lunedì 29 ottobre 2007

LUNEDI'


Me ne sono stata rinchiusa in casa tutto ieri. Non ho telefonato a nessuno. Neppure al pater. Nessuno. Casa, casa, casa, casa.


Come uno scattista ai blocchi di partenza.

domenica 28 ottobre 2007

IL CAPITALE RELAZIONALE

 I links, tanto per capirci.

Uno dei costituenti fondamentali della comunicazione nella Rete.

Uno dei capitali della Rete, insieme al capitale umano, a quello organizzativo, a quello digitale e a quello informazionale.

Se ci pensate è esattamente così. Quando girate fra la rete, surfando come dicono i francesi, passate di blog in blog seguendo proprio i links, e ogni blog gravita in un’area di linkaggi che gli è propria. Si tratta di sottogruppi relazionalì. La rete non inventa nulla, le leggi che regolano l’interazione tra le persone sono sempre le stesse, la rete annulla solo i limiti di spazio e tempo e, se dobbiamo essere sinceri, opera anche una selezione: alla rete accedono prevalentemente persone intelligenti, capaci, almeno minimamente acculturate, che hanno quindi, generalmente, già una lingua in comune.

In coda a questa linea di pensieri mi sono messa a risistemare i links di questo blog, fermi da oltre due anni perché questo blog, come tutti sanno, ama l’ozio.
Effe e i diamanti del Roc



"Mettetevelo bene nel vostro Dna: che abbiate sangue nelle vene oppure no, che nei post mettiate in croce i vostri organi vitali oppure no, che v’illudiate di esser qui per caso oppure no: voi siete i lemmi e gli stampi dell’editoria libera e vitale e nuova.

Se le vostre parole non hanno vincoli, hanno però ogni responsabilità verso chi legge, perché non esistono parole innocenti, non esistono parole senza conseguenze.

Ora a ridere sono gli altri, gli old media che colonizzano parti della rete abitata, che soli hanno avuto il riconoscimento di rilevanza editoriale, perché non esclusi dal disegno di legge.

Eppure voi fate comunicazione.

Voi fate letteratura.

Voi siete la Rete."


E fin qui hai la mia standing ovation, caro Effe.

Però questa cosa del Roc, non so, bisogna pensarci sopra.

Perchè noi non siamo la Rete. Però se togli noi la Rete non esiste più.

Attenzione, è diverso. La Rete è fatta di Reti e le Reti sono fatte di hardare, software e connessioni: di macchine che si parlano E di persone ognuna alla sua macchina, noi, che riempiono la rete di contenuti.

Senza di noi la Rete è una roba vuota, senza senso. Ma non basta esserci noi: dobbiamo salvaguardare la Rete e la sua libertà.

Io, guarda, sono d'accordo che ce lo meriteremmo tutto il Roc, ma mi sento sotto la pelle che ragionare in termini di Roc è un ragionare ammuffito, sepolto.

Teniamo d'occhio la nostra rete, nessuna conquista è per sempre, ogni conquista davvero preziosa va riconquistata ogni giorno.

Baci

sabato 27 ottobre 2007

sto preparando la storia, per la parte che tocca a me, che racconterò al congresso della società italiana di cure palliative.


racconterò della blogosfera e di come tra medici e pazienti ci si possa incontrare, e di come, parlando di figli, di lavoro e di malattie, si possa parlare di dignità del vivere e del morire, di diritto alle cure e all'assistenza e di diritto a non farsi curare o a farsi curare secondo i propri desideri.


di come si possa parlare della solitudine del care giver, delle assurdità burocratiche, della condivisione della sofferenza, e poi a ncora di dignità, dignità, dignità, che mi pare una cosa anche più importante non dico di recuperare la salute, ma di ottenere una cura prima o dopo o meglio o peggio, perchè quel che ferisce il malato, il familiare, il figlio, oggi, è la noncuranza per la tua dignità che passa in secondo piano rispetto alle carte, alle linee guida, agli orari, alla lista d'attesa, ai costi, monetari e non.


di come si possa essere persone, su un piano paritario, persone che si scambiano esperienze, talvolta esperienze fatte come medico, talaltra come paziente, altre volte come figlio, potendosi toccare con mano che i ruoli non sono immutabili, che talvolta si è curanti, curanti in quanto medici, infermieri o care givers, e talvolta si è curati.


E non è mica facile. In quattro minuti. Altri tre spettano a giorgi. Pure lei, in tre minuti, non so mica come farà.


Avremo giusto il tempo di dire che ci siamo, e di fornire gli indirizzi per chi volesse esplorare questo nostro scuro e spumeggiante mare. 

venerdì 26 ottobre 2007

Basta poco quando sei una mamma, basta che i figli siano allegri e ti ridano addosso, basta un abbraccio e la serata che fluisce lieta, ed ecco l'estate radiosa sotto questo sole ottobrino.

