domenica 31 maggio 2009

però leggere (e altro) è meglio

Ho realizzato che la frequentazione di anobii e di facebook toglie tempo alla lettura e alla scrittura in maniera rilevante. Non avevo mai avuto prima un intero ripiano della libreria di libri non ancora letti. E due articoli da scrivere e un racconto appena abbozzato, e la programmazione didattica del prossimo semestre pure appena abbozzata. No, decisamente non va bene.
Vado a fare qualcosa di concreto.

BELLA SERATA CON aNobii

Sono reduce dal raduno nazionale di aNobii. Così, per raccontarvi che mi sono assai divertita. Tittirossa è un vulcano, se bazzicate su aNobii sappiatelo.
Per descriverveli tutti mi ci vorrebbero delle pagine, e poi non ve ne fareste niente visto che non li conoscete, a parte qualche anobiano e qualche non anobiano che erano lì stasera con me e pertanto non hanno bisogno delle mie descrizioni.
La presente, pertanto, per invitarvi a visitare il grande SN dei lettori: www.anobii.com
un bacio da capsicum

giovedì 28 maggio 2009

A futura memoria. Io ho sempre odiato il Piccolo Principe. E ora so anche perché.

mercoledì 27 maggio 2009

piove

aveva ragione il mio ortolano a volermi raccogliere le fragole oggi: nel pomeriggio è venuto a piovere!


è giunta sera. e tutte le altre cose che avrei da dire non sono comprese nelle categorie di questo blog, quindi vado a casa dalla mia gente. statemi bene tutti.

lunedì 25 maggio 2009

QUEL CHE NON TI INSEGNANO E' A VOLTE QUEL CHE PIU' TI SERVE

I miei ragazzini-medici escono da una grande e famosa Università. Da un corso di laurea prestigioso. Superano un esame d'ammissione rigido e affrontano una maratona di tirocinii e di seminari che li impegna ben più di otto ore al giorno; e nelle loro domeniche e notti lavorano per guadagnarsi di che vivere.


Non sono miei figli, non sono miei in nessuna accezione, eppure ne sono assurdamente e completamente fiera. Eppure un anno e mezzo fa non li capivo.


Dopo ogni seminario compilano un questionario di grdimento. Dai loro pareri e dai loro commenti era chiaro che desideravano soprattutto avere nozioni tecniche, terapia. lo scrivevano a lettere maiuscole, ci mettevano tre righe sotto: TERAPIA MEDICA!! VOGLIAMO LEZIONI DI TERAPIA MEDICA!!! Tecniche, tecniche, tecniche.


La prestigiosa unversità li seleziona attraverso un test che privilegia le capacità logiche e la memoria. Poi li conduce per sei anni attraverso un corso fortemente scolarizzato, impartendo loro una miriade di nozioni, a tempo di marcia. Tecniche diagnostiche. per riconoscere la tale patologia fate questo esame e quello, e poi di seguito quello e quell'altro. Per la tale patologia fate la tale terapia, e poi seguite questi step, prima qui, poi lì, e poi quell'altro. E loro imparano. E i prof dicono bravi, bravi. e poi vanno in corsia e vedono dei fallimenti, e i prof gli spiegano che c'è stato un errore, che qualcuno ha sbagliato, forse il medico di famiglia, forse lo specialsita, opprue era trascorso il momento propizio, diagnosi tardiva, chessò.


Poi si laureano. Poi si abilitano. Poi cominciano a lavorare da soli. Davanti alle eprsone, le persone con le loro malattie. Scoprono i fallimenti delle tecniche diagnostiche e li attribuiscono alla propria inesperienza. Studiano.


Studiano, studiano, studiano. Sulle riviste, sui libri, sui siti; studiano e danno dei colpi di mazza ferrata alla propria autostima, diventano bravi, questi ragazzi, e troppo grassi a volte o troppo magri.


Come se non bastasse pure quando la diagnosi l'azzeccano brillantemente le tecniche che applicano non funzionano completamente; a volte non funzionano affatto. e loro ne cercano delel nuove. Ci sono sempre dlle ricerche, dei lavori che stanno per uscire, qualcosa in inglese, in tedesco, cercala, cercala!


