domenica 30 novembre 2008

shopping

oggi mi metto lo scamiciato nuovo, con sotto la maglina col colletto bianco, e sopra la sua giacca e la mantella di loden. Stivali neri. E insomma, se non siamo più giovani e belle almeno siamo ben vestite!

ho votato

Ho votato alle elezioni dell'ordine dei medici.

Ah, sorprendente.

B. non si ricorda se mi chiamo Capsicum o Licia (che a me fa venire sempre in mente il fumetto giapponese),  G. peserà 125 chili,  mi viene il dubbio che da ragazzo si schiarisse i capelli, perchè è mai possibile che a vent'anni uno sia praticamente biondo e a 50 praticamente castano scuro? E.  s'è tagliato i baffi ed è un peccato, A è invecchiato e questo si che è un peccato, sembra suo padre trent'anni fa.

Le colleghe si tengono un po' meglio, ma se si levano gli occhiali le borse ci sono, le rughette anche. E qualcuna è decisamente obesa. Poi ci sono quelle che si lasciano i capelli grigi, o bianchi. Oh, tanta dignità, certo, ma non sono mica belle così.

Non che io lo sia, coi capelli tinti, però faccio un onesto tentativo, no?


Ok, non ci dovrei andare alle elezioni dell'ordine, chissà cosa pensano loro di me, la carne è deperibile, si sa... Diranno: ma non era mora? e poi: me la ricordavo più grassa, e anche: ma guarda quella stronza della Capsicum, pure lei qui? fammi voltare che faccio finta che non l'ho vista/riconosciuta, e speriamo che non si avvicini....


Invece ci vado. Ogni tre anni ci vado. Noblesse obblige, si sa.

sabato 29 novembre 2008

juventus reggina sotto una neve ...... ma una neve, una neve, che fra un po' non si vedono più le righe del campo!


qui niente neve.

giovedì 27 novembre 2008

Candu custu fog'e beccesa s'had'a studai, cumenti m'hap'a intendi deu?


Cinixiu?

come hai fatto, Alfredo, a passare la tua vita con una donna come quella? Rassegnato, in via definitiva, a che al mondo non esistesse gente della tua specie. Disgustato, sigillato nel tuo roseto virtuale, cullato dalla corrente del fiume nell'attesa di una preda al tuo amo,  eppure felice di quel poco, del tuo tempo, quello che era finalmente diventato tuo solo poco prima di finire.


E io tutte le volte che la vedo, la curo, la vaccino, tutta giuliva, con la v ocetta squillante, io che sento la tua assenza pesare come una cappa sul nostro piccolo mondo, che mi si stringe il cuore quando passo sul fiume, dove l'ultima polvere del tuo corpo ha lasciato un mormorio sul fondo, io me lo chiedo, Alfredo, io mi chiedo perché per noi diversi non c'è rispetto.

mercoledì 26 novembre 2008

che a voi sembra possibile...

... che uno sotto i 40 anni di età preferisca farsi tre farmaci antipertensivi quotidie piuttosto che calare di peso fino ad una banale normalità?


 e invece si!

notizie

quando accadono cose private è difficile parlarne su un blog che, mio malgrado,non è più tanto anonimo.


qui la vita si dipana secondo copioni già visti. malati che peggiorano, malati che guariscono, figli non collaboranti, e un marito che da tre decenni è sempre lo stesso, a suo onore e a suo disdoro.


che una vorrebbe vedere dei cambiamenti attrorno a sè.


non so, i figli che cominciano a fare le looro cose sneza essere sospinti o trainati


il marito che torna a casa con un sorriso, invece che con la solita faccia storta


la gente in generale che invece di chiederle qualcosa le offre che sò, un aiutino.


i malati di cancro che si stabilizzano o magari migliorano.


i cervicalgici che invece di chiedere inutili visita a domicilio si pigliano un cachet alla recidiva della cervicale


le malattie incerte che si chiariscono invece di ingarbugliarsi


qualche avance da parte di un uomo affascinante invece che da parte di ultraottantenni senza esame di realtà


la bilancia che scende


i prezzi che non salgono (mi accontento..)


