martedì 26 febbraio 2008

SEDAZIONE TERMINALE: UNA BRUTTA COSA, DICE LA CHIESA

 Che poi invece di vesirmi bisogna che vi racconto questa, magari dopo che mi sono sfogata mi riconcilio col guardaroba.


E' morto il paziente quello col trousseau.


Me lo aspettavo, ma non volevo accettarlo. Uno dirà dopo tanti anni ancora non ti rassegni? No, non mi rassegno. Poi è anche morto male. Cioè, non troppo male alla fine, perché in hospice ha avuto una sedazione terminale, vale a dire l'hanno messo in coma farmacologico per gli ultimi quattro giorni della sua vita.


sapete, la sedazione terminale,ciòè una specie di anestesia generale che ti fanno se la morte è troppo dolorosa perché bastino i normali analgesici, è una dellle brutte cose, delle vergognose cose che questa medicina assassina propaga e che ledono la elevatissima morale cattolica. Una specie di eutanasia, dicono, addirittura.


Ma mi permetto di farvi notare: è facile far shopping con la carta di credito altrui. E' facile indignarsi quando non sei tu a soffrire.


Ed è facile mistifdicare  con la propaganda, parlando di cose che qualcuno non ha mai visto, che i nostri giovani, per esempio, non hanno mai visto.


La stessa faccenda della 194, in un certo senso..


Vi  voglio vedere alla prova, come i cocomeri.
vi vorrei portare al letto di un paziente che non tollera la morfina
vi vorrei portare al letto del mio paziente, quello che dicevamo, e che è morto il 21 gennaio.
e tenervi lì mentre lui urla.
mentre si dibatte.
e non permettervi di andare via.
giorno e notte.


Perché lui, per colmo della sfiga, la morfina e gli altri oppiacei non li tollerava, gli davano allucinazioni, agirtazione, malessere insostenibile. Una specie di quello che i vecchi tossici chiamavano un "bad trip", un cattivo viaggio.


oh, si, sono casi rari.
meno del 15% dei pazienti terminali.
e siccome sono rari possiamo voltarci da una parte e fare finta che non ci siano.
e sentirci anche molto fieri della nostra superiore morale.
vorrei tenervi lì per tutta la settimana, tutta l'intera maledetta settimana
prima del trasferimento in hospice.
mentre andava in gangrena a partire dai piedi.
e si decomponeva da vivo, un centimetro alla volta.
urlando.
tutta la settimana, giorno e notte, come ha fatto sua moglie.
perchè era ancora forte, 48 anni, capirete.
ci ha messo un casino di tempo a morire.
è morto a stento, tirando calci al vento.
finchè un medico di quelli spregevoli non l'ha messo in coma farmacologico.
una di quelle cose che dio non vuole.
ed è rimasto sedato per quattro giorni.
quattro giorni in cui finalmente non ha urlato.
poi è morto.
mentre i mentori moralmente superiori guardavano da un'altra parte.
cosa che non posso fare io.

CONFERENZA NAZIONALE SULLE CURE PRIMARIE

Stamattina ci vado. le cure primarie sarebbero la medicina di famiglia e la guardia medica e la pediatria di famiglia, tanto per capirci. Vediamo cosa la politica ha in serbo per noi, medici e cittadini. che poi ho scoperto da un pezzo che la politica c'entra fino ad un certo punto. Dietro la santà italiano c'è una scuola storica di amministrazione buona legta al mnistero della sanità. Conoscevomolti anni fa l direttore generale al personale del ministero della sanità. oggi minisero della salute, che era un uomo intelligentissimo, onestissimo e per giunta integerrimo. Si chiamava Vincenzo Maraiulo.


Ora io credo che ci sia parecchio di buono nella sanità italiana, e che parecchio di quel parecchio derivi dal ftto che la poltica non ci ha messo veramente le manio fino in fondo.


bene, mi vesto e vado.


P.S. vestirsi è un impegno gravoso, in queti giorni. Potrebbe essere la mia depressione latente che torna fuori, chissà.

ci fa litigare.  o almeno ci prova seriamente. prima telefona a mio fratello, poi lui chiama me agitato e preoccupato, poi io reagisco, poi io chiamo il babbo, poi richiamo mio fratello e lo rassicuro, in tutto questo il clima si deteriora, e mi chiedo come sarebbe se io non volessi tanto bene a mio fratello e se lui non ne volesse a me?