VOGLIA DI CITARSI ADDOSSO


"ora l'inverno del nostro scontento
è reso estate gloriosa da questo sole di york,
e tutte le nuvole che incombevano minacciose
sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo
dell'oceano.ora le nostre fonti sono cinte di
ghirlande di vittoria,le nostre armi malconcie appese come trofei, le nostre aspre sortite mutati in lieti incontri,
le nostre marce tremende in misure deliziose di danza.
la guerra dal volto grifagno ha spianato la fronte corrugata,
e ora,invece di montare destrieri corazzati per atterrire le
anime di nemici impauriti ,saltella agilmente nella camera
di una signora al suono seducente di un liuto."


PS. l'estate scorsa in un mercatino di libri usati in svizzera avevo trovato una bella edizione delle opere del Bardo, ma cara assai. e' rimasta lì. ci saranno altre occasioni

giovedì 25 ottobre 2007

sul mio nuovo pc ci vanno le musiche. si, lo so che tutti mi guardano come una scema, ma il mio vecchio pc aveva il cd rom fuori uso e io sono di quelle che non scaricano musica piratata, così niente musica sul vecchio pc, ma su questo c'è un bel masterizzatore/lettore di pratiamente tutto. Dice ma a noi che ce ne importa? nulla, ok, però io scrivo con le cuffie nelle orecchie  e dentro le cuffie c'è vasco rossi, al momento.


Mentre copiavamo dischi sul pc il mio piccolo ed io discutevamo di musica, e sapete quale preferisce lui, quale pezzo, intendo, di quelli che abbiamo copiato? Il penultimo movimento della nona. Direte che sono gusti da bimbo, ed è anche vero, però trovatemi un pezzo migliore, vi sfido.


Baci

domenica 21 ottobre 2007

Riprendiamo l'argomento della tassa sul blog.


Firmate, prego, la petizione al Consiglio dei Ministri che potete leggere qui sotto, cliccando sul link:


"No al DDL che trasforma la libera espressione della rete in testate
giornalistiche. I siti e i blog sono libera espressione democratica non
paragonabile alle testate giornalistiche registrate al Registro Operatori
Comunicazione che devono osservare l'apposita legge sulla stampa. Ancora una
volta si cerca di limitare le libertà degli Italiani procedendo sulla strada
della censura. I reati di diffamazione sono tranquillamente perseguibili
senza porre ostacoli alla libertà d'espressione.

Chiediamo al Consiglio dei Ministri di ritirare il DDL che imporrebbe
l'iscrizione al ROC anche dei semplici blog."

Per firmare clicca qui:
http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html


Quano ho firmato io c'erano già  circa 4500 firme. Possono sembrare tante, ma sono certa che dal web possono arrivarne dieci volte tante.


Ringrazio la gentile animalista per la segnalazione. Baci.

proprio triste, sapete, sentirlo dire che non ha mai visto i miei figli, e chiedersi come sia possibile che si sia dimenticato di venti anni, dico venti, durante i quali sono successe tante cose, belle, meno belle, come sia possibile che si sia dimenticato di quando erano piccoli, e di tutte le feste, tutti i natali, le pasque, le estati al mare, e poi di tutti i litigi, gli urli, gli insulti durante i primi anni della sua malattia, coi bambini che si prendevano paura e io che cercavo di portarli via, ma lui tornava alla carica, e non sapevo dove mettere i bimbi durante i suoi accessi d'ira, così alla fine mi sono decisa a vietargli almeno d'entrare in casa mia e ad andare sempre io da lui,ma loro non hanno dimenticato, erano troppo piccoli, ed hanno avuto troppa paura nel vedere il nonno che minacciava la mamma, e il papà, e la mama che non faceva nulla, e il papà che brontolava, ma poi neppure lui faceva nulla, e loro non si spiegavano perchè, e quella paura degli urli e delle scenate cui non erano abituati è rimasta irrazionale, anche adesso che sono grandi, soprattutto il maggiore, che dice mamma io capisco tutto, lo so che è malato, ma non riesco proprio ad andarlo a trovare, quando poi urla io non so se riuscirei a non prenderlo a schiaffi, meglio che ne stia lontano.


Perché adesso si capisce che è demente, ma allora sembrava solo cattivo, e violento, e matto forse, ma demente non sembrava ancora. In quegli anni ha suscitato il rancore di tutti i suoi generi e le sue nuore, dei consuoceri, dei parenti della moglie, di tutti. In quegli anni ha costruito un gran vuoto intorno a sè, e anche adesso, quando dico guardate che era la demenza, è una malattia, non era lui che parlava ma la sua malattia, tutti mi fanno notare come quella malattia somigliasse molto ad un peggioramento del suo vecchio cattivo carattere, e come alla fine non faccia differenza il motivo per cui uno si rende insopportabile: sempre intollerabile è, e meno lo vedono e meglio è per tutti. Vogliono solo stare tranquilli, senza urli che richiamino l'attenzione degli abitanti dei tre isolati accanto, senza piatti rotti, senza insulti sanguinosi, senza porte sbattute e prese a calci. Vogliono solo dimenticarsi di lui, in attesa che muoia e possno ricominciare a ricordarselo senza timore di vederselo davanti.