l'ambulatorio meno strapieno


 


 

venerdì 21 novembre 2008

ok. non ho molta voglia di scrivre nel blog.


così, vaccino vaccino vaccino, e rifletto su quali siano le cose davvero importanti


e tutte le altre vanno cancellate.


domani mi porto il figlio in studio ad aiutarmi


poi gli propongo un giro per comrare un paio di pantaloni


e forse anche un cappottino.


signori, sono grassa.


sono grassa, non ci piove.


come faccio a comprare un cappottino se sono così grassa?


Al pomeriggio il piccolo recita shakespeare. in inglese.


poi lo porto alla casa in montagna della parrocchia, indove passera le successive venti ore, più o meno.


e domenica lo vado a riprendere.


tour de force materno.


e li porto in vacanza per natale.


i miei ragazzi.


 

lunedì 17 novembre 2008

richiesta di parere

Cosa ne pensate del ban? ovvero dell'usanza di escludere in via temporanea o peranente un utente da un sistema di intercomunicazione telematica ?


in particolare:


a- ritenete che sia utile/inutile?


b- qualiu motivi possono giustificarlo /ovvero non è mai giustificabile?


NON è una domanda retorica.


Io non modero i commenti, per esempio, ma una volta ne ho cancellato uno, e ho pure bannato l'autore. Brutto, lo so. Una volta in cinque anni tutto sommato non è motlo, ma è il principio che conta.


E' un principio giusto? o condivisibile?

domenica 16 novembre 2008

un'altra settimana...

... è passata, domani è domenica e le mie "cose da fare arretrate" si trascnano invariate da un fine settimana all'altro.


due le buone novità, anzi tre, rispetto alla scorsa settimana


1- la moto si guida praticamente da sè;ma quanto è simpatica!


2- abbiamo feisbuk


3- forse riavremo presto il telefono che sta in riparazione da quattro mesi.


 


Eppure è una sola la cosa che mi ha colpito e sconvolto, e non ne voglio parlare. Solo questo voglio dire. Tutte le nostre preoccupazioni sono cazzate. Godiamoci le ore di ogni giorno e i minuti di ogni ora: vivere è soltanto e semplicemente questo ed il nostro peggiore peccato è ricordarcene solo quando scopriamo che persino il prossimo minuto non è scontato.


non è scontato.


 

martedì 11 novembre 2008

passare il tempo da mamma

dico spesso che i miei figli sono il senso di quel che ho fatto sinora. La loro esistenza giustifica tutti i compromessi che ho affrontato, da pragmatica di ferro, un anno dopo l'altro, sigillata nella determinazione, e basta.


Negli anni vivere da mamma ha significato molte cose, come sanno tutte le mamme. Da qualche settimana significa eliminare tutti gli impegni oltre l'ambulatorio e fare i compiti. Si, perché la prima media è difficile, bisogna ingranare, e la presenza della mamma aiuta.


Però non si riesce a fare altro.


Non si riesce a guardare un film, a leggere un libro, a scrivere un post, non si riesce ad andare a fare la spesa, a farsi i capelli dal parrucchiere, a portare la roba in tintoria. Non si riesce a fare un po' di moto, non si riesce a trovarsi con amici. Il primo mese non è un problema, poi si cominciano a vedere i capelli bianchi, si saltano gli appuntamenti dal dietologo, la dieta va a farsi friggere, il frigo è vuoto, si cercano i negozi aperti la domenica, il cappottino che volevi comprare l'hanno già venduto (questa sarebbe una fortuna, visto quel che costa), cominci a sentirti sola, il vecchio padre si ritiene abbandonato, e la lista continua.


Ok, denti stretti e camminare, passi lunghi e ben distesi, op!


E la settimana prossima si mette un sostituto per andare ai colloqui coi prof.

domenica 9 novembre 2008

mi colpisce una frase ....

