martedì 31 marzo 2009

"la poesia non è meno misteriosa degli altri elementi dell'universo"

Codice errato

Che le parole non bastino
gli sguardi non arrivino fino a lì
che cadano come frecce
dalla corta gittata

paura che

non si capisca
la mano stringa troppo piano
che tu abbia iniziato a parlare
troppo piano

che io non sappia correre
abbastanza in fretta
per accompagnarti
a sparire


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Rubato, caro Lino, da qui

Il modo sicuro

Ci sono molti modi di nascondersi a questo mondo. Ma falliscono tutti, perchè infine qualcuno apre il nascondiglio e ci trova qualcosa che non dovrebbe esserci: ci trova te.
Un solo modo è sicuro. E tu lo conosci.
Mostrarsi. Mostrarsi ostentatamente, come un baule stracolmo, e così riempi all'inverosimile la tua vita, perché più è ricolma più sarà visibile, e più sarà visibile e grande, e sgargiante, più al suo interno si nasconderà quel che è.
Allo stesso modo nascondi il tuo corpo, dentro se stesso. E la tua sofferenza dentro quella altrui. Così semplice. Basta mostrarsi, e nessuno ti cercherà.

 


Manuel Flore s va a morir.

Eso es moneda corriente:

Morir es una costumbre

Que sabe tener la gente.

 

Y sin embargo me duele

Decirle adios a la vida,

Esa cosa tan de siempre,

Tan dulce y tan conocida.

 

Miro en el alba mis manos,

Miro en las manos las venas;

Con extraneza las miro

Como si fueran ajenas.

 

Vendran los cuatro balazos

Y con los cuatro el olvido;

Lo dijo el sabio Merlin:

Morir es haber nacido.

 

Cuanta cosa en su camino

Estos ojos habran visto!

Quien sabe lo que veran

Despues que me juzgue Cristo.

 

Manuel Flores va a morir.

Eso es moneda corriente;

Morir es una costumbre

Que sabe tener la gente.

lunedì 30 marzo 2009

eppure

l'amore fa SEMPRE soffrire. Ogni gioia che ci porge è transitoria, ogni dolore è radicale e profondo. L'amore è la sofferenza più grave che si possa infliggere a se stessi. Per questo motivo viene tanto elogiato, sopravvalutato, indorato: dobbiamo essere convinti ad amare da una bella pubblicità, perché amare è costoso, più di un diamante, più di uno spiderino mercedes, più della pelliccia annabella, dell'orologio panerai, di più.


eppure

domenica 29 marzo 2009

dovrei star qui a scrivere per ore, tante sono le cose accadute, invece vado a teatro. ci si sente più in là

venerdì 27 marzo 2009

e poi non finisce mai

La mia giovane, bella, intelligente, preparata, solare, adorabile sostituta è morta ieri sera.

Un brutto anno per la famiglia

Ieri lungo brainstorming col cugino.


I miei cugini ed io ci somigliamo moltissimo. Poi uno dice la genetica non conta. Conta, conta.


Questo cugino è intanto un uomo affascinante, pur se di statura media. Impeccabile, senza stravaganze, il baffo curato che nasconde una brutta ferita di un vecchio incidente da sub. E la maledizione di famiglia: la pancetta.


In apparenza freddo, razionale, analitico, cova passioni forti ed emozioni duramente controllate. L'insofferenza per qualunque forma di costrizione ha reso i suoi rapporti col padre sempre un po' tesi, tanto che chi non lo conosce bene si sorprende della tenera e costante premura di cui l'ha circondato negli ultimi dodici anni, dopo la morte di sua madre.


Insomma, ieri abbiamo parlato a lungo. e non abbiamo finito.


Solo per un momento ha perso il controllo, quando si è lasciato sfuggire che in ospedale paga due badanti, giorno e notte, perché tengano le mani al babbo, in modo che non gli vengano legate. Perché il babbo, nonostante non sia consapevole di quasi nulla, appena lasciato solo  cerca di strapparsi la sonda dell'alimentazione dal naso. Ma perché, dice, ma perché se la strappa di continuo? sembra che sia la sola cosa che gli interessi! E io: forse gli fa male, o gli dà fastidio. Lui si è visibilmente contratto.