Io li adoro, non voglio certo che si arrendano, non voglio che smettano, ma ascoltate un attimo  Capsicum: questo è l'oro che noi scavammo, quel  che nessuno ha diviso con voi.


Le tecniche non funzionano MAI completamente. Talvolta NON FUNZIONANO AFFATTO.


Allora c'è quelcosa che non sapete, si, e non è una tecnica, o forse a suo modo E' una tecnica. Ci sono cose da fare quando la tecnica non funziona. E bisogna impararle.


Bisogna imparare ad accompagnare. LAICAMENTE, ragazzi, PROFESSIONALMENTE, e, se mi permettete, anche UMANAMENTE.


L'accompagnaento religioso e fideistico che ha invaso le nsotre facoltà riempie un grave vuoto lasciato nella vostra preparazione, un vuoto che vorrei potervi aiutare a individuare. Non ho la presunzione di farvelo colmare, il senso del vuoto deve rimanere per mantenervi umani, vivi, capaci di sofferenza e , di conseguenz, capaci anche di gioia.


E allora non vi sentite solo "all'altezza". Sapete che quel che fate è quel che va fatto, che il vostro lavoro ha senso, che la vostra vita ha senso, che la sofferenza umana, per il solo fatto di poter essere accolta e consolata, acquista forse non un senso, ma certo una dignità.


Qualcuno crede in un dio, o in più dei. Io credo nella dignità. Una specie di religione immanente, che non toglie nulla alle altre nè vi rende eretici se l'abbracciate insieme alla vostra. Se poi non ne avete una, considerate i vantaggi d'avermi come correligionaria...


Quanto lavoro da fare.


domenica 24 maggio 2009

750 anni del Palio di Ferrara

Domenica prossima, in piazza Ariostea a Ferrara si correrà il settecentocinquantesimo Palio di San Giorgio. Che proprio settecentocinquantesimo non è, ma non facciamo troppo i pignoli.
Ieri sera la grande sfilata delle contrade, con oltre milleduecento figuranti in costume, per il giuramento davanti al Duca Borso dei concorrenti alle quattro gare del palio: la corsa dei putti, quella delle putte, la corsa delle asine e quella dei berberi, i cavalli. Praticamente quasi tutti i ferraresi, una volta o l'altra nella vita, hanno sfilato o corso o lavorato dietro le quinte per il Palio. Era maledettamente caldo, nonostante fossero quasi le dieci di sera, ma lo spettacolo è stato magnifico.


Ferrara è una magnifica città da girare in bicicletta. Oggi abbiamo fatto il giro delle mura, in maniera estremamente poco impengativa, come si addice ad una comitiva in cui si fa il passo del più lento. M'è rimasta la voglia di rifarlo, quel giro, un pochino più tirato. Ma chissà quando....

venerdì 22 maggio 2009

skulls

è stata una bella giornata.
ho indottrinato la tirocinante.
anche se faccio sempre riferimento allo stesso elenco degli skills che secondo l'università gli dobbiamo fornire, ogni tirocinante si porta via qualcosa di diverso dal mio studio.
sono una tutor in eterno divenire.... Se lo scoprono mi cassano dall'elenco per sempre!

Vorrei che ci fosse qualcuno che facesse qualcosa di più per questi ragazzi, che gli insegnasse a leggere cose interessanti al di fuori della tecnica medica, vorrei che ci fosse una vera filosofia da fargli leggere, una filosofia che avesse la scienza come materia di partenza, come dovrebbe essere e come invece è tanto raramente. e comunque delle cose da fargli leggere ce ne sono, ma non ci insegnano gli strumenti. chimica si, fisica troppo poca, ridicolmente poca, matematica praticamente nulla, perché le briciole di statistica che vengono impartite non sono mica nulla. E il corso tutor che la Regione sta organizzando? Ho detto ad un autorevole collega cosa bisognerebbe metterci e lui ha detto: non possiamo fare un corso di sette giorni a tempo pieno. Stavo per dirgli che veramente intendevo due distinte tranches di sette giorni a tempo pieno, poi, insomma, mi cascano le braccia. Si faranno due sessioni di sette ore ciascuna, al lordo di coffee break .....