Come un bambino che fa litigare mama e papà.


bene, buonanotte.

giovedì 21 febbraio 2008

storia lunga per gente di memoria corta - parte terza

C’era un’ostetrica in ogni paese. Si partoriva in casa

C’erano altrettante mammane. Si abortiva in casa.

Però non era l’ostetrica che ti faceva abortire, e neppure un medico. Troppo rischioso. C’era da finire radiati dall’albo, no, nessun aiuto professionale, ma le mammane erano mediamente abbastanza brave.

Certo non ti facevano l’anestesia. E i rischi c’erano, capirai. Si usava una curetta, un cucchiaio a bordi taglienti, la faccenda del ferro da calza sarà anche stata vera, ma non credo che una mammana vera usasse quel metodo; e si, qualche volta si perforava l’utero, magari la ragazza, o la bambina, o la donna, si muoveva quando non doveva, l’utero gravido è soffice, tenero, la parete non offre resistenza, è difficile anche per un chirurgo e succede anche in sala operatoria di perforare il fondo, solo che in sala operatoria ci sono i chirughi che te lo possono riparare, il buco. Allora ti riportavano a casa e tu dovevi dire che ti eri fatta l’aborto da sola col ferro da calza. Altrimenti tutti ci passavano: genitori, mammana, tu, tutti.

L’altra cosa che poteva succedere, e che succede anche oggi ai chirurghi pure esperti, è un aborto incompleto. L’operatore, chirurgo oggi, mammana ieri, ci va troppo leggero, e lascia un residuo nella cavità uterina. Stesso iter, come sopra.

Si poteva morire, ad abortire, è vero. Ma del resto si poteva morire pure a partorire. Un pari e patta, da quel punto di vista.

Si stimavano a molte migliaia ogni anno gli aborti in Italia, tutti clandestini. Un giro d’affari mica da ridere.

Ho sentito un giovanotto, di quelli intelligenti, dire che si,” forse” se la 194 venisse abolita “gli aborti illegali potrebbero aumentare”. Questa affermazione, fatta da lui,  dimostra senza dubbio che l’intelligenza è una qualità altamente sopravvalutata.

Era comunemente accettato che le responsabilità del padre fossero quantificabili in misura minima almeno nella cifra necessaria perché la mammana sistemasse la faccenda. Del resto che responsabilità vuoi avere nei confronti di una troia?

Se però i tuoi genitori erano abbastanza ricchi potevi risparmiarti una esperienza simile. Potevi partorire in un a clinica, con l’anestesia, con un professionista , con una sala operatoria ed un chirurgo che in caso di problemi li risolveva. Con i farmaci, un bel letto pulito, e la più assoluta privacy.

E se ti eri fatta mettere incinta da un ragazzo anche lui abbiente, magari i vostri genitori si dividevano le spese. Magari lui era così carino e innamorato da accompagnarti e tenerti la mano. Una mia amica del liceo ebbe questa fortunata esperienza. Il ragazzo si fece pure un giretto turistico, lei invece rimase in clinica sino al penultimo giorno. Genitori civili. Era la legge italiana ad essere incivile. Lei aveva sedici anni, lui pure.

Lo stesso anno rimase incinta pure un’altra compagna di scuola; ma lei si sposò, invece.

Oggi queste cose non sarebbero possibili. Oggi una ragazza di sedici anni ed un ragazzo coetaneo non possono sposarsi, debbono attendere il diciottesimo anno. Ma l’ho detto, era un altro mondo, era diverso, e continuate a far finta che si tratti di un film in costume.

uffa, questa giornata va da schifo!
la colonna sonora di mare in questi giorni è fantastica. anche il resto. baci

mercoledì 20 febbraio 2008

ora che vi leggete questa parte, non vi fate delle idee, io i miei figli guai a chi me li tocca, capito? la gravidanza è una schifezza, ma se ce la sciroppiamo è  perchè i bimbi ci piacciono talmente che della gravidanza ce ne freghiamo. Ma questo non vuol dire che non ci mettiamo nei panni di quelle che di affrontarla hanno, onestamente, paura.  Datemi tempo, il discorso è lungo. buonanotte, per stasera.

storia lunga per gente di memoria corta - parte seconda


Ecco la seconda parte, riprendo da dove ho smesso, ma naturalmente non finisce qui. Spero di riuscire a postare tutto entro domani, perchè venerdì sono in trasferta per sistemazione affari del pater. buona lettura.