Però è triste sopravvivere a se stessi. E sopravvivendo rovinare anche il proprio ricordo.


Ed io che non ho più rabbia, solo tristezza, e insieme il rimorso di non aver saputo proteggere i bambini da quelle brutte esperienze e anche di non aver saputo, o potuto, salvare in loro il ricordo del nonno, quello vero, quello che da tanti anni è sparito, disgregato, sepolto in frammenti sotto il delirio violento senile. Quello che forse ricordo io sola. Tanto da dubitare persino se si tratti d'un ricordo vero, o d'una pietosa illusione.

sabato 20 ottobre 2007

E comunque sta delirando duro, il padre. Vive in un mondo terribile dove i musulmani ci odiano e vogliono ucciderci tutti per andare in paradiso. Sarà meglio che gli faccia un po' di aloperidolo, prima possibile, prima che aggredisca il povero Hassan convinto di agire per legittima difesa. Oh, ma perché le cose devono essere sempre un po' più difficili di come le vorresti?

Ok, passiamo ad altro capitolo della vita della vs dr Capsicum. Che di mestiere fa il medico, ma nella vita fa anche la figlia di un anziano non più autosifficiente e piuttosto deteriorato dal punto di vista mentale, come tanti vecchi padri o madri o nonni che dir si voglia.


Hassan è appena tornato dal viaggio di recupero del padre, viaggio faticosissimo e ricco di problemi e colpi di scena.


Nella casa al mare  dove il mio anzianissimo padre si è trasferito parecchi anni fa, pare si sia installata una colonia di slave che mangiano e bevono a spese del vecchio, la casa è un letamaio, il pater ha mangiato qualcosa che gli ha fatto male ed ha la diarrea da alcuni giorni, il medico non è stato chiamato, l'auto aveva una gomma tagliata  (proprio il giorno prima della partenza...) e la donna slava ha tentato sino all'ultimo di impedire la partenza con tutta una serie di macchinazioni per levargli i contanti per partire. Ma avevo rifornito Hassan prima di affidargli questa missione pericolosa, così ha pagato lui la riparazione della  gomma, le fantomatiche bollette in scadenza, il pieno di benzina, l'autostrada, e infine sono arrivati, non in gran belle condizioni ma sono arrivati. La prossima cosa da fare sarà precipitarsi alla casa al mare, licenziare la slava, vuotare la casa e cacciarne fuori gli abusivi e cambiare la porta e la chiave. Il che forse potrebbe richiedere la collaborazione di un mio lettore nonché fratello.


Perchè chi ha un anziano fragile deve difenderlo anche dai malintenzionati, oltre che dalla malattia, dalla solitudine eccetera.

venerdì 19 ottobre 2007

LA TASSA SUL BLOG?



Prego, andate a leggere il link, c'è da restare allibiti!!!


Ve lo dico subito, questo blog è esterrefatto!!!


Anche se quasi certamente verrà riscritta o modificata, questa legge in fieri è l'allarmante segnale di come chi ci governa non capisca nulla della rete e si illuda ancora di porterla ingabbiare per vie traverse.


ma appare evidente che, come tutte le conquiste, anche la rete va difesa, da noi tutti che ci navighiamo e ci viviamo. Passate parola, prego.

giovedì 18 ottobre 2007

Oh, io queste cose le dico raramente, ma a parte che il frizzantino bianco del bersagliere era leggero ma buono, e a parte che i tortellini erano fortemente decorosi (anche se il frater sostiene che all'osteria di Decima sono meglio e meno costosi), un commento sulla capa dei controllori va fatto. Non è simpatica, forse, ma è mensana un casino. Acuta. E anche onesta. E ora volgiamo le nostre menti al golf.

Sono stata al mio ormai famoso esame di prescrittologia applicata.


Ok, sono arrivata lì con tutti imiei bagali, li ho messi da parte de ho tirato fuori le mie tre cartelline ognuna in doppia copia.


Ho preso prima le due cartelline verdi, ne ho tirato fuori le due copie con la relazioncina sui codici fiscali e ho cominciato da lì. a seguire relazione sui volumi prescrittivi ed infine la letterina secca sui casi clinici, ognuno con nome del paziente, farmaco e diagnosi relativa.


Ora, voi non ci crederete, li abbiamo letti uno per uno, è vero, ma a parte qualche discussione su casi particolari, non sono stati rompiscatole come mi aspettavo. L'atteggiamento è stato di grande cortesia, anche quanfo le parole dicevano "non ci torna questa cosa, comunque sono stati impeccabili.


