giovedì 30 aprile 2009

meno uno al convegno

ok, domani parto per genova, statemi bene nel frattempo. Vi racconterò se accade qualcosa di interessante. un abbraccio da capsicum

lunedì 27 aprile 2009

una vita soltanto

mi chiedo spesso quanta parte della mia vita spreco e ho sprecato. C'è talmente poco tempo, e lo usiamo per giunta così male

sabato 25 aprile 2009

avevo scritto un gran bel post

Argomenti: la plusdotazione come fattore di rischio per la malattia mentale, i problemi dei bambini superdotati, il disagio delle persone troppo intelligenti, il Mensa Italia, la presunzione, l'umiltà eccetera eccetera.


Splinder se l'è mangiato. E io sono stanca e non lo riscrivo, per oggi. Mi tornerà pure l'ispirazione.


Per ora vado a leggermi un libro. Comunque meno sei al convegno.

mercoledì 22 aprile 2009

ho quasi vuotato i cassetti

ecco, vorrei tenere in evidenza il link a Lulu. come potete notare ho vuotato un po' i cassetti: il Pescatore, la Lettera. Ecco qui:


http://stores.lulu.com/capsicum


Per i non abitudinari del blog ricordo che qui potete scaricare gratis o acquistare le copie cartacee della raccolta di racconti "Il Pescatore e altre oziose storie" e della raccolta di poesie "Una piccola lettera d'amore".


Leggetemi e fatemi leggere. Baci. Capsicum.


P.S. non sono ancora del tutto vuoti, i cassetti, ma ogni cosa deve diventare "finita" per poter essere lasciata andare per il mondo da sola. Ciò che ancora è "in corso", che sta ancora accadendo, non è pronto per essere mostrato all'aperto.

martedì 21 aprile 2009

ah, Lia, soy una estudiante!

veramente il programma di spangolo della prima media, in quanto a grammatica, non è poi sto gran che. Lo dobbiamo ripassare tutto, anzi rifare tutto, onde passare da una media del quattro ad una media del cinque e mezzo, che posa essere stiracchiata a sei, diciamo.... per soddisfare la simpatica Gelmini.


Che poi, diciamocelo, come un ragazzino che porta una media del nove e mezzo in inglese possa averne una del quattro in spagnolo, io non lo so....

vita da mamma

ho lavorato troppo negli ultimi tre mesi, urge mettere dei paletti stretti e dedicarmi ai miei ragazzi. Hanno bisogno di me, e to di loro.

sabato 18 aprile 2009

Che giornata!


piena, intensa, difficile faticosissima, ma alla fine tutto è andato bene, tutte le cose si sono concluse perfettamente, ogni progetto è stato portato a termine ed io sono a casa, davanti al mio pc, a leggere le lettere degli amici, a girovagare per facebook, a fare progetti per il WE.


Stamattina ho raccolto anche un complimento da u doente che ha detto che ha fatto lesione in molti corsi, in diverse città a per parecchi anni e non aveva mai visto un coordinatore come me e la mia collega, brava, attenta, presente, competente, fattiva e produttiva e altri aggettivi tanto che alla fine ero imbarazzata. Mi capita spesso che mi dicano brava, ma non sono sinceri, sono dei "brava" che vogliono dire "stai rompendo i maroni, stai esagerando, piantala", sono dei brava che vogliono dire "brava ma basta".


Invece questo era convinto di quel che diceva, e non era "brava ma basta"  era "brava e grazie e ancora".


E dopo otto ore di seminario ho competato la giornata con la famosa presentazione efficace e magnifica che finalemnte io e il mio collega abbiamo messo insieme.


ok, alla faccia del venerdì 17.


baci


 

martedì 14 aprile 2009

Non mi chiedere se sono felice

Una serie di circostanze, libri, chiacchierate, scambi di opinioni, e non ultima la dichiarazione di un  paziente felicemente idiota, stamattina, mi hanno fatto perdere un po' di tempo a riflettere, sotto le mani della parrucchiera che mi phonava i capelli selvatici, sull'argomento in oggetto.