Capsicum


L'aborto era, è, resta, sarà comunque una schifezza. Lo sanno le donne, lo sanno i medici, lo sanno tutti, il punto non è questo

Il punto è la gravidanza.

E' una schifezza, lasciatevelo dire.

il progettista, chiunque sia, un regalo peggio di questo non ce lo poteva fare. La riproduzione sessuata, puah!! tanto per cominciare contempla la morte dell'individuo in nome del rinnovo dello zigote.

ma poi quella placentata dei mammiferi è una vera porcheria, quella poi della specie umana è la più porcheria di tutte, per via del tipo di placenta così strettamente connessa al tessuto uterino, dice che è necessario per ossigenare bene il futuro cervellino intelligente, non so se è vero, ma visti i risultati di tale mirabolante capacità cerebrale, non ne vale proprio la pena.

Gravidanza, tiè.

chi la vuole una gravidanza? devi essere proprio intronata dagli ormoni, rincoglionita dal desiderio di maternità, o in alternativa dall'innamoramento per il tuo partner che a sua volta smania per diventare papà, per disporti ad accettare un simile sfacelo.

La gravidanza ti fa rischiare la pelle nell'immediato, tanto per cominciare. Perché oggi siete tutti convinti che di gravidanza e di parto non si muore, ma vi sbagliate. Si muore, e una che comincia la gravidanza questo lo mette in conto, e non mi tirate fuori l'aborto terapeutico, perché non si arriva mica in tempo tutte le volte, basta, passiamo oltre altrimenti ci metto due pagine solo per questo.

Ti sfascia la linea, ti disfa la pancia, ti riempie di smagliature, frequentemente ti sputtana la tiroide, ti fa invecchiare precocemente le ossa e in molti ma molti casi dopo il parto ti trovi che non tieni più la pipì. A volte neanche la popò. Che la cosa peggiore è che olezzi sempre lievemente di piscio, e a proposito devo andare a comprare i pannolini e anche Ange ou demon di Givenchy che copre bene.

Ma la gravidanza da sola sarebbe pure il meno. Poi a venti anni di distanza stai ancora combattendo col frutto del tuo ventre che, maledizione, va alzato ogni mattina e fustigato perché impieghi in modo proficuo almeno il venti per cento della sua giornata, e glielo potete pure dire la prossima volta che lo vedete, tanto glielo dico ogni mattina io e non è ancora servito a niente.

E naturalmente vi siete fottute la carriera. Nella migliore delle ipotesi. Perché uno non deve mica guardare a quello che è, ma a quello che sarebbe potuto essere. A quanti paesi avrebbe visitato, a quanti viaggi, a quante esperienze, a quante auto sportive, a quante uscite a cena, a quanti vestiti carini mica taglia 50, E non ho neppure accenanto al dolore.

Dolore. Una roba che dopo avere assistito al mio primo parto mio marito giurò che sarebbe stato l'ultimo, e si sentì in colpa per anni per essere stato la causa di quella ordalia, e tenete conto che una coi parti veloci e facili come me se ne trovano poche.

 

insomma, l'altro giorno una collega mi ha proposto una citazione "se credi che l'istruzione sia costosa, prova con l'ignoranza"

se credete che l'aborto sia una schifezza (e lo è) provate con la gravidanza.

Davvero, sto parlando molto sul serio, la ragazza cinese che ha abortito clandestinamente, per questo l'ha fatto. Probabilmente era fuori tempo massimo per un aborto legale, probabilmente aveva provato a convincere il suo lui ad allevare il bambino, avrà tentato sino all'ultimo, e poi in un paese straniero, si sarà rivolta a un suo connazionale, l'aborto è rischioso pure se eseguito in una sala operatoria, non vi sto a spiegare perché, altrimenti finiamo la settimana prossima.

 

Ma insomma, uno dirà, la solfa è sempre quella, sono gli omacci brutti e cattivi che hanno la colpa di tutto.