Io non mi faccio delle illusioni, sapete. Anche perchè al primo naso storto ho aperto uno dei faldoni, ho esibito tutte le catelline trasparenti piene di fotocopie di referti, le ho sfogliate sotto il loro naso, e poi ne ho tirato furi il fogliettino giusto, quello che documentava esattamente quel che avevo affermato. da lì, credo, sono diventati molto prudenti.


solo sul caso della signora con le ossa rotte dall'osteoporosi e i muscoli disfatti dalla poliomielite hanno avuto da ridire. Hanno detto: ma l'uso di questi due farmaci assieme non è previsto, non è mai stato fatto!


Ah, ha detto la dottoressa Capsicum, non è proprio così, sapete. Ed è andata a frugare nell'altra borsona, quella bordò, e ne ha tirato fuori la copia di uno studio, pubblicato su prestigiosa rivista, sull'uso associato di quei due farmaci e sul vantaggio rispetto alla somministrazione singola di ognuno dei due. Me lo può lasciare? Se lei se ne fa una fotocopia, volentieri, perchè questa è la mia ed è l'unica che ho.


e quello che mi è dispiaciuto sentir dire (avrebbe dovuto farmi piacere, ma mi è dispiaciuto invece) è stato che su dieci medici che avevano già sentito neppure uno aveva fatto un lavoro di revisione come il  mio.


Peccato.


A me piace far delle belle figure, ma mi piacerebbe di più far bella figura come categoria piuttosto che come singolo.


Ora vedermo se sarò archiviata oppure "rimandata a settembre" per un altro più approfondito esame.


E qui vi abbraccia la Capsicum che va a mangiare.


Grazie ancora a tutti

I consigli la gente te li da per i più svariati motivi. i migliori consigli sono quelli delle persone che non hanno interessi direti nelle tue vicende.


I consigli dei sindacalisti, sono per il mio vantaggio o per il loro? e quanto gli importa delle conseguenze che io potrò averne?


Che poi, sarebbe tanto facile raccontare cosa è successo, e che coi miei ricettari hanno ricettato per tutti i colleghi del gruppo durante le vacanze e così io sono diventata una spendacciona e i colleghi dei virtuosi risparmiatori, ma è inutile, non ce la faccio, se lo volessero dire potrebbero farlo, farsi avanti e venire in là con me e dire: gentile Gruppo Controllo Prescrizioni, noi siamo i colleghi della medicina di gruppo della dottoressa Capsicum; la spesa della collega va divisa anche tra noi perché per tutta l'estate è servita a curare i nostri pazienti oltre che i suoi. Ma in questo mese l'idea non li ha neppure sfiorati. Nè loro tre e neppure il sostituto che materialmente, per leggerezza o pigrizia o ignoranza, ha fatto il casino. Tutti solidali, a chiacchiere. E io, sventuratametne, sono una signora per davvero. Così domani me ne vado lì e gli porto le mie letterine, mi faccio dare la ricevuta, poi me ne vado a pranzo e mi faccio fuori almeno mezza bottiglia di spumante. Ho giusto un moscato d'asti bello freddo.


Poi domani vi racconto come è andata. E poi, giuro, non ne parlo più. Anzi, me ne vado a giocare a golf

mercoledì 17 ottobre 2007

DICEVO, GIOVEDì 18 OTTOBRE, VADA COME VADA, INVERSO LE ORE TREDICI, IO MI TROVERà NELLA SIMPATICA LOCANDA AL BERSAGLIERE IN QUEL DI CASALECH, VICINO DOLCE LUCIA SE AVETE PRESENTE. e MANGERò, CON TUTTA PROBABILITà, DUE PICCOLISSIMI TORTELLINI BIANCHI DI PANNA. (E MAGARI SPORCHI DI TARTUFO) cHI VOLESSE UNIRSI A ME LO FACCIA SAPERE CHE' GLI TENGO IL POSTO. E PORTI IL VINO, SE CREDE. LE CASTAGNE LE CHIEDIAMO ALL'OSTE, ANCHE SE è IN ANTICIPO DI UNA CIOPPA DI DE' SULLA LOCALE FESTA.BACI

martedì 16 ottobre 2007

BRIEFING COL MARITO


E poi è arrivato il marito e mi ha fornito ancora una idea. Mettere per iscritto che la relazioncina è frutto di un lavoro capillare di confronto delle loro richieste di chiarimenti con i dati delle schede mediche, di interviste con i pazienti interessati, o coi parenti di quelli deceduti,  di consultazione dei referti in loro possesso e completando le ricostruzioni coi dati anamnestici a loro noti, di acquisizione delle copie delle documentazioni nei casi in cui i pazienti stessi ne disponevano ancora ed accettavano di fornirle.