Poi abbiamo parlato ancora. A  lungo. E la sua bella moglie ci ascoltava, come sa fare.


Alla fine gli ho detto: non ti crucciare adesso. Stai a vedere. Raccogli i tuoi dati e poi, tu sei molto bravo in questo, li analizzerai e prenderai certamente la decisione giusta. E io la sosterrò.

giovedì 26 marzo 2009

forse la primavera....

.... si sta stabilizzando, e anch'io esco dal mio turbine emozionale. E' stata la settimana degli attacchi di panico, delle ricadute delle depressioni ricorrenti, dei peggioramenti delle insonnie, e delle riniti. Ho prescritto solo psicofarmaci e antistaminici! Nonostante fossi in ferie. Perché questo tipo di pazienti non lo vuole il sostituto. E io li capisco meglio, meteoropatica come sono.


Domani si parte per un convegno, fino a domenica sera niente blog. Buono e gioioso relax a tutti....

Io non ho lacrime.

Non questo dono ho avuto

Miracoloso lavacro dell’anima.

Io non possiedo del pianto

L’antico conforto.

 

Se il cuore torce le fibre turgide

Ed il dolore irradia fin nelle dita,

il volto, sereno, non tradisce

e la voce pacata e limpida risuona.

Nessun sussulto.

 

Io non ho lacrime.

Ma ho parole che argentee

Sgorgano trascinando l’urlo

Disperato e possente e con esso

La morente anima mia.

lambrigas

....


 Si tú supieras que ese
gran sollozo que estrechas
en tus brazos, que esa
lágrima que tú secas
besándola,
vienen de ti, son tú,
dolor de ti hecho lágrimas
mías, sollozos míos!
Entonces
ya no preguntarías
al pasado, a los cielos,
a la frente, a las cartas,
qué tengo, por qué sufro.
Y toda silenciosa,
con ese gran silencio
de la luz y el saber,
me besarías más,
y desoladamente.
Con la desolación
del que no tiene al lado
otro ser, un dolor
ajeno; del que está
solo ya con su pena.
Queriendo consolar
en un otro quimérico
el gran dolor que es tuyo.





Chi du sciiasta  ka custu


succurrittu chi poderas


in is bratzus tuus, custa


lambriga chi buffas


basandedda


benid de tui, ses tui,


sunfridu de tui mudau in lambrigas


mias, succurritus mius!


Inzandus


no hiast' a preguntai


a su chi e' stettiu, a su celu,


a sa cara, a is paperis.


ita tengu, po ita seu sunfrendi.



 

mercoledì 25 marzo 2009

non so...

... se ho più la forza di assistere i morenti. Comincio ad invidiarli troppo.

martedì 24 marzo 2009

un abbraccio per un'amica

C'è una mia amica che in questi giorni sta tanto male. Ha perso probabilmente la persona che le era più cara ed è infelice e si sente sola. Nel frattempo l'umore cupo l'ha indotta a commettere qualche errore, ha litigato con alcune persone, ed è convinta di essersi giocata lavoro ed amicizie. Siccome legge sempre questo blog, vorrei chiedervi un favore: vorreste per cortesia lasciare un messaggio per lei? Lei crede moltissimo nel valore della preghiera. Sarebbe bello che coloro che condividono questa sua convinzione pregassero, almeno una volta, almeno un minuto, perchè la sua bella anima ritrovi la serenità.


E' un momento poco felice per molti, questo, me compresa, temo. Potremmo tenerci stretti, almeno virtualmente.


Un caro abbraccio ed un grazie a tutti da Capsicum

notizia dell'ultim'ora

mi sono ricongiunta alla mia posta che temevo perduta!!!!

Pensieri a ondate sul fondo del mio oceano

E' una mattina strana questa, una di quelle in cui hai davanti molte cose da fare ma preferisci affrontare le molte cose da pensare. perché il mondo è fatto di entrambe.