Vabbè, omacci, si fa presto a dire brutti, e cattivi, e acci acci, voi vi dovete pure mettere nei panni loro, state mettiamo facendo il vostro percorso formativo, che una volta uno era pronto per il lavoro a quattordici anni, ora ce ne mette dieci di più, e intanto gli ormoni mica lo lasciano in pace, e poi sta ragazza gli piace, magari le vuole anche bene, e magari pure vorrebbe farci dei figli, il fatto è che dove lo metti un figlio se hai un posto letto o, lusso, una stanza singola, e ti mantiene la mamma coi soldini ogni mese, oppure sei in prova, o hai un contratto a tempo che ti scade fra tre mesi e te lo rinnovano, forse, se sarai stato bravo, e tu magari non sei proprio un omaccio di quelli stronzi, ma semplicemente uno che si torce le mani e si vorrebbe tagliare il famoso organo che l’ha tradito, a questo punto, se non fosse che c’è affezionato e magari anche lei, quella che sièfattamettereincinta, c’è affezionata, quindi non lo tagliamo per stavolta, ma come facciamo, Thor benedetto, come facciamo?

O mettiamo che invece ci hai già una quarantina d’anni e lo stipendio sempre quello è, ma il primo fa le medie, i libri costano, il secondo ha i denti storti e anche le macchinette ortodontiche costano, e ora il terzo?

Vabbè, io sto divagando, questo è oggi, ma torniamo alla fine degli anni sessanta, all’inizio degli anni settanta.

C’era un’ostetrica in ogni paese. Si partoriva in casa

C’erano altrettante mammane. Si abortiva in casa.
il resto lo posto domani, era chiaro, vero?

storia lunga per gente di memoria corta- parte prima

Una si chiede spesso quando deve tacere e quando deve parlare. Ok, io sono vecchia, sono passati tanti anni, ed è una storia molto lunga, così la posterò a pezzi, che magari si legge meglio.

oggi la parte prima. Baci. Capsicum


premesso che la storia quando l'hai vissuta finisce che la conosci peggio di uno che l'ha studiata

ero giovane ma già infervorata nella politica ai tempi. ho cominciato a fare politica che non avevo ancora 14 anni. Ho avuto modo di conoscere personalmente molte delle persone (donne) che lavorarono alla stesura della 194. Allora c'erano i consultori che non erano strutture statali, ma private basate sul volontariato. queste strutture, attive nel nord, in particolare modo in Lombardia, hanno cambiato il costume italiano soprattutto per quanto concerne la contraccezione. Insomma, chiariamoci, era un mondo diverso, un mondo dove gli uomini, mediamente, la pensavano come Gigi:  se una si E' FATTA METTERE INCINTA, allora ha l'obbligo di sbrigarsela da sola. Questo modo di pensare sottintendeva che la donna avesse la responsabilità di garantire la purezza morale dell'uomo impedendogli di peccare col classico metodo di negarsi fisicamente a lui. Lo so che sembrano idiozie oggi come oggi, ma i ragazzi all'epoca dicevano "guarda cosa mi hai fatto fare... " con tono di rimprovero, dopo averti, come dire, inseminata .

Insomma, la donna era portatrice del peccato, le sue gambe le marce colonne del sozzo tempio del piacere, bisogna che vi immedesimiate un po' nell'epoca, fate conto di vedere un film in costume.

Era l'epoca in cui, come mi raccontava una di queste operatrici dei consultori, si poteva trovare una ragazza, fidanzata di un famosissimo (all'epoca) campione di basket che era al quarto aborto clandestino. Infatti il fidanzato famoso non permetteva che prendesse la pillola, allora poco usata comunque, perché era tremendamente geloso, per via delle trasferte, capite? non capite, va bene, insomma lui la doveva per forza lasciare senza sorveglianza durante le trasferte, allora i giocatori non le potevano portare con sé le ragazze, e la lasciava come dire allo stato brado, e se la ragazza non prendeva la pillola poteva farsi i conti e sapere di chi era l'abortino, se invece lei prendeva la pillola lui come faceva poi a controllarla? questo suo animale domestico, questa "sua" donna, ecco.

erano i tempi diversi.

tempi in cui se restavi incinta senza essere sposata ti dovevi sposare a razzo, prima che "si vedesse", ma mica sempre lui ti voleva sposare. Perché se ti eri fatta mettere incinta con ciò stesso avevi dimostrato la tua inadeguatezza ad essere una buona madre. Ergo non eri una ragazza da sposare.

lo so, lo so che mi dite ma a noi che ce ne può mai importare, noi stiamo discutendo dei massimi sistemi, noi abbiamo l'urgente imperativo bisogno di sentirci buoni e puri, di mangiare vegano, di essere nonviolenti, di combattere la guerra e l'aborto, cosa mai vuoi che ci importi delle vostre vecchie beghe da mummie del secolo scorso?

ma alla fine codesta vostra esigenza di bontà vi fa dire le stesse stronzate che dicevano i vostri nonni, quindi che differenza fa? le vie dell'inferno, come si dice, sono lastricate di buone intenzioni.