Poi deplorare che il clima instauratosi tra i medici e le loro rappresentanze sindacali da un lato e l'azienda dall'altro non incoraggi ad una immediata condivisione di tutto il materiale raccolto. Esprimere il timore, condiviso dalle rappresentanze sindacali con cui mi sono consultata, che gli intenti del Gruppo di Controllo Prescrizioni nella raccolta dei dati siano a scopo meramente sanzionatorio e intimidatorio; auspicare che questi dubbi vengano al più presto chiariti , così che la  situazione si modifichi e si possa giungere ad un confronto paritario e senza secondi fini tra medici e azienda  sia sui singoli casi clinici che sulla analisi generale della prescrizione. In tale futura occasione, che mi auguro si possa costruire prima possibile, sarò lieta di discutere e documentare nei dettagli tutte le situazioni qui espresse in estrema sintesi.


Poi al marito sono saltati i nervi, ma la cena era comunque pronta, e il mio stomaco è chiuso a chiave e la chiave non so dove sia, così me ne sono tornata al mio bellissimo e nuovissimo computer a rileggere la mia tesi di laurea in prescrittologia (giuro che è lunga il doppio della mia tesi di laurea e, figure a parte, quanto la mia tesi di specialità, cioè la più lunga delle mie due tesi di specialità). Ah, e ho preso un tavor.


E se non ci fossero tutti i vostri commenti a rimettermi coi piedi per terra, io non lo so. Insomma GRAZIE. E baci da Capsicum

BRIEFING COL SINDACATO


Ok, ora vi dico, il sindacato mi ha proposto di andare lì con una relazione secca secca, che prende in esame tutti i punti contestati ma che non offre materiale su cui accapigliarsi. Vai pure lì, mi hanno suggerito, con tutta la tua impressionante documentazione, che vedano che ce l'hai, e fagliela annusare, sventolagliela sotto, ma non gliela dare. Solo una relazioncina, pure polemica in certi punti, cattivella, così gli ributtiamo in faccia le loro incompetenze, e poi se c'è solo il Piccolo Segretario Stagista gli consegni la relazioncina con tono rammaricato, dicendo "ma guarda, che peccato, e io che mi ero portata dietro sta pesantissima montagna di documentazione per discutere coi colleghi..!"


Se invece ci sono i colleghi medici, allora ti metti a sedere, gli dai la relazioncina ma tiri fuori i faldoni, il computer, ti metti comoda e chiedi, con sguardo accattivante circolare: Ci sono domande?


Mi hanno vista perpelssa, così l'amico mi ha detto: vai, devi essere la nostra giovanna d'arco, ed io: ma proprio il rogo mi volete far fare?


Ora l'amico mi conosce, lo sa che mi punge nel mio passato di pasionaria, che mi istiga al comizio, al bagno di adrenalina, che mi solletica nella frenesia post sessantottina, ma nel frattempo sono forse diventata una vecchia signora cui un mezzo secolo trascorso molto intensamente ha regalato una imbiancata totale di capelli e una spruzzata lieve di prudenza.


Così la relazioncina l'ho lievemente, lievemente eh?, rimpolpata citando caso per caso le contestazioni, ma senza discussioni, particolari, documentazioni, nulla. Secca secca.


E farò così.


Poi, il rogo, vabbè, io sono una freddolosa, almeno all'inizio mi godrò il caldino.

lunedì 15 ottobre 2007

TELEFONATA COL TRUCCO (non waterprof)


E stamattina il Piccolo Segretario Stagista, di seguito denominato PSS ha telefonato alla dottoressa Capsicum, di seguito denominata C.


Ora, le iniziali sono per brevità, more theatralis, e ricordate che questo è solo il diario della dottoressa Capsicum, personaggio tra il reale e l'onirico di una repubblica delle banane in cui l'italia riconoscer certo non si può.


PSS Dottoressa Capsicum, sono il dottor PSS


C: Oh, caro dottore, mi dica pure.


PSS: La chiamavo per avere conferma del nostro appuntamento di giovedì.


C: Conferma? In che senso scusi?


PSS: Conferma, insomma, è confermato per le nove?


C: Perché non dovrebbe?


PSS: Non so, magari lei vorrebbe una proroga, qualche giorno in più...


C: Caro dottore, questa offerta avrebbe dovuto farmela la settimana scorsa, allora forse le avrei detto di si con gioia (ah, voi non potete qui raccogliere un meraviglioso nonsense qui perchè non sapete tutto, ma credetemi, era un piccolo delizioso nonsense). Ormai ho chiamato un sostituto per questa settimana e mi manca solo il lavoro brigoso, sa, fotocopie, stampe, roba così. Ma come mai questa offerta?


PSS: no, dottoressa, era solo, insomma, una conferma per le ore nove?


C. Certo, spero di portarvi abbastanza roba da accontentarvi.


PSS: (confuso, mentre una voce in sottofondo borbotta istruzioni o commenti incomprensibili) ma insomma, ma certo, ma vedremo, ma lei capisce, se lei, naturalmente, ha circostanziato, ha insomma, così l'aspettiamo, vero?


