giovedì 17 luglio 2008

io vado al mare

e poi anche in montagna. mi connetterò quando posso, statemi bene tutti. Capsicum

lunedì 14 luglio 2008

COSA SI IMPARA STUDIANDO MEDICINA

Certo, si impara un po' di medicina. Una parte di quel po' che si sa, perlomeno.


Che poi l'impressione che ho leggendo i libri di testo, quello di fisiologia per esempio, è che gi autori, lungi dal preoccuparsi di fornire allos tudente una visione organica e chiara di quanto si sa e soprattutto dei buchi che rappresentano quanto non si sa, facciano invece esercizio di erudizione cercando di menzionare tutti ma dico tutti i lavori pubblicati in quà e in là negli ultimi trent'anni. Che, tanto per capirci, se lo leggo io riesco a tirarne fuori una linea logica coerente, perchè posso distinguere tutte le citazioni erudite dal nucleo assodato della conoscenza, ma se lo legge uno studente, ebbene sembra fatto apposta per incasinargli la testa. a meno che lo studente non sia dannatamente bravo o non abbia qualcuno che lo aiuti;o a meno che non si armi di pazienza e cerchi con carta e matita di riordinare in uno schema le nozioni elencate tanto fitte da sembrare alla rinfusa.


Ergo, cosa si impara?


A non arrendersi. La prima dote del medico. E la si impara nonostante i docenti. O meglio, la si impara grazie al fatto che ci sono anche docenti del cavolo nella mucchia.


Prima lezione da imparare: non darla vinta a nessuno.


Non è difficile. Occorre solo un modesto grado di sordità da tirare fuori ogni volta che qualcuno o qualcosa ti dice: arrenditi. E tu non ci senti, quindi.... E un certo grado di dispettosità, altrimenti detta tigna.


Seconda lezione: mettere ordine negli indizi, per quanto disordinati e numerosi  possano essere. Una dote da cultori della settimana enigmistica.


 

sabato 12 luglio 2008

qui si studia

i primi giorni di ferie li passo prendendomi cura del figliolo sotto esame, nutrendolo, incoraggiandolo, facendolo dormire di tanto in tanto, e, raramente, dissipandogli quanche dubbio.

lunedì 7 luglio 2008

CON QUESTO CALDO I VECCHI MUOIONO

Stasera il marito era a casa dei suoi ed è tornato sconvolto. Suo padre, mio suocero, anni 86, ha l'aspetto di un moribondo. "Sta lì con la bocca aperta, mi ha detto, e mi è sembrato persino che piagnucolasse". Non riesce ad alzarsi dalla poltrona perché gli gira la testa, non vuole mangiare, non è in grado neppure di levarsi i vestiti da solo. Un crollo verticale.

Io dal pater ci sono stata pure, e la facies era la stessa: labbro cadente, bocca semiaperta, aria intontita, riflessi azzerati. Pure lui non s'è mosso di casa, pure lui coi capogiri, anche se ha tre anni meno del consuocero.

E in questa settimana siamo già al terzo funerale tra i miei pazienti più vecchietti: una insufficienza renale acuta, da caldo, uno scompenso cardiaco, da caldo, e un ictus, che secondo me il caldo c'è entrato pure.

 

Morale: mettete il condizionatore ai vostri vecchi, dategli da bere regolarmente circa otto o dieci volte al giorno, fategli mangiare verdure cotte e crude, passati di verdura, frutta e frullati di frutta, lasciate perdere la carne, non è la stagione per loro di mangiare carne o salumi, dategli un po' di pesce, anche del semplice sgombro o del tonno in scatola; cucinate senza sale oppure usate il cloruro di potassio, il Novosal per intenderci; se ne avete la possibilità portateli in montagna, attorno ai novecento metri, lasciate perdere il mare, non è roba da vecchi in luglio e agosto, uno dei miei tre vecchietti di cui sopra l'insufficienza renale gli è precipitata al mare, e non abbiate paura di litigarci, meglio un litigone oggi che un funerale la settimana prossima

 

Dixi, et salvavi animam meam.