Sono tempi strani, quelli di crisi, tempi in cui qualcuno si trova ad assumersi delle "colpe" e va in angoscia. Penso ai dirigenti, agli amministratori, a tutti coloro che per ambizione o per desiderio di far bene, o con altro spirito, si assumono negli anni entusiasmanti dei compiti di responsabilità, e in momenti come questi si trovano soli. Si guardano attorno e cercano le facce fedeli, le spalle che stanno sempre contro le loro, e non conta più quanto i tuoi collaboratori siano bravi, ma quanto sei sicuro che ti proteggeranno ai fianchi, che non ti abbandoneranno neppure alla domenica mattina, se sei in pericolo, e allora si fanno delle scelte basate sul cuore, è questo il termine, anche se so che il cuore è un favoloso muscolo striato quasi inarrestabile, eppure mi capite tutti. Se devi buttar giù qualcuno dalla torre, scegli quello meno caro al tuo cuore, infine. Le scelte basate sul cuore, a volte, sono le migliori. Nel profondo ognuno lo sa, persino gli iper razionali, come il mio tormentato marito, tanto per citarne uno, sanno quanto siano forti le scelte del cuore. Ma hanno delle difficoltà a integrare questa visione, diciamo appartentemente destrutturata, con la loro. Luminosamente perfetta, come il reticolo d'un diamante.


Solo che, vedete, non è destrutturata: si struttura ad un livello profondo, non facilmente visibile. Anche il mare più limpido si incupisce nel blù, e pare senza fine, eppure ognuno di noi sa che là sotto esiste un fondo, saldo, roccioso, compatto e strutturato.


E tornando ai momenti di crisi, questo è uno di crisi molto profonda. Da parecchi mesi ormai ascolto il battito del cuore di questa crisi che si propaga nei polsi periferici che si porgono a me sulla spiaggia del Borgo, un'ondata dopo l'altra, nella risacca che accolgo incessante.


Ascolto senza pensare, apparentemente, ma lascio che le correnti si raccolgano in quel fondo oceanico, e prendano forma, la forma della paura, si, ma anche quella dell'amore, cui infine ci si appella, inconsapevolmente, della solidarietà senza condizioni, dell'amicizia.


Allora, dove vanno i miei pensieri? Cerco di capire come dire che anche questi tempi si possono gestire. Ma è necessario saper uscire dalla propria testa, dalla propria struttura, fare quel volo periglioso nell'apparente vuoto ed entrare nelle strutture altrui, vedere la nostra vita coi loro occhi, analizzarla da lì, poi rientrare in noi e operare i cambiamenti necessari. Senza sentirli come tradimenti del nostro io. O come fallimenti delle nostre scelte. Le scelte sono cose vive, in continua crescita e mutamento.


Sono tempi in cui essere analitici non basta. In tutti gli altri tempi è l'essere creativi che non basta. Noi magmatici siamo sempre consapevoli di dover sottostare a dei confini, di doverci dotare di strumenti strutturanti, a volte sofferti, le nostre agende sono sempre una schifezza e noi sembriamo preoccupantemente incontenibili, il che non è, naturalmente. Siamo tutti contenuti: dalla vita e dalla morte.

lunedì 23 marzo 2009

muratori al via!

Ecco, ho fatto partire la macchina dei lavori, che ingoierà i risparmi che io NON investo in borsa.


Ma che vado ad investire in mare estivo per i figlie nipotini. Renderà di più, io credo, sia nel breve che nel medio che nel lungo periodo.


Mentre ero via (guai a distrarsi qui) mi hano sabotato un seminario, e per fortuna l'ho scoperto in tempo, così farò un po' di superlavoro per recuperare.


molto bene, mi aiuta a dimagrire, no?

domenica 22 marzo 2009

giornate ventose quaggiù, e domani si attraversa l'appennino che pare sia coperto di neve fresca.


finora ho ascoltato cose interessanti, rivisto persone a cui tengo.


in più sono stata ascoltata e confortata. mi sento come se mi si fosse disappannato il parabrezza, in una notte piovosa.


perchè questi mesi sono come un viaggio in una notte di temporale. difficile, ma non senza i suoi lati interessanti.