...... scritta da un'amica che spero sempre di rivedere di persona: "Perché farsi fidanzati nuovi è stancante e non sai mai come viene: la quantità di cose che non si sopportano più aumenta a dismisura, con gli anni, e riuscire a divertirsi con un uomo a cena, nel dopocena e durante la colazione del mattino è, ma davvero, la cosa meno scontata dell’universo."


E' vero.

sabato 8 novembre 2008

tempo

qui il tempo manca, campagna vaccinale in pieno svolgimento, ho già vaccinato circa 200 persone in una settimana, ma ho ancora davanti quasi metà del lavoro, e la metà più difficiel, perché si tratta di convincere i riluttanti.


Ma la gente che gusto ci prova a prendere l'influenza?A parte gli allergici all'uovo, è chiaro, che quelli il vaccino non lo possono fare.


Potevo capire quando vaccinavamo con un preparato che conteneva dei virus, sebbene uccisi, ma adesso che usiamo un estratto proteico purificato, che praticamente non ci sono effetti collaterali, che la vaccinazione ha raggiunto dei livelli di efficacia eccezionali, io devo ancora capire quale gusto ci sia a faresi tre giorni di febbre, dolori muscolari, nausea, spossatezza, mal di testa e via discorrendo. Per stare tre giorni a casa dal lavoro?


A me pare una bella manifestazione di idiozia.

mercoledì 5 novembre 2008

se torno a nascere la manutenzione della mia attrezzatura di base la faccio con molta pù attenzione, vedrai.

domenica 2 novembre 2008

DICE MARCO DI MONTAG:

"La vittoria di McCain mi provocherebbe una delusione pari alla elezione a papa di Ratzinger."


...beh, marco, direi che tra i due è una gara dura, davvero. Ho pensato per un attimo:  no, nulla può essere peggio di BXVI, poi ho riflettuto qualche altro istante e no, forse sono proprio pari....

e i significati sono :


non puoi sostituire il sacrificio di te col sacrificio di un animale, perché non basta


solo la madre può dare la vita al figlio, ma ha bisogno d'essere aiutata


chi aiuta non deve essere ringraziato, è sufficiente che il suo aiuto sia riconosciuto come tale


quando il figlio è salvo la madre ha dato tutta la sua carne per lui


Poi ci sono altri significati, il volo nelle ombre, l'ombra del figlio che attende presso un pozzo sacro, l'acqua raccolta nel grembiule che restituisce la vista al morto che non può vedere i vivi, la vecchia che si trasforma in aquila e poi sparisce lasciando una piuma, la madre che è sola con il figlio, senza altri personaggi nella fiaba. E' una storia molto antica, un po' come la storia di maria giusta che ho raccontato qualche settimana fa. Ma nonostante sia antica non è una storia passata.

UNA STORIA DELLA MIA INFANZIA

... la storia era questa. c'era questa donna il cui figlio era morto. Era giovane e bello, unu gosu, e coi capelli neri e ricciuti e il viso come la luna e l'odore de unu gravellu, era tornatoa  casa una sera ed era sudato, la notte divenne di fuoco e al mattino era morto. La madre piangeva e piangeva e le bussò alla porta  una donna vecchia, che le disse io ti posso portare a riprendere tuo figlio, ma tu devi fare come ti dirò. Io, disse, mi trasformerò in un'aquila, ma per restare aquila devo mangiare un pezzo di carne fresca ogni tanto; tu mi salirai sulle spalle e io ti porterò e ogni volta che girerò il becco mi devi mettere in bocca un pezzo di carne; se non lo farai subito io cadrò e moriremo entrambe, ma se tu lo farai io ti porterò dov'è il tuo figlio e vi porterò indietro insieme.