La via della 194 invece era lastricata di pragmatismo e di esperienza.

ora sembra che qualcuno all'epoca pensasse che l'aborto era cosa buona.

ma siete davvero scemi?

L'aborto era, è, resta, sarà comunque una schifezza. Lo sanno le donne, lo sanno i medici, lo sanno tutti, il punto non è questo.

Il punto è la gravidanza.


E' una schifezza, lasciatevelo dire.

lunedì 18 febbraio 2008

se mi metto a correre un po'  forse riesco anche ad aiutare il piccolo nei compiti. forse.

domenica 17 febbraio 2008

AVANZI

Cose avanzate da fare dalla settimana scorsa:


notaio per accatastamento sbagliato


qppuntamento comune ICI del babbo


pratiche carrozzina


in USL per rinnovo contratti


portfolio per il master


cose da fare venute fuori questa settimana:


posta perfezionare problemi del babbo


fare foglio excel per le autoformazioni dei corsisti


preparare il viaggio al mare per sistemare i problemi arrestrati del babbo


ritiro della pagella del piccolo


comprare un trivial


due visite arretrate a domicilio


Mi pare che anche sta settimana non sia leggerissima......

venerdì 15 febbraio 2008

MIELE

Ieri a pranzo pane e miele, ieri a cena minestrina e pane e miele. Colazione di stamattina: pane fresco col miele. Pranzo: bistecca e pane e miele. Cena: tazza di brodo e pane e miele.


Ieri sono stata dal signor S. e sono tornata a casa con diversi chili di miele: d'acacia, di tiglio, di erba medica. Ma che miele! Miele e storie...


Io: ha ancora tanto miele?


S: eh, ce n'è! ho sentito in tanti che si lamentano che hanno perso anche la metà delle api. Io non solo non ne ho perse, ma ho fatto due cassetine nuove con due nuovi sciami. e del miele... del miele fin che ne vuole ne ho!


Io: Davvero?


S: si, ma sa, le api, io sono tanti anni, insomma, bisogna...


Io: sii?


S: c'è tanta gente che si improvvisano apiari. Io è sessant'anni, sa, e le api vanno guardate tanto. Io ci vado anche due o tre volte alla settimana a guardarci in ogni cassettina. Le api sono come bambini piccoli: hanno bisogno di tutto. E se magari stai dei giorni senza guardarci, metti che nella cassettina c'è qualcosa che non funziona (nota: fa una pausa, ma non chiarisce quali innumerevoli cose potrebbero non funzionare)... metti che qualcosa non funziona e tu non ci hai guardato e non te ne accorgi subito, loro soffrono, poverine, e soffrono e magari muoiono. Oppure....


Io: ..... (paziente e sorridente attesa)


S: (scrolla le spalle e sorride) .. anche se ne vanno, loro. Se stanno male, è chiaro. Io ne ho raccolto uno sciame nel campo (scrolla le spalle) io credo che sono scappate da uno (gesto e smorfia eloquenti di disgusto) uno che ci tiene poco, che le lascia così.. e loro le ho trovate attaccate ad un albero, scappate, così sono andato a raccoglierle e ci ho dato una cassettina, e sono belle e felici. (passa in rassegna i suoi mieli, sceglie i vasi per me) ... e non le mando in giro, le mie api, non faccio come quelli che le danno via un po' qua e un po' là. Loro stanno sempre a casa loro, tranquille stanno,  solo ne porto ogni anno due cassettine nel campo di mio cognato, quando fiorisce l'erba medica, ecco qui (e mi prende un vaso di miele cristallizzato, screziato di bianco):  il miele si conosce, questo è erba medica, guardi come è duro. A me piace il miele duro, più è duro meglio è, ma se uno lo volesse tenero, magari perchè ci ha dei bambini, ora ci spiego come deve fare. Lo mette in una bacinella di acqua calda, ma non tanto calda. Quaranta gradi, massimo. Lui piano piano si scioglie, prima intorno e poi anche al centro. Ma se l'acqua è più calda, stia attenta (e fa una pausa guardandomi negli occhi), stia attenta, si scioglie uguale, ma solo che quando torna duro diventa come il marmo, come un sasso, e non si scioglie più!      Eh, le api! come i bambini uguale, vanno guardate, sempre guardate, tutto l'annno. Io mi porto dietro la mia nipotina, nel campo.....