grazie. baci


caps


 

venerdì 20 marzo 2009

vado a spasso

per tre giorni, se mi connetto non lo so, ma voi statemi tutti bene e godetevi il bel tempo (se ci sarà...)


bacioni. Caps

giovedì 19 marzo 2009

CEDIMENTI

La competente profumaia m'ha comunicato con aria grave che no, non ho le rughe, eh, no, si tratta invece di  un cedimento strutturale! ahhh, si. Ma, ha aggiunto, con aria incoraggiante, per mia ventura la Maison Dior, a fronte di un modesto (?) sacrificio economico è pronta a fornirmi adeguato supporto cosmetico per ripristinare  il sostegno cutaneo, prima che si verifichino le irreparabili fratture dermiche, ché allora si sarebbero guai seri....


L'amica, messa al corrente dell'imminente disastro, ha fatto notare che con un impegno economico di poco inferiore il suo dermatologo sarebbe disposto, bontà sua, a paralizzarmi i muscoli mimici con un cicinin di tossina botulinica; il che sarebbe provvidenziale, smetterei una buona volta di fare tante smorfie.


Ah, lo diceva sempre la mia povera mamma: "Cecilietta piantala di fare smorfie, una signora mantiene sempre il controllo di sè, non dimena la faccia come una scimmia. E già che ci sei, morditi più spesso la lingua, il Signore ce l'ha messa apposta in mezzo ai denti, così che tu possa usarli per trattenerti ogni volta che stai per dire qualcosa di inappropriato, cioè sempre. Se tu credi che esibire una lingua in grado di tagliare indifferentemente la carne e l'osso sia una virtù adatta ad una signora, ebbene ricrediti. Serba questa tua capacità per selezionate e particolari situazioni"


La mia mamma sarebbe favorevole al botulino, facciale e linguale..


Io no. Preferisco le rapine suadenti della Maison Dior......



P.S. se qualcuno se lo chiede, ebbene, si, la mia mamma, anche coi bambini, parlava proprio e sempre così.

mercoledì 18 marzo 2009

Un vero peccato che io non riesca più a lavorare a quest'ora. Una volta avrei tirato in lungo almeno alre tre ore.


Buonanotte.

sole

Una giornata di sole qui al Borgo. La mattina ha ingranato con una sorprendente socrrevolezza, le riunioni sono state efficaci, produttive e soddisfacenti, ho mantenuto la calma e sono approdata felicemente  alla postazione del mio bunker che la dolce aria primaverile ha liberato dallo stantio sentore della varia umanità sofferente.


Per giunta un'intuizione brillante m'ha risolto il problema delle slides inefficaci per la relazione di fine mese. Stasera finirò quel lavoro finalmente!


Unico neo: la mia personale diastolica è in crescita, ormai staziona costantemente oltre gli 80 mmHg.

domenica 15 marzo 2009

delusa dai miei sindacalisti.


non da tutti, in particoalre da un paio, o tre, o uno, ancora non lo so ma lo saprò.


Ché fare il sindacalista è una roba difficile e ingrata, e bisogna essere un pelino sadici, si, ma assolutamente non masochisti, e non è mica facile, perché il sado e il maso, si sa, vanno a braccio.

sabato 14 marzo 2009

MALEDETTA PRIMAVERA

Insomma, uno dovrà pure reagire a questa maledetta primavera, che essendo l'ennesima si fa sentire enne volte di più. così ho preso accordi col figlio grande e ci facciamo un giretto di qualche giorno: io gli do un passaggio per la capitale, dove conta di gozzovigliare con alcuni amici. tempo due giorni e ripartiamo per quel della casa del mare, dove mi assisterà mentre prendo accordi con amministratore di condominio, muratori, venditori di ceramiche da bagno eccetera. e speriamo che il tempo sia bello. Perchè il figlio grande ha preso, disgraziatamente, molti tratti caratteriali dalla sua mamma, alcuni vantaggiosi, altri decisamente deleteri come la tendenza alla depressione stagionale.