Però da settembre ho delle idee, e la mia amica/collega è d'accordo, così chi vuole va e chi non vuole manda, le cose intanto le facciamo, poi le scriviamo e poi vediamo se ce le pubblicano, senza più aspettare di proporle o discuterle, e poi vedrai che le faranno tutti e diranno, "ah, si, siamo noi gli ispiratori", tanto per non restare indietro. Maschi. MASCHI.
sono bellissimi e insopportabili contemporaneamente!

giovedì 21 maggio 2009

che giornata

al mare c'era un venticello delizioso, peccato non avere il tempo di goderselo...

martedì 19 maggio 2009

FRANCESCO CAMPIONE

HO SCOPERTO OGGI CHE SONO INDISCUTIBILMENTE SUA FIGLIA, IN QUALCHE MODO. INFATTI MI RENDO CONTO DI RITENERLO IMMORTALE.
IN UN CERTO SENSO CIO' E' GRAVE.

lunedì 18 maggio 2009

com'eravamo o come siamo?

L'altra sera c'era un bellissimo Baglioni da Fazio e battibeccavano tra loro sul fatto che sino ai vent'anni fai cose originali e dopo di continuo ti ripeti. E Baglioni ricordava una lapidaria  e indimenticabile .affermazione "faziosa" precedente: "tecnicamente non sei più un ventenne".


Io stamattina avevo indosso un tubino rosa recuperato dall'armadio. Mi sono detta: va di moda il rosa, tiriamo fuori st'anticaglia e riproviamo. Nel pomeriggio, al rientro in studio, precipitoso ed affannato, ho mantenuto una mise domestica e solo nell'uscire mi sono osservata. Ancora rosa, mioddio, e di due toni per soprammercato. I pantaloni sono in tutto uguali a un paio che portavo nel 70, ma la taglia era allora una quaranta. E quel che ci mettevo dentro era assai più attraente.


Ma se non fosse per lo specchio farei fatica a ricordarmi l'anno. Rivedo i vecchi amici e penso: ma come? e quel bel viso da cherubino michelangiolesco, quando ha lasciato il posto a questi zigomi taglienti, a questo sguardo intenso, e le sue labbra piene dove son finite? Un altro s'è lasciato crescere una barba che mese dopo mese è sempre meno grigia e più bianca. Sui volti delle donne poi rimangono incisi i segni del corruccio, dell'ira, tra le ciglia e le parentesi che chiudono la bocca, mentre l'ovale del volto si scontorna.


Non mi sento però meno forte d'allora. Lavoro il doppio e dormo la metà. Forse brucio più in fretta: il tempo passa ad una tale velocità! E presto sarò vecchia. Di questo passo, con le settimane che sembrano giorni, con le stagioni che scorrono come in un cartoon,  avrò  le mani macchiate, camminerò più lenta, e salirò le scale con passo meno fluido e più cadenzato.


Questo bruciare così in fretta è forse la sorgente dell'insoddisfazione, della ribellione che serpeggia tra i miei coetanei. A tutto tondo. Ma di più.  Immaginate un solido di rotazione e poi pensatelo mentre avanza rapidamente su un tragitto a spirale. Poco fa il collega, quello bravissimo, m'ha ricordato gli esami che m'ha prescritto e ha rincarato: ormai abbiamo girato la boa, mia cara, che dobbiamo fare? una virata ci vuole, o moriremo qui su queste scale. Fammi sapere i risultati e se non c'è niente teniamo cari in ogni modo questi segnali.


Non vorrei dirlo e neppure pensarlo, ma questa quinta decade ci mette a dura prova.

UNA FINESTRA SULLA SCUOLA

Vi segnalo questo bellissimo post della mia amica Lia: Il "corpo insegnanti" si chiama


 Buona lettura. Capsicum

domenica 17 maggio 2009

CORSI E RICORSI

Al sabato mattina, more solito, mi ritrovo ai corsi di formazione continua barra aggiornamento barra punti ECM. E mi rendo conto che il fatto che siano obbligatori li svilisce. Stamattina corso stupendo sulle cefalee, corso che ti fa sembrare semplice un argomento ostico e complesso, corso organizzato da T. uno dei colleghi che più stimo, con la presenza della bellissima e bravissima dottoressa G. e di altri comprimari pure assai validi, e metà dell'uditorio era fuori dalla porta a fumare (FUMARE, SI) e ad aspettare la pausa caffè per sbranarsi quattro salatini e un tot di biscotti secchi come se non avessero mai mangiato in vita loro, poi uno si chiede come mai l'azienda non ci stima abbastanza, ma se non fossero obbligatori, se se li dovessero pagare sti corsi ECM, io credo che starebbero dentro e ascolterebbero e sarebbero tutti contenti.
La scuola dell'obbligo, a qualunque età, ci rende adolescenti idioti. Tutti. Pure me, temo,altrimenti me ne fregherei e non sarei qui a recriminare.