Così la madre ammazzò la capra e la tagliò in pezzi e mise tutti i pezzi di carne nel sacco della farina, poi salì sulla schiena della donna e la donna aprì le braccia e furono ali e allungò il collo e divenne una testa d'aquila e voltò il becco e la madre mise dentro un pezzo di carne e volarono insieme. Ogni tanto l'aquila voltava il becco e la madre metteva dentro un pezzo dfi carne, e poi volarono sopra un mondo di ombre e giunsero un luogo con una fonte e lì scesero e c'era il figlio della donna, ma aveva gli occhi chusi e non vedeva, allora l'aquila disse metti il grembiule nell'acqua e strizzalo, poi bendagli gli occhi con quello, e la madre lo fece, poi salirono entrambi sulla schiena dell'aquila e tornarono indietro, ma Il figlio era pesante e l'aquila aveva più fame di prima e girava sempre il becco e la carne stava finendo, la madre cun sa leppa segada arrogus sempri prus pitticcus, ma la carne finiva e l'aquila scendeva in basso e perdeva le forze; alla fine il sacco dela farina era vuoto e la madre non sapeva più come fare, il figlio morto era sempre più pesante da portare e la vecchia donna in forma d'aquila non aveva più forze. allora la madre prese sa leppa e si tagliò un pezzo di carne  e la mise nel becco dell'aquila. Ah, disse l'aquila, avevi tenuto la parte migliore per ultima, brava, ora mi tornano le forze, mi torranta in arcas, dammene ancora, e la donna continuò a tagliare pezzi di carne della sua e a metterli in bocca all'aquila  e dove si tagliava la pelle si chiudeva e non usciva il sangue; le ombre si schiarivano e prima del mattino erano arrivati alla casa, quando ormai la donna non sapeva più da dove levarsi la carne. La vecchia si posò per terra e tornò una donna, così stanca che non si poteva rialzare. La madre si voltò e non vide il figlio dietro di sè, allora gridò disperata, ma la vecchia le disse entra in casa e la donna entrò in casa e il figlio era dove l'aveva lasciato, ma aveva il suo grembiule bagnato intorno agli occhi. La madre lo tolse e strizzò l'acqua sugli occhi e nella bocca del figlio e il figlio si svegliò.


Quando la madre uscì per ringraziare la vecchia donna trovò solo una piuma per terra fuori dalla porta.

so cosa scrivere...

... ma lo farò? perché non basta scrivere, è necessario che coloro cui è destinato uno scritto possano leggerlo.

sabato 1 novembre 2008

lucca comics

Questa cosa di Lucca Comics è una roba da non credere. Folla, folla, folla, talmente tanta che non riesci a capire dove sei, a vedere le strade, la città, giri tra i capannoni della mostra, e non riesci neppure a vedere bene le cose esposte. Folla davanti ai banchi, folla davanti agli stands, e due ore di fila per farsi autografare l'albo da Eriadan; se non fosse che il bimbo ci teneva tanto, che siamo venuti praticamente apposta, per me, me ne sarei andata. Tanto Paolo è assolutamente svagato, completamente sommerso, e non era neppure il caso di  provare a scambiare due chiacchiere, ché via blog sembra di parlare, ma non è così, e sembra di conoscersi, ma non è vero. Comunque il piccolo ci teneva ed ha avuto i suoi album, quelli che ho provato due volte ad ordinare prima del suo compleanno, e che non sono mai arrivati, e che lui ha aspettato tanto e c'è rimasto tanto male. E anche Due cuori e una gatta. E poi prima di cena gli scappavano le lacrime perché aveva riletto le strips di Cianci, è un tenerone il mio bimbo.


Poi a casa hanno bisogno di me, quindi domani niente seguito della Fiera, si parte e si torna a casa, niente domenica rilassante, ma francamente non mi mancherà, la folla è veramente eccessiva e angosciante, non riesco neppure a pensare di ritrovarmi in quella bolgia. A casa, a casa. E presto, anche.



P.S. Federica è una ragazzina minuta e graziosissima, l'aspetto che ha nelle strips di Eriadan non le rende minimamente giustizia.