Con l'occasione chi volesse farsi un aperitivo o un caffè con me nella capitale, mentre il figlio gozzoviglia, me lo faccia sapere. Bacioni


Caps

stamattina mi sono alzata con una faccia che mostrava tutti i miei anni e tutta la notte insonne. una roba orribile.


così mi sono truccata, ho pettinato i capelli in modo da confondere le idee riguardo all'ovale non certo fresco del mio viso (ah, que la femme est son visage!) ed ho messo un bel rossetto acceso per distrarre l'attenzione dalle misères.


però rimango stanca lo stesso. e sono al lavoro.

venerdì 13 marzo 2009

oggi capsicum è un po' triste. o forse è solo stanca.


quando ci si sente soli, tanto varrebbe essere soli davvero, no?

giovedì 12 marzo 2009

io non ho voglia di scrivere di politica, non ndi tengu gana, mi fa fatica, du' maron e via dicendo,  ma se uno vuol sapere cosa penso basta che legga quel che ha scritto Giorgi e avrà un'idea piuttosto precisa. Il nostro premier edilizio mi è piaciuta particolarmente;  il 20% di conflitto d'interesse in più mi pare invece riduttivo. Senza offesa, Giorgi. Baci

mercoledì 11 marzo 2009

che poi arrivano sti giovanotti, insomma tra i trenta e i quaranta, e hanno la tosse, e insomma gli ausculti il torace, e su queste schiene peraltro non brutte ci trovi una barba in crescita, di pelame strappato o rasato e che fa capolino di bel nuovo come un'erbetta di primavera, e , voglio dire, io sarò d'un'altra generazione, lo so, ma non eravamo noi quelle che ci facevamo le cerette?

martedì 10 marzo 2009

Coitta a sighiri, coru miu,


ka seu folla in su disig'e s'attobiu.


Candu sa boxi mia s'had a studai


su disigiu t'had a sighiri in su bentu.

.... lavoro, lavoro, lavoro, ma non solo, per fortuna!

domenica 8 marzo 2009

ok, stasera prime pulizie di primavera. via la polvere...

mi chiedo se continuo a sentirmi tanto adolescenziale perché a cinquant'anni sto rimbambendo o preché a cinquant'anni non sono stata ancora capace di crescere.


in ogni caso tenere un diario è abitudine assuefante

perché amo anobii

Perché i librai di una volta sono quasi estinti, anche se ne ho trovata una giovane ed appassionata alla libreria coop delle officine minganti. E allora le recensioni degli anobiani, i loro commenti, le stelline, gli scaffali, sono come lo "spazio B"  raccontato da Pratchett: una immensa biblioteca i cui corridoi si addentrano nello spazio e nel tempo, con innumerevoli porte nelle case di innumerevoli lettori compulsivi, appassionati o anche solo accaniti, radici sfilacciate nella struttura unitaria che a volte percepiamo in uno stato alterato di coscienza, e la cui immagine si comincia a delineare, fumosa, nella rete.
ogni volta che mi riaffiorano le sue parole incantate, io so, e mi ferisce, come quegli stronzi che in quell'alba livida han distrutto la sua anima appassionata, m'abbian rubato qualcosa di prezioso, e porto rancore.

Y después



Los laberintos


que crea el tiempo,


se desvanecen.


(Solo queda


el desierto.)


El corazon,


fuente del deseo,


se desvanece.


(Solo queda


el desierto.)


La ilusion de la aurora


y los besos,


se desvanecen.


Solo queda el desierto.


Un ondulado


desierto.

sabato 7 marzo 2009

ok, un altro BRAUNWALD!

eh, io i Braunwald mi emozionano come altri sono emozionati dalla letteratura erotica. così adesso me ne vado a letto a leggermi il volume sull'ipertensione del compendio delle malattie del cuore, e sono assai preoccupata perché dallo studio m'è sparito cardiologia e medicina di famiglia.


me lo vado a leggere tutta emozionata, con la matitina sottile per scrivere le noticine al margine.


ognuno ha le sue perversioni

giovedì 5 marzo 2009

e comunque è proprio il blog del pidocchio, questo.  Per curiosità, andate in fondo alla pagine, c'è un rettangolino col contatore di accessi, ci cliccate sopra ed avete una schermata, cliccate in alto su visualizza report, poi su provenienze e poi su chiavi di ricerca, e poi mi saprete dire

PIOVE

Piove sempre, e qui la uggiosità del clima rende noiose anche le persone. Noiose, irritabili, depresse, e chi ne fa le spese è il mio povero collaboratore, sottoposto al primo impatto dei pazienti, i quali poi, una volta giunti davanti a me, sono già rilassati e persino contenti.