C: Certo, magari mi venga incontro per aiutarmi coi pacchi, eh?


PSS: oh, eheh, si, coff coff, allora a presto.....


Secondo voi, non sarebbe stato più semplice ed onesto chiedere, fuori dai denti: dottoressa Capsicum, ha intenzione di farci una letterina secca secca come il suo collega o di portarci del materiale? Perchè nel primo caso non venga neppure, sa? che non perdiamo tempo in due. E poi: non si sogni di portare il lavoro a metà con la scusa del poco tempo, perchè, vede, eccoci, noi danai, ad offrirle una proroga, poi non dica che non le abbiamo offerto disponibilità!


Avrei apprezzato, giuro, invece che disprezzato. E comunque il segnale è arrivato: loro sono in guerra, io potrei anche non sentirmi in guerra, ma loro hanno già fatto una scelta. Guerra. Sono quasi certa che avrebbero preferito di gran lunga che mi fossi allineata al collega renitente, così, per avere qualcuno a cui dare la colpa, come Hitler quando lanciava gli ultimatum e poi diceva: è l'inghilterra che ci attacca!


Ma se vogliono la guerra, devono avere il coraggio di dichiararla e di prendersene la responsabilità. E poi basta per oggi perché sono una signora, io, qualunque cosa possiate aver pensato leggendo questo delirante blog.


NON VEDO L'ORA DI FINIRLA



Avevo tenuto per ultime le accuse di aver inventato dei pazienti inesistenti. Ho fornito i documenti dei tre pazienti, e gli ho pure spiegato come hanno fatto a incasinarsi, a registrarli prima con codici fiscali sbagliati, poi a perdersi la traccia della correzione e a non riconoscerli come lo stesso paziente ma come pazienti diversi. Gli ho raccoontato della bufala che ci hanno propinato dandoci dei files regionali con le anagrafiche dei pazienti che noi abbiamo caricato sui pc e di cui ci siamo fidati prima di scoprire che erano pieni di errori. Poi mi sono riletta il tutto e ho capito che ero proprio incazzata. Bisognerà che rimetta il tutto in bella copia con toni meno indignati. Ma anche no. Ci penserò.



Ecco qui, per capirci;:



"Questi disguidi sono pressoché continui e completamente fuori dal nostro controllo. Un tempo esisteva un “cartaceo” di tutte le modifiche dell’anagrafica e una copia veniva inviata sia al medico scelto che a quello revocato. Questo sistema consentiva al medico di controllare eventuali errori, e ne trovavamo sempre un buon numero. Poi l’Azienda ha scelto di non inviare più le copie delle variazioni anagrafiche ai medici, e non siamo riusciti a conoscere il motivo di tale scelta. Certo è stato un gran risparmio di carta e di spese di spedizione. Da allora dobbiamo “fidarci” del sistema, dando per buoni tutti i conteggi fatti in base ad esso,compreso il numero di pazienti in carico, anche quando ci sembrano non corrispondenti con i dati in nostro possesso. Non ci viene più neppure inviato annualmente l’elenco dei pazienti in carico, su cui riscontrare il nostro archivio, come accadeva una volta.


 

Al momento in cui, tra il 2000 e il 2001, la Regione ci fornì il file contenente i dati anagrafici di tutti i pazienti, li caricammo apparentemente con grande comodità poiché il file fornito ci evitava l’inserimento manuale paziente per paziente, che era una delle maggiori perplessità di molti colleghi che avevano delle resistenze ad aderire alla informatizzazione degli studi. Inizialmente tutto andava bene, perché il paziente era identificato sulla base del codice sanitario regionale e tali codici erano esatti. Ci convincemmo che i dati dei files regionali fossero esatti, incompleti forse, ma esatti. Ma negli anni successivi, quando si passò all’uso del codice fiscale come identificativo del paziente, scoprimmo delle inesattezze e ne saltano fuori ancora a distanza di sette anni. Se si va a vedere, sono in gran parte riconducibili a codici fiscali “calcolati” in persone con doppio cognome, doppio nome, omonimie, nati in un comune non più essitente, per non parlare dei residenti fuori regione che, all’epoca, non venivano registrati dal sistema diversamente dai residenti in regione, se non, per un certo periodo, con codici sanitari appartenenti ad una serie numerica differente. Allora, come ho detto, non sembrava importante perché comunque il codice sanitario identificava la persona e tutte le sue caratteristiche. Adesso pare che il codice sanitario non sia neppure utilizzabile per tracciare una persona il cui codice fiscale sia stato modificato.

Sembra che nessuno si sia preoccupato degli errori forniti ai medici con i files regionali, dando per scontato, veramente non so bene cosa. Forse che poteva essere interessante farci credere di averci agevolato mentre invece ci si stava preparando una ulteriore difficoltà?