Dice sei triste? no, io non sono praticamente mai triste. Posseggo un tono dell'uomore sempre buono, addirittura ipomaniacale, che mi fa riempire la vita di cose, di faccende, lavori, letture, scrittura. Trovo persino il tempo per vuotare la mente e meditare. Seppure non abbastanza spesso e con la costanza che dovrei.


Talvolta sono stanca, si, e talvolta tanto,  ma non sono mai davvero triste, mi basta poco per ridere, una battuta, la vista dei miei figli, un bel libro, o qualche interessante attività ludico ricreativa, ogniqualvolta si possa (che ogni lasciata, si sa, è perduta). Triste no, perché poi, a che pro.


Sono davvero convinta che sia una questione di serotonina, dopamina, e compagnia neuromediante. Io le ho, e tanto basta. Come se continuamente producessi qualche raggio di sole da spandere attorno, come se riuscissi comunque a brillare.


La felicità è altra cosa. Nasce da un bilancio tra le tue aspirazioni e il loro grado di realizzazione. Un bilancio come quello di una banca, di una società qualunque. E lì, davvero Alfredo aveva ragione: la felicità non è per noi, no.


Li possiamo invidiare, coloro che non sono interessati a fare un bilancio, che si accontentano dell'allegria, o le cui aspirazioni sono talmente semplici da raggiungere, da avere un alto grado di realizzabilità intrinseca.


Coloro che sono in grado di ignorare la maggior pare della realtà. Che è poi l'unica, vera ricetta per essere felici.


La felicità è fuori questione. Per fortuna non ci sto a pensare. Quasi mai. Fino a che qualcuno non mi ci fa pensare. Così, che a nessuno venga in mente di chiedermi se sono felice.


Lasciamo l'argomento in profondità e nuotiamo nelle tiepide acque superficiali, tra le onde e il sole, presso la riva.


Certo, se molti anni fa avessi fatto investimenti emotivi diversi, meno impegnativi, se avessi dato più spazio al sesso e meno all'amore, se avessi puntato meno sulla dignità e più su , non so bene su cosa. Cosa potrebbe sostituire la dignità? Non vedo alternative, se tolgo la dignità, dalla mia ormai antica bancarotta non ho altro da poter salvare.


Contentiamoci di un sorriso e di un poco di sole, ché non è poi tanto male. Dell'allegria che riesce a verniciare la vita, per quel tanto o poco che dura, e neanche lei è poi tanto male.


 


 

chissà se riuscite ad entrare senza essere registrati

un link ad una meravigliosa discussione su aNobii. spero che possiate entrare senza essere registrati. In caso contrario, registratevi. ANobii è un gran bel S-N.


 


http://www.anobii.com/anobi/forum_thread.php?tid=40393#new_thread

domenica 12 aprile 2009

bis.

ieri pomeriggio su per San Luca dalla parte del portico. Oggi chiedo al consorte se ha voglia di fare il bis con me. Sorge immediatamente una discussione (e ti pareva..)


Lui non vuole San Luca, vuole il Talon.


A me il Talon non piace.


Dice: ma che ci trovi di più in San Luca?


Dico: la salita.


Dice: va bene, facciamo la strada di lato alla chiesa, se non è salita lì...


La salita di lato alla chiesa di cui parla mio marito è quella cosiddetta dei Bregoli che comincia al lato ovest della chiesa di San Martino, all'ingresso di Casalecchio, nei pressi del parco del Talon. Dove si trovava, e si trova ancora, il grande rifugio antiaereo dell'ultima guerra, cpostruito nel 43, dove trovavano posto oltre 5000 persone nel corso dei terribili bombardamenti che distrussero la cittadina.


Sale in cima allo stesso colle di San Luca e giunge allo stesso santuario di ieri pomeriggio.


(E' un pezzo di un antico sentiero, se ne può trovare la storia qui  )


Tanto per capirci, mica per nulla dal lato del portico ci hanno fatto i misteri del rosario, mentre da questa parte ci sono le stazioni della via crucis. E' una scorciatoia. Ripida. Che non si fa mica di corsa.


Sale in un bosco che in questa stagione è di violette ed ellebori, mentre in autunno ha prati impervi di ciclamini. Sale. Dice, ma che ci trovi nella salita? Eh, ci trovo che premia non tanto la prestanza, che io non possiedo, quanto la tigna, di cui sono primatista indiscussa


Un'idea di quanto accorci questa scorciatoia: ieri sono arrivata in cima in poco più di 40 minuti, oggi, per questa strada, in circa venti.