Intanto ho pensato di riguardarmi l'andamento degli accessi allo studio prima e dopo il cambiamento degli orari, perché ho notato qualcosa che potrebbe , dico potrebbe, essere interpretato alla luce dell'analisi delle vendite dell'Uomo Ragno. Direte che c'entra. Non c'entra, ma io faccio sempre degli strani collegamenti mentali, ed ho letto l'altro giorno un post del redivivo e memorabile Ottonieri che mi ha dato un'idea. Forse anche la mia popolazione di pazienti è bimodale. Se appena riesco a fare una estrazione di dati, ci ragiono un po'. E la devo fare un'estrazione, per un lavoro sullo scompenso e la comorbidità, altrimenti farò una figuraccia, e anche devo preparare una nuvoletta di slides che pure quella sono in ritardo. Oh, ecco come trascorrere un grazioso fine settimana. Mezzo fine settimana, perché l'altro mezzo vado a studiare comunicazione con la SIMG.


La pioggia, insomma, non è il peggio che possa capitare. E comunque il fiume sta riempendo di nuovo le golene. Riecco le associazioni strane: chissà se i Rumeni l'hanno capita che le golene del Reno non sono edificabili, neppure con baracche. Perché se uno le vede durante la maggior parte dell'anno, insomma, praticamente in città, queste larghe strisce di pianura alberata ed erbosa,  terre di nessuno, sembrano un gran bel posto per campeggiare, salvo finire sotto due metri d'acqua ad ogni piena. E il fatto che per un paio d'anni di piene non ne avessimo avute, non era predittivo di nulla: questo inverno l'è tot una...


Baci

mercoledì 4 marzo 2009

il dolore di de andrè

Segnalato da Remo Bassini, ecco un articolo che vale la pena di leggere: http://www.giuseppecirigliano.it/digennaro1.html


 


grazie. baci. capsicum

Pignoletto. Il must di stasera è Pignoletto, travasato dal signor Alfonso che lo è andato a prendere mi pare a Castel Guelfo, ben  freddo. Decorosissimo.


Nella misura di due unità alcoliche scarse, vale a dire un po' meno di 200 cc. Ah, come sono morigerata.....

comincia male questa mattina, con stanchezza e malumore.


Diamo pure la colpa agli ormoni, al cielo piovoso, alla prima domiciliare, alle molte incombenze previste per la mattinata. E pure ai neurotrasmettitori scombinati. E speriamo che migliori.

martedì 3 marzo 2009

IL DESTINO RIDICOLO O DELLA STABILITA'

E' che girare per blog a volte ti porta a riflettere più dell'auspicabile. Io giravo dalle parti diCinas, per esempio,ed un certo numero di mesi fa ci trovo una riflessione (si, perchè girare tra i blog è un vaggio nel tempo, anche), una riflessione sul come e qualmente ci siano tanti single in giro, tanti spaiati, perché ognuno vuole di più e non si accontenta, ma rimane lì a cercare, e a sospirare, e solo. E ciò, lascia intendere Cinas, non è ragionevole nè producente. Vero.


Però se ci pensate ognuno desidera trascorrere il suo tempo con una persona gradevole, più gradevole è e meglio è, e attraente, idem come sopra, magari pure affascinante e possibilmente non idiota. Magari uno desidera pure innamorarsi, no?


Così s'aggira nel mare degli zitelli, naso all'aria, cercando, cercando.


Ma non è ragionevole. Una persona ragionevole guarda l'orologio delle proprie gonadi, dice a se stesso è tardi, o povero me, e sfogliando la margherita spelacchiata delle proprie opzioni procede nella vita, fuor dallo zitellaggio, attraverso esperienze per alcuni irrinunciabili quali l'essere genitori, o semplicemente tornare a casa in una casa non vuota.