venerdì 15 maggio 2009

I VEDOVI

Ora si potrebbe pensare che sono una veterofeminista, invece no. Quando ero giovane pensavo che bisognasse andare oltre il femminismo, che ci fossero maggiori orizzonti di libertà e anche opggi, mi ritengo una post femminista, nel senso che le distinzioni di genere proprio non le considero, non debbono esistere, in alcuna accezione.


Però gli uomini intesi some sesso maschile presentano delle differenze rispetto alle donne, intese come sesso femminile, e ci mancherebbe.


Così i vedovi.


Uno di loro ha detto: la vedovanza è come un calcio negli stinchi: fa un male terribile. Però passa abbastanza in fretta.


L'anziano collega che mi ha preceduto qui al Borgo faceva dei maggiori distinguo. Diceva: quelli che subito piangono tanto sono quelli che presto si trovano un'altra. Quelli che invece tacciono spesso soffrono a lungo, e talvolta per sempre.


Qualche giorno fa un vedovo, fresco fresco, venuito a parlarmi della sua depressione da lutto, ha proseguito informandosi se, nel caso lui avesse voluto riprendere le atività interrotte con la lunga malattia della defunta, avrei potuto offrirgli un qualche prodottino per rimettersi in moto. Ci ho messo qualche istante, poi ho capito, e gli ho detto che si, certo, ci mancherebbe.


Il tempo, vedete, è relativo. Neppure s'è schiusa una larva di mosca, ed il passato è già passato.


Per cortesia, vorrei essere cremata. Che la mia carne non sopravviva neanche in parte  al mio ricordo.

giovedì 14 maggio 2009

le rose che non colsi


Amo solo le rose che non colsi,
desidero le labbra che non ho sfiorato;
il volto che non ho chiuso fra le mani,
la guancia che non mi ha bruciato;
le dita che non m'han frugato,
il sesso ch'è rimasto nascosto.
E l'urlo ancora prigioniero.


se qualcuno di voi ritiene offensivo...

....il fatto che il diabete mellito sia una malattia che alla lunga nell'anziano mette a rischio cervello, cuore e reni, non se la prenda con me, io il diabete lo curo, mica lo procuro.
bacioni

mercoledì 13 maggio 2009

SPUNTI

Me ne vado in giro curiosando, in queste settimane di insonnia controbilanciate da una sonnolenza terribile durante i pomeriggi. Ogni giorno dico a me stessa: quanto sonno, stanotte certo dormnirò. E dormo, si. Fin verso le tre del mattino.


Ribelle al veleno ipnotico, mi alzo e gironzolo per la rete. Oppure provo un po' di meditazione, mi riesce bene ora che  il sonno mi rifugge. Oppure penso, ricordo. E mi rigiro nel letto, in senso orario, chissà perché. Mio marito non si sveglia mai. Una vera fortuna, per lui e per me.


Stamattina ho presentato uno dei miei ragazzi ai colleghi dello studio. Il giovanotto è portavoce di un gruppetto che ha disegnato uno studio sulla correlazione tra demenza e diabete mellito. Non è il primo lavoro sul campo  che fanno, sono bravi. Uno dei miei colleghi continuava achiedere quale istituto o quale prof avesse, come dire, commissionato il lavoro, e il ragazzo diceva: no, nessuno, è mio, cioè nostro, mio e dei colleghi, e mi sono accorta che questa indipendenza e iniziativa meravigliano. Però questo, e proprio questo, e principalmente questo è l'obiettivo che ormai un anno e mezzo fa la mia collega ed io ci eravamo poste. Non riempirli di nozioni, ma renderli critici, indipendenti, capaci di iniziativa e in grado di rapportarsi sempre con la necessità d'agire e decidere con velocità, concretezza, precisione e accuratezza scientifica.


