, forse dovremmo fare un giro in bici.
Buon proseguimento d'estate a tutti

lunedì 12 luglio 2010

ferie

Io da domani sarei in ferie, il che significa che finalmente posso farmi le visite domiciliari ai poveri vecchi che lascio sempre indietro, visite che sono praticamente di conforto, non hanno una vera motivazione medica. Non c'è nulla da diagnosticare e nessuna nuova terapia da prescrivere, ma magari sono un po' meno estetici e te ne vogliono informare, oppure c'hanno un reuma che s'è arispigliato, dottorè, oppure ti debbono dire che non ti sei fatta vedere da un pezzo, ti sei dimenticata che sono al mondo? o magari un loro parente si chiede come sia possibile che in tre mesi nessuno abbia visitato il povero fratello/sorella/cognato/genitore/nonno che in realtà passa le sue giornate al cosiddetto "diurno", una specie di scuola materna per vecchi, sta benissimo, non s'è preso neppure il raffreddore e ti informa compiaciuto che la vita gli va assai bene grazie e mi scusi che mi chiamano per il pranzo.
Ok, sono le visite che faccio quando non ho altro da fare; in una di queste piccole case ci sono un tot di tortellini che mi aspettano, confezionati da una splendida utranovantenne che m'ha insegnato anche alcuni interessanti trucchi per fare le marmellate.
I primi due o tre giorni di ferie me li passo così, come in una specie di decelerazione, guai a fermarsi di botto, poi comincerò a leggere i lavori dei miei "specializzandi" che, debbo dire, si vanno facendo interessanti. Uh, il bello dell'insegnare è che si impara un casino facendolo.

domenica 11 luglio 2010

ho letto....

....la più bella descrizione dell'amore che mi sia mai capitato di trovare. Eccola: "Vorrei girare la testa e vederti, sentire la tua chiave nella serratura, allungare una mano e toccarti, sapere che sei solo nell'altra stanza, chiamare e sentirti rispondere."

venerdì 9 luglio 2010

riflessioni oziose sulla vita, l'universo e quasi tutto quanto

orbene, leggevo tempo fa che spazio e tempo sarebbero qualità emergenti, cioè non esisterebbero indipendentemente, ma emergerebbero dalla materia come è.
oggi pomeriggio mi veniva da pensare che, se accettiamo questa cosa, allora tornando alla faccenda dell'indeterminazione, della funzione d'onda delle particelle, insomma tutto ciò appare assolutamente , ecco, logico non è la parola adatta, la parola adatta non la so, ma è chiaro che deve essere così. Ora io lo so che qualcuno mi dirà: scusa, caps, chiaro un accidenti, queste sono le tue solite cazzate presuntuose, va bene, insomma a me è parso così.
E visto ciò, mi allargo sulla espressione "io E la mia vita". Che fa il paio con "il mio corpo E la mia anima", "il mio cervello E la mia mente" e via di questo passo. Non c'è un "io" che si accompagna ma si distingue dalla "mia vita". nel momento in cui la vita è l'insieme dello spazio e del tempo in cui "io" si trova, è chiaro che uno non può dire, per esempio: io ti appartengo, ma la mia vita è altrove. Appartenersi significa intrecciare le proprie vite nel medesimo tempo e, per quanto possibile, in spazi strettamente confinanti. Quell'altra cosa è "desiderarsi", ma NON E' appartenersi.
Ancora: se il mio spazio e il mio tempo emergono da me, questo spiegherebbe molto bene come il tempo di alcuni sia più veloce e quello di altri più lento, il tempo di alcuni sia più "spesso" e quello di altri più "esile".
Altre cose. Ecco, la presenza fisica di una persona influisce sullo spazio e sul tempo che la contengono?
Ok, ok, sto scrivendo delle cazzate. Però sono carine, vero?

martedì 6 luglio 2010

venerdì 2 luglio 2010

verrà a cena il frater?

gli converrebbe: sto cucinando....

pedro salinas- la voz a ti debida, III

Sì, por detràs de las gentes


te busco.


No en tu nombre, si lo dicen,


no en tu imagen, si la pintan.


Detràs, detràs, màs allà.


 


Por detràs de ti te busco.


No en tu espejo, no en tu letra,


ni en tu alma.


Detràs, detràs, màs allà.


 


También detràs, màs atràs


de mì te busco. No eres


lo que yo siento de ti.


No eres


lo que me està palpitando


con sangre mìa en las venas,


sin ser yo.


Detràs, màs allà te busco.


 


Por encontrarte, dejar


de vivir en ti, y en mì,


y en los otros.


Vivir ya detràs de todo


al otro lado de todo,


- por encontrarte -,


como si fuese morir.