e qui si passa ad altro argomento: bambini e miele, bambini e nonni, bambini ed agricoltura.....


lunedì 11 febbraio 2008

PROMEMORIA

lista delle cose da fare (me le scrivo qui così non me le scordo):


portfolio uno per il corso di alta formazione


questionario per il portfolio due come sopra        FATTO


lezione del 15 da preparare  FATTO


relazione per il comsiglio didattico         FATTO


cercare ristoranti per i consoci per il fine settimana       FATTO


comprare un materasso nuovo per il badante                 FATTO


fare le pratiche per la carrozzina


chiamare i notaio per i problemi di accatastamento della casa del babbo


chiedere appuntamento con ufficio ICI per pietire una dilazione per le ICI del babbo


fare i conti del babbo


andare in USL per il rinnovo dei contratti di assistenza domiciliare


Andare in un centro fastweb per scoprire cosa ha combinato il babbo   LO FA IL FRATELLO


comprare un regalino per il ventisettesimo anniversario col coniuge    


sollecitare il cambio di residenza del babbo


andare in banca                   FATTO


andare in posta                    FATTO


non scordare accompagnamento di mercoledì del figlio piccolo  FATTO


Ecco fatto. Così ogni volta che apro il blog mi ricordo di chiuderlo subito e di non perdere tempo in rete.


 


 

sabato 9 febbraio 2008

MALVASIA

... è la depressione, si sa. Mi sono fatta due bicchieri di una malvasia proveniente da castel b. ed ora necessito di dormire. Ma un tale collega avrebbe dovuto mandarmi un file. solo che non l'ha mandato, io non lo posso stampare, non lo posso distribuire domattina, non se ne fa nulla, e magari poi salta fuori pure che è colpa mia. Insomma, io vado a dormire, file o non file. buonanotte a tutti

giovedì 7 febbraio 2008

ALLA FINE...

.... abbiamo deciso per il sudamericano. Fra una settimana avremo già un'idea di come possono andare le cose. Intanto io, che sono ancora in studio,  vado a casa dalla mia trascurata famiglia.


a proposito, qui la gente si lamenta perché non faccio abbastanza visite a domicilio. LOe visite di rassicurazione e conforto le ho saltate tutte questa settimana, la prossima ipotesi è di invitare tutti gli scontenti a cambviare medico, trovandone uno che in piena epidemia influenzale abbia tempo per le visite di rassicurazione e conforto.


e pensare che speravo, con soli mille pazienti, di avere qualche ora ogni giorno per i miei figli....

lunedì 4 febbraio 2008

badanti

Me ne presentano uno sedicente " maschio, sudamericano, patente auto, ottimo italiano, grande esperienza". Vedremo. Intanto io il filippino l'ho fermato. La signora ucraina invece non l'ha voluta perchè è grassa.....


Mi ha telefonato per contestare la terapia farmacologica. Non mi sono arriabbiata neppure poco. ero a casa di una ltro vcchio rompicoglioni che gli aprivo un'ADI.


Ma insomma, io mica ho scelto di fare la geriatra, mi sono detta.


Ma non ci sono che vecchi, qui. Pochi giovani, quasi niente bambini, e tanti ma tanti vecchi bavosi, cattivi, aggressivi, rincoglioniti. E tante, ma tante vecchie, pazienti, dementi, gentili, o che badano i mariti quasi coetanei.


Nella tarda vecchiezza le strade delle due metà del cielo divergono. I maschi muoiono prima, e verrebbe da dire per fortuna: sono molto meno capaci di adattabilità, più aggressivi, meno in grado di rendersi conto delle situazioni (il famoso esame di realtà) e assai spesso deliranti.


Le femmine vivono più a lungo, spesso tra i 70 e gli 85 assistono i mariti, poi rimangono vedove e devono essere assistite a loro volta.


Un panorama desolante.


Ma tornando a me, sono in burn out ma non come medico: come figlia.