Sarebbe un discorso lungo, e al momento forse off topic. Mi limito a fare osservare che, se si pretende da noi la responsabilità dell’esattezza dell’anagrafica, sarebbe opportuno fornircela esatta, e non errata, o piuttosto non fornircela affatto o anche almeno darci la possibilità di riscontrare gli errori commessi da altri che, al momento opportuno, non ne vengono poi ritenuti responsabili."

domenica 14 ottobre 2007

 
SURFANDO A MOTORE


 


 

NON ci crederà nessuno, ma dal settembre 2005 ad oggi alcune centinaia di persone sono arrivate alle radici dell’ozio sulla spinta di un motore di ricerca e inseguendo il Pidocchio. Anche nelle ultime due settimane una media di due visitatori al giorno arrivano qui in cerca di consigli su come affrontare l’assalto dei pidocchi ai nostri bambini.

Il mio scritto più letto non è il blog, non è nessuno a cui parlare, non sono i racconti e nemmeno le poesie. E’ il manuale per mamme sulla lotta al Pidocchio.

Pertanto, anche per accontentare alcune mamme del mio quartiere, eccolo di nuovo:


OPUSCOLO INFORMATIVO SULLA PEDICULOSI 

 


Questo opuscolo contiene informazioni che possono essere utili ai genitori per prevenire e trattare l’infestazione da pidocchi nei bambini.

Si può sospettare la presenza di pidocchi se il bambino ha prurito, è irritabile senza motivo, ha un sonno inquieto, ha delle piccole piaghe o eczemi sulla testa oppure i linfonodi del collo ingrossati e dolenti, ha il cuscino facilmente sporco.
Per prevenire le infestazioni è opportuno seguire alcune precauzioni, suggerite nel testo.
Per individuare le infestazioni bisogna controllare spesso i bambini: quasi ogni giorno nei periodi più a rischio, almeno due volte la settimana durante il resto dell’anno.
Il bambino infestato va trattato con gli appositi farmaci, i familiari vanno accuratamente controllati, i vestiti e la biancheria da letto vanno trattati, ma soprattutto vanno diffuse le informazioni tra i genitori ed è importante la collaborazione tra genitori per prevenire la reinfestazione.
In caso di difficoltà è importante rivolgersi al proprio pediatra.

CHE COSA SONO I PIDOCCHI

I pidocchi sono insetti parassiti che vivono sulla testa delle persone. Avere i pidocchi è purtroppo diventato molto comune soprattutto per i bambini in età scolare. Comunque, non ci sono dati attendibili su quante persone prendono i pidocchi ogni anno in Italia. I conti, approssimativi, vengono fatti sulla base della quantità di prodotti anti pidocchi venduti e si stimano contagiati annualmente da 7 a 10 bambini su cento. In gran Bretagna le ultime statistiche che abbiamo trovato, relative al 2001, parlavano di 28 bambini su cento, in Francia si stima appena un po’ di più, cioè un bambino su tre.

Chiunque venga in stretto contatto (specialmente contatti fra le teste) con qualcuno che già abbia i pidocchi è molto a rischio. Occasionalmente, i pidocchi possono essere presi dal contatto con oggetti personali (cappelli, sciarpe, cappotti, pettini, spazzole ecc...) di una persona infestata. I bambini in età prescolare e scolare e le loro famiglie sono i più frequentemente infestati. Sul sito della CDC (organizzazione governativa USA) si afferma che le femmine  prendono i pidocchi più facilmente, ma non vengono citati lavori in proposito. Negli USA, gli afroamericani prendono i pidocchi più raramente; alcuni studiosi ipotizzano una maggiore difficoltà per gli insetti nel far aderire le lendini ai capelli crespi, altri sostengono che si tratta di un effetto secondario legato ai prodotti usati per lisciare i capelli (a base di dimeticone, vedi oltre il paragrafo sui prodotti di trattamento). L’igiene personale o domestica o scolastica non ha niente a che fare con i pidocchi, ma esistono accorgimenti igienici per limitarne la diffusione (vedi oltre)

Ci sono 3 forme di pidocchi: l’uovo (o lendine), la pupa e l’adulto.

Le lendini sono le uova dei pidocchi. Sono molto piccole, delle dimensioni di un nodo in un filo di cotone, difficili da vedere, e spesso confuse con forfora o frammenti di gel per capelli. Sono deposte dalle femmine adulte alla base del capello vicino al cuoio capelluto. Sono fermamente ancorate al capello. Sono ovali e solitamente da gialle a bianche. Si schiudono in una settimana. Le uova che si schiudono con più probabilità stanno a mezzo centimetro circa dal cuoio capelluto.

Su tutti i testi le lendini vengono descritte di colore bianco o giallino. In realtà alcune epidemia di infestazione degli scorsi anni nella nostra scuola erano dovute a pidocchi con le lendini di color marrone, difficilissime da individuare: infatti sono state epidemie molto difficili da combattere.