In cima, sul piazzale del santuario, il profumo dei brigidini si spandeva tra le bancarelle di cineserie. Traffico, fedeli, turisti, sfaccendati. E' pasqua, già


E dopo esser saliti per la via crucis siamo scesi per il rosario.

Aria

Così, è proprio il pomeriggio giusto, fresco e senza sole. La salita per San Luca è una meta frequentata, da chi corre e da chi cammina. Completamente riparata da un lungo porticato, non ti devi neppure preoccupare che venga a piovere. Ha due strappi particolarmente ripidi, nessun tratto in piano.
A metà del rpimo strappo in genere comincio a disaccoppiare e prima della fine mi spoglio restando in canottiera. La salita diviene meno ripida, quindi posso accelerare un po'.
Non è tanto lunga, in realtà. Il secondo strappo è quasi tutto una scalinata. A metà circa sono in pochi quelli che ancora corrono. Io mi sono fermata tre o quattro minuti, poi ho ripreso con una andatura vergognosa, da nonnina. Alla fine dello strappo la salita si addolcisce leggermente, per poi ripartire con la scalinata prima del santuario.
Quasi tre quarti d'ora a salire, così chi la conosce può capire fino a che punto io sia fuori forma.
La discesa è esilarante; nel primo tratto ti senti la testa leggera, poi ti diverti, con l'impressione che a metere un piede in fallo potresti ruzzolare in una sola volta fino ai piedi del colle.

venerdì 10 aprile 2009

ma io che sono?

E' pigrizia, pazienza o inerzia? Che sto facendo? offro una seconda, o meglio ennesima occasione oppure mi sono semplicemente arresa.


Uffa.


In nome della ragionevolezza dovrei smetterla di attenermi alla mia buona educazione.


Si lo so che sono ermetica, ma a volte il blog mi serve per prendermi un appunto.

ATTENZIONE ALL'ORA!

torno ora da  una riunione sindacal formativa intensissima al limite dell'infuocato dove ho fatto da quota rosa e da mediatrice. (soliti ambienti maschili, si)  Non capisco perchè io non mi senta stanca. Oh, si, l'insonnia ha i suoi vantaggi. Starò mica virando in senso ipomaniacale?


vediamo se mi riesce di dormire come ieri notte.


baci


Caps.

mercoledì 8 aprile 2009

non parlo del terremoto

mi spiace, non ne sono capace.

eccessive pretese

eh, si parla tra donne. Si parla.Ora, ci chiedevamo, oggi pomeriggio questa cosa. Una donna che abbia dei riconoscimenti professionali o comunque extradomestici, perché non può sperare che il suo compagno si interessi dei suoi successi, o ne sia, addirittura, fiero?


E' assai triste essere apprezzate fuori casa e per contro scoprire che il proprio compagno non dico non vi annetta grande importanza, ma addirittura se ne stupisca allorquando qualcuno, più o meno casualmente, lo informa dei nostri, per quanto modesti, successi.


Vien voglia di dire: meglio sole.


Così, se qualcuno di voi lettori conosce mio marito, eviti di dirgli quanto sono brava, che poi lui si fa delle meraviglie e io ci resto male. Perché, stupidamente, mi immaginavo che dopo quasi ventinove anni lo sapesse già.

stasera riunione Mensa

argomenti trattati: fonetica, etimologia e varianti locali del dialetto bolognese; problematiche legislative, infortunistiche e medicolegali delle piste ciclabili; entomofobia; andiamo a vedere una mostra a Urbno?; come si fa il succo di mela; organizzazione della gestione risorse umane nella sanità locale e problematiche legali e costituzionali inerenti; ingredienti e sequenza di preparazione dell'autentico fior di latte non compero ma preparato con le manine fatate della signora di un consocio, olimpiadi della matematica, partecipanti, vincitori e grado di difficoltà delle prove. Varie ed eventuali.


Il vino era ottimo, la birra ancora migliore. Per non parlare del succo di mela. Dovrei frequentare più spesso queste riunioni.