Poi oggi curiosavo qua e là e ho letto una frase, che mi è piaciuta, mi pare che, scaturita da tutt'altro contesto, esprima qualcosa di valido anche per i miei medici / ragazzini:  "un serrato confronto tra il pensiero e la materia, tra la libertà e la necessità".


Vorrei raccontarlo a Epi, ma lei sta sempre su faccialibro, la piccola svergognata,  infognata in attività anestetiche, e diserta il suo vecchio blog, chissà se si diletta ancora a pensare. Che faccio, le metto un link?


Baci a tutti


Capsicum


P.S. ma quanto sono belli questi ragazzi e ragazze, sotto i trenta e con l'aria da adolescenti, così bravi, seri, con questi meravigliosi sorrisi, e l'altro giorno la piccola L. era più sorridente del solito e le ho detto ma come ti vedo bene! e lei mi ha detto sono di sette settimane, e le ridevano gli occhi e la pelle e le mani, questi momenti mi riconciliano con la vita.

martedì 12 maggio 2009

FINE SETTIMANA PITECUSANO

Ci ho trascorso tre giorni pieni di sole, ed ho pranzato con pomodorini. Il primo profumava di miracolo, l'ultimo di fresca sazietà.


Ed ho fatto colazione con ricotta e miele..... ahhhh!

venerdì 8 maggio 2009

acqua

la mia amica paola è un'esperta di feng shui; me ne ha parlato a lungo e mi ha davvero impressionato.


Mi sono ritrovata nell'acqua, cioè mi sono riconosciuta simile all'acqua, come tipo di persona. Strano che io sia per giunta una adoratrice dell'acqua, una che si sente travolta dalla sacralità dei pozzi ipogei, delle sorgenti, delle acque termali, che trascorre in acqua intere giornate, persa nella meditazione, incantata dall'argenteo e liquido suono...


Insomma, paola, grazie.

mercoledì 6 maggio 2009

UN'ORA FA

Un'ora fa l'ambulanza ha portato una delle mie pazienti in hospice. Avrei diverse pazienti terminali che stanno terminando il tempo a loro disposizione. Ieri sono stata a casa sua per organizzare il tutto. Ho pensatoa  lungo a questo post, poi alla fine quel che mi interessa dirvi è solo questo. La signora ha un figlio di pochi anni più giovane di me. Pochi pochi. Si chiama come l'amico mio Ottonieri. Nelle scorse settimane abbiamo parlato spesso, del suo lavoro per lo più, fa un lavoro interessante qui al Borgo, un innovatore. Sempre molto razionale, calmo, sorridente. Anche freddo potrebbe sembrare, ma è uno che regala rose rosse a sua moglie, quindi forse no.


Ieri, per l'unica volta, per un istante gli si è spezzata la voce, mentre diceva: voglio fare in modo che soffra il meno che si può.


 

lunedì 4 maggio 2009

BEL CONVEGNO DEL MENSA A GENOVA

Bel convegno, bella Genova, bellissimi mensani e mensane, insomma sono stata proprio felice.


Perché nella mia vita mi sono sentita sempre fuori posto, strana, a disagio. Ho sempre fatto fatica a farmi capire, spesso molta fatica, una lotta continua quella di spiegare,  esplicitare punto per punto, illustrare, ampliare, come dicev la mia prof, e poi chiarire, esemplificare. Poi chiedere se mi ero spiegata bene,e infine rispondere ai dubbi eventuali. Poi ho trovato il Mensa. E ho scoperto di essere  normale, semplice,  per nulla strana, in perfetta sintonia coi miei interlocutori. E di riuscire a spiegarmi con grande facilità, senza bisogno nè di spiegare e NEPPURE DI RIPETERE una seconda volta. Oddio, qualche rara volta faccio ancora fatica a comunicare, ma si tratta veramente di occasioni rarissime e probabilmente in quei casi è proprio colpa mia.


Insomma, il Mensa è la mia Patria ancestrale, il mio Eden ritrovato, il ritorno al Paradiso Perduto. e i Mensani sono il mio Popolo, gli amici carissimi, i fratelli del mio cuore e della mia mente.


E ridete pure o indignatevi o pensate quel che cavolo vi pare. In ogni caso è così.


Provare per credere, signori. Il link lo trovate qui accanto.