Dovrei cercaredi calmarmi e tirare dei lunghi respiri e contare fino a venti ogni volta.


 

IO E IL FIGLIO....

..... si va a mangiare al Mac

sabato 2 febbraio 2008

notarella ....

.... mio fratello legge il blog. Ha letto e mi ha telefonato. come va?mi ha detto, e io Bene.


e lui: Come bene? allora sul blog ci scrivi delle panzane?


e io in che senso?


e lui: e sta cosa dell'ICI?


E io: scusa, non te l'avevo ancora detto? Mi spiace, è arrivato ieri.


 e lui: comunque scrivi cose inesatte. Per i ventimila euro di anni ce ne vogliono quindici, non dieci. Prossima volta maggior precisione, prego.


Quindi rettifico. Quindici. Ha ragione lui.

LA VITA COM'E'

Ieri, visto che piove sempre sul bagnato, sono arrivati i preventivi delle riparazioni della casa al mare che il babbo ha semidistrutto e una ingiunzione di pagamento per le ICI arretrate, pure del babbo, per 4mila euro centesimo più centesimo meno.


Ho fatto una botta di conti e sommando i già noti arretrati di rusco, arretrati di bollette, i neo arrivati  arretrati di ICI, idraulico, elettricista, muratore, e le spese condominiali arretrate, quasi le diomenticavo, sono solo 1700 euri,  si arriverebbe ben oltre i ventimila euro da tirare fuori hic et nunc. Ah, spese correnti escluse... E non abbiamo neppure appurato se abbia pagato le tasse o no. Capace che gli arriva pure un accertamento Irpef.  Mi chiedo se la legge abbia qualche indulgenza per uno che si è indementito e ha combinato tutti questi casini.


Uno ci mette dieci anni per metterli da parte  ventimila euro e poi gli arriva una botta così. Viene da piangere. Viene da dire qualunque cosa.


Comunque è appurato che le famiglie che hanno un anziano inabile da assistere o un parente malato gravissimo pure da assistere, intaccano o consumano del tutto i propri risparmi per questo scopo.


Sono in folta compagnia, ecco.

venerdì 1 febbraio 2008

MEDICI E BLOG

Quando parlo dei blog in ambienti medici tutti mi sviano il discorso sulla assunzione di responsabilità dell'informazione scientifica in internet. Ora la dottoressa Capsicum si chiede se ci sono o ci fanno. Che c'entra il blog con l'informazionne scientifica? Che c'entra la condivisione dell'esperienza umana con l'assunzione di responsabilità sull'esattezza dell'informazione? Che faccio, mi piglio la responsabilità della mia sincerità se vi dico che sono incazzata? e magari poi non è vero, sono allegra e sorridente....


Oh, l'esattezza dell'informazione vediamola in questo caso.: sono addolorata per la morte del mio  paziente quello col Trousseau. Mi dispiace da morire, mi si stringe il cuore.


Ecco, su questa informazione che vi ho testè fornito si apre la questione dell'assunzione di responsabilità sull'esattezza? Che sarebbe come a dire che se poi si scopre che vi ho detto una bugia e non mi dispiace affatto che sia morto un giovane padre di famiglia, anzi sono contenta, voi che fate? subite delle conseguenze traumatiche per la mia menzogna? o siete sviati o ne avete qualche danno? e come vi rivalete poi? e deontologicamente è corretto che io ammetta di essere addolorata?


Ma fosse che fosse che il tema della condivisione dell'esperienza umana fa talmente paura AI MEDICI che si cerca in TUTTI I MODI  di CAMBIARE ARGOMENTO?


Comunque starò al gioco, analizzerò il problema, mi sono pigliata degli appunti e mi metterò a scrivere qualcosa, tirerò fuori anche qualche dato, mi informerò sulle leggi, e SOPRATTUTTO chiarirò la differenza  TRA "INFORMAZIONE SCIENTIFICA E MEDICA"   E   "CONDIVISIONE DI ESPERIENZE UMANE TRA  PERSONE COME STRUMENTO  DI CRESCITA PER I MEDICI" e poi vediamo se stavolta stanno capiti.


Ah, Sigmund, nessuno si ricorda più di te, povero! E si che in questo equivoco ci sei caduto per primo, la confusione tra trasmissione di  informazioni e creazione di una relazione l'hai fatta per primo tu. Saresti dunque vissuto invano?