Buonanotte da Caps

lunedì 6 aprile 2009

l'insonnia mi sta abbattendo, nel senso proprio di macellazione. Dovrò arrendermi alle benzodiazepine?

il link di ieri...

.... non funzionava. Adesso va. Bacioni

ecco a voi Il Pescatore e altre oziose storie

Potete scaricarlo gratis da qui. Se invece ne volete una copia cartacea, ebbene dovrete pagarlo...


http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/il-pescatore-e-altre-oziose-storie/875712


Orsù, da bravi, scaricatelo e fatelo scaricare. Non vi costa niente e non siete neppure obbligati a leggerlo


e se invece vi seduce la bella copertina di Francesco Chiot, compratelo. Chi volesse chiederlo a me, lo troverebbe conveniente. Lulu ha delle spese di spedizione esose.


bacioni a tutti da Caps

domenica 5 aprile 2009

A TEATRO CON CAPSICUM

Ho assistito ad un indimenticabile spettacolo teatrale. Al di la' della bellezza del pezzo, La Sirena di Tomasi di Lampedusa,  e della musica dolce e liquida che l'ha assecondato, abbiamo goduto una voce.
Ha una voce, Zingaretti, sostanziale, che comprimendo l'aria raggiunge la pelle e la costringe a risuonare. Chiudendo gli occhi la sensazione diviene ancor piu' concreta, palpabile.
Cosi', con gli occhi chiusi, con tutta la pelle, ho ascoltato.

Ci ha salutati, infine, con una poesia di Saba, che dice un sentimento che m'e'  noto: della bellezza che non possiamo avere, ma pure, con la semplice esistenza sua, ci consola.



Quando il pensiero di te mi accompagna
nel buio, dove a volte dagli orrori
mi rifugio del giorno, per dolcezza
immobile mi tiene come statua.

Poi mi levo, riprendo la mia vita.
Tutto è lontano da me, giovanezza,
gloria; altra cura dagli altri mi strana.
Ma quel pensiero di te, che tu vivi,
mi consola di tutto. O tenerezza
immensa, quasi disumana!

sabato 4 aprile 2009

Che poi, pensando e ripensando, se io fossi stata maschio il militare da parà me lo sarei fatto volentieri. Si mangiava pure benissimo alla mensa della Folgore, a Pisa. Si, non state a domandarvelo, non lo so per sentito dire. E no, io non la do vinta mai a nessuno.

che poi, ora che ci penso, io da quanti anni non trovo il tempo di correre? non a casa sull'attrezzo cinese, ma all'aperto, sull'erba.


qualcosa tocca, nella mia vita.

gare

tanti anni fa ebbi la fortuna straordinaria di fare paracadutismo. Il corso preparatorio era sponsorizzato dalle forze armate. Molto ben fatto, comprendeva un corso palestra di tre mesi per la preparazione fisica al lancio.


 Non c'era un corso femminile. Anche perché con tre ragazze contro quarantasette giovanotti non avrebbe avuto molto senso. Così noialtre dovevamo star dietro ai colleghi,  molto divertente, perché il divario tra le rispettive capacità fisiche poteva essere colmato solo da una adeguata dose di tenacia e patologica incapacità d'arrendersi.


Tuttavia i giovanotti ci consideravano, come dire, fuori gara. La gara era tra loro.


Ben presto apparve chiara una demarcazione tra i più atletici, il gruppo e la "coda". Debbo dire, orgogliosamente, che non mi sono mai fatta staccare dal gruppo di coda, anzi. Ma è stata durissima. C****, quando quei ragazzi  di testa cominciavano ad allungare bisognava controllare bene il proprio fiato e il propro ritmo, altrimenti nel tentativo di starci dietro si finiva stracciati. E' incredibile come sia facile esaurire del tutto le proprie energie quando ci si concentra solo su chi ti precede e si perde il contatto  coi segnali del proprio corpo.


Comunque noialtre donne eravamo fuori gara e quindi nella posizione ideale per osservare le dinamiche. Non che altri fossero interessati ad osservarle: si tratta di una patologia mia personale.