Gli anni passano, e ci si accontenta, si sa, e questo parrebbe meglio, per Cinas, dell'andar naso per aria cercando il Sole, e lo è, se non fosse talora il caso, o il Destino, a gettarci davanti un giorno, una persona la cui Presenza infine ha una lettera maiuscola davanti, quella che genera allegria al solo entrare in una stanza, quella che non smetteresti mai d'ascoltare, che non ti stanchi mai di guardare, che strappa grida al tuo diaframma contratto.


La gente che s'aggira naso in aria questo lo sospetta, io credo, sospetta come ci si debba sentire, digiuni da giorni, da anni, da decenni, alla porta di quel forno donde tracima l'inondante profumo di un semplice pane, un semplice pane così perfetto per la tua fame, e tu non hai più un soldo da poterlo pagare, e lì davanti tremi, non ti sai scostare, e pensi, ossessionato, come sarebbe se lo rubassi, quel pane?

50

la cinquantina fa schifo perché ti trovi un brillante avvenire dietro le spalle;


la cinquantina fa schifo perché lo specchio ti rimanda l'immagine di tua madre;


la cinquantina fa schifo perché senza crema antirughe la pelle pizzica col freddo;


la cinquantina fa schifo perché il tuo cuore vive in un decennio diverso rispetto alle tue articolazioni;


la cinquantina fa schifo perché sbeffeggia le tue vecchie illusioni;


la cinquantina fa schifo perché le tue illusioni sono ormai vecchie;


la cinquantina fa schifo soprattutto perché equivale alla settantina per un uomo;


e ora se qualcuno mi trova un motivo per cui la cinquantina sia attraente, coraggio, il piatto piange!

lunedì 2 marzo 2009

certo che la cinquantina per alcuni versi fa proprio schifo

A TEATRO CON CAPSICUM

L'Enrico IV è uno dei pezzi teatrali più difficili di Pirandello, insieme ai sei personaggi e, a mio parere, agli ignudi e ai giganti della montagna.


La pazzia, come cadervi e soprattutto come tollerare di esservi stati dentro, una volta che se ne sia fortunosamente usciti. Un problema questo di tale portata da mobilitare eserciti di psichiatri, di assistenti sociali, di psicologi, di volontari, un problema riguardo al quale si discute senza fine, e che presenta poche e inadeguate soluzioni. Poiché nulla si perdona al matto una volta che sia tornato savio, al punto da indurlo a rifugiarsi nella sua pazzia, ora si, per forza!


Da Pirandello ad oggi, passando per Basaglia e per la chiusura manicomiale, i psicoanalisti e gli psichiatri biologisti, tutto è cambiato ma nulla ha trovato soluzione.


Un pezzo di grande intensità, di grande difficoltà, negli equilibri sottili, sfumati e cruciali del primo atto, e più ancora nel crescendo disperato del secondo.


Nell'allestimento di stasera Ugo Pagliai ha condotto la sua compagnia in una cavalcata perfetta attraverso il testo pirandelliano. La signora Gassman lo ha seguito con grande intelligenza insieme a tutti gli attori.


Fa piacere assistere ad una interpretazione tanto pirandelliana di Pirandello. Francamente spesso ne ho abbastanza delle riedizioni, delle reinterpretazioni, delle rivisitazioni di tanti registi che sembrano stufi degli autori classici  e pare che si dilettino solo di riaggiustarli, come un prof di itaiano che con la matita rossa e blù si accingesse a correggere Dante per renderlo, come dicono?, "più attuale".


Non dico che mi sia spiaciuto il Macbeth di Lavia, ma insomma, Lady Macbeth è proprio necessario che stia seminuda in scena tutto il tempo? col pube perfettamente depilato, per giunta.


Ebbene, per finire ho avuto il grande piacere di conoscere il signor Pagliai. Un uomo di grande carisma, affascinante e assolutamente narciso, con un po' di pancetta ed il capello bianco, si, ma con due occhi intensi ed il portamento, per rimanere in argomento,  di un re shakespiriano.