Quelli di testa avevano prevalentemente due atteggiamenti da "gestirsi". alcuni dovevano governare la propria impazienza d'essere raggiunti dagli altri: personaggi particolari .  Facevano gruppo, tiravano tutti, erano più felici se riusciva un altro a far bene di quanto non lo fossero per sè; non avevano bisogno di dimostrare niente. Pure se non erano primi, erano meglio del primo. Tre di loro diventarono istruttori nel corso successivo.


Altri invece dovevano imparare a controllare i sentimenti di disprezzo per i più deboli.  E l'aggressività.


Tra i meno forti, invece, v'era una parte divisa tra l'ammirazione e l'invidia, ed altri che invece avevano il problema di gestire o di sfogare l'odio verso chi li surclassava.


Ok, i popoli fanno esattamente lo stesso.


 


P.S.: per chi se lo chiedesse, delle tre donne il brevetto lo presi solo io. Era proprio dura.

è lunga la strada, e la notte breve, e alla fine di questa strada mi parrà d'aver camminato solo per poco, e sola.


cosa vale la pena di fare, lungo il cammino?

giovedì 2 aprile 2009

parole in libertà

i fallimenti sono il frutto di strategie sbagliate. un'affermazione da sir di lapalisse. solo che prima di ammetterlo ce ne vuole.... Uffa.


L'altro giorno la mia collega ed io siamo andate a trovare il professor Campione. Uh, scrivo sempre la mia amica, la mia collega,  si potrebbe pensare che si tratti sempre della stessa persona, invece no, ho una quantità di amiche, di colleghe, di amiche-e-colleghe, di amici, colleghi, amici-e-colleghi, amiche-e-pazienti, amici-e-pazienti, e me ne rendo conto quando mi soffermo a pensarci. mi sembra sempre di conoscere pochissima gente.... Comunque siamo andate dal prof e lo abbiamo intortato meglio possibile per convincerlo ad insegnare delle cose ai nostri corsisti. Lui, delizioso come sempre, sembrava dispostissimo a lasciarsi convincere. Evvai! Abbiamo pure fissato le date!


Ah, mi ha detto, come ti trovo bene! Dimagrita, anche! Si, gli ho risposto, naturalmente con una ragione dietro, come sempre. Si, dice lui, certamente. E poi ha detto: e le tue poesie? non pubblichi nulla? No, ho risposto, è presto, ancora non ho digerito.


Dopo, la mia amica ed io siamo rimaste a parlare nell'atrio dell'Istituto universitario. Quando abbiamo smesso ho guardato l'orologio ed erano passate quasi tre ore. Ma si può? Un briefing in peidi in un atrio?


Bene, ma cosa c'entra questo coi fallimenti? eh, si sa, parole in libertà....

mercoledì 1 aprile 2009

.....

De una materia deleznable fui hecho, de misterioso tiempo.


Acaso el manantial està en mi.


Acaso de mi sombra


surgen, fatales e ilusorios, los dias.


 


Eh, si, sto rileggendo l'Elogio de la sombra....

giornata piena

Stamattina mi sono alzata con una testa di capelli che sembravo un leone trasandato in un giorno di pioggia e che si sia svegliato di malumore. Ed ho avuto il tempo di domarli, i miei capelli, solo nel pomeriggio.


Il mio Piccolo ha detto: mamma la tua testa sembra una matassa di filo sopra un'altra matassa di filo. Ecco ora ricordo perché ho cominciato a portarli cortiuna ventina d'anni fa. Ma insomma, non c'erano le piastre e gli alliscianti odierni.


La collega che ha il mio stesso nome oggi era stanchissima.  Tra nome e cognome abbiamo una sola consonante diversa, buffo, vero? a volte cercano me pensando di trovare lei e viceversa. Per giunta mi sta anche simpatica, una donna di grande spessore. Ma è invecchiata, ed oggi m'è parsa esausta.


Un lavoro, il nostro, che ci strema.


Ho un arretrato di piccole incombenze domestiche e amministrative che fa paura. Pure una multa da pagare, ho. E non ne ho sbrigata nessuna. In compenso ha fatto shopping. Pantaloni nuovi e pure un tailleurino molto da professionista. Decisamente elegante. Sul lavoro aiuta. Per il resto,  ho l'impressione che nulla serva.