La pupa è la prima forma del pidocchio appena uscito dall’uovo. Sembra un pidocchio adulto, ma è più piccolo. E’ molto difficile da vedere perché è veramente piccolissimo, di colore  bianco rosato e si distingue da una minuscola scaglia di forfora solo perché si muove, molto velocemente. Potete vederlo solo se lo catturate col pettinino di acciaio apposito e se avete una vista molto buona. Le nonne in genere sono presbiti ed avranno bisogno di un buon occhiale per vicino per fare questa operazione. Le pupe maturano in una settimana dopo la schiusa. Per vivere, devono cibarsi di sangue ogni quattro ore circa, come gli adulti.

Il pidocchio adulto è delle dimensioni di un seme di sesamo, ha sei gambe ed è da marrone a grigio-bianco. Nelle persone con capelli scuri, il pidocchio è più scuro. Le femmine, più grosse dei maschi, depongono le uova. Vivono fino a 30 giorni se sulla testa di un individuo. Si cibano di sangue e se cadono dalla testa di una persona muoiono in due giorni. Di solito si nutrono ogni quattro-sei ore pungendo la pelle della testa del bambino ed infilando una specie di tubino fino a raggiungere un piccolo capillare da cui succhiano il sangue. Quando pungono iniettano una piccola goccia di saliva che contiene una sostanza ad effetto anestetico: è per questo che in genere i bambini non si accorgono di tutte le punture. Alcuni bambini, però (soprattutto gli atopici) sono allergici a queste sostanze ed avvertono intenso prurito: questo permette di fare più facilmente una diagnosi nei bambini allergici, ma comunque accade ugualmente che un bambino con i pidocchi non avverta né prurito né altri fastidi.

I pidocchi hanno delle preferenze per le zone più calde del capo: dietro le orecchie e sulla nuca. In queste zone le femmine preferiscono deporre le loro uova, in modo che si schiudano meglio. I pidocchi si tengono ai capelli con degli artiglietti a uncino alle estremità delle sei zampe; si muovono velocissimamente e per questo si vedono con estrema difficoltà. Raramente si trovano su ciglia, sopracciglia o altrove.

 

QUANDO SOSPETTARLI

Ci sono dei segni che fanno sospettare la presenza dei pidocchi:

- Sensazione di movimento nei capelli.

- Prurito, causato da reazioni allergiche.

- Irritabilità del bambino, sonno inquieto.

- Piaghe sulla testa che talvolta possono infettarsi, con veri e propri eczemi difficili poi da curare ed a volte anche i linfonodi del collo e dietro alle orecchie possono essere gonfi e dolenti.

- Il bambino può avere mal di testa.

- Il cuscino può essere sporco di una polverina nerastra: sono le feci dei pidocchi, che sono nere perché contengono ematina, un derivato della emoglobina.

Il contatto con persone infestate è la maniera più comune per prendere i pidocchi. Il contatto è frequente nel gioco a scuola e a casa (feste, sport, ecc...)

Meno di frequente:

- Usando (o giocando con) vestiti come cappelli, sciarpe, cappotti, grembiuli, tute da ginnastica o fasce per capelli recentemente indossate da una persona infestata.

- Usando pettini, spazzole o asciugamani infestati.

- Stando su un letto, divano, cuscino, tappeto o peluche che è rimasto a contatto con una persona infestata.

COME SCOPRIRLI

Un’infestazione è diagnosticata guardando attentamente fra i capelli cercando lendini, pupe o adulti.

Con l’apposito pettinino a denti fitti bisogna pettinare i capelli del bambino vicino al cuoio capelluto e osservare bene i capelli stessi, aiutandosi anche con una lente di ingrandimento per vedere meglio. Se il bambino ha i capelli lunghi può essere utile pettinarli col pettine a denti fitti ed esaminare il pettine dopo ogni passaggio: a volte i pidocchi adulti o le lendini restano presi tra due denti del pettine. Trovare pupe e adulti può essere difficile; di solito sono pochi e si muovono rapidamente lontano dalle dita. Nel caso non si trovino pidocchi vivi trovare lendini  a mezzo centimetro circa  dalla base del capello conferma l’infestazione. Se le si trova a maggiore distanza, e non si vedano pupe o adulti, l’infestazione potrebbe essere vecchia. In questo caso meglio chiedere conferma al pediatra. In tutti i casi in cui non si sia sicuri, la diagnosi dovrebbe essere effettuata dal proprio pediatra, medico di famiglia, medico scolastico o comunque medico professionista.

Bisogna ricordare che per ogni infestazione riconosciuta durante, per esempio, una ispezione in ambiente scolastico, ce ne sono due che non vengono riconosciute all’esame del capo. Dalle esperienze dei nostri medici scolastici in ogni ispezione in una scuola della nostra città ci si può aspettare di trovare almeno una decina di casi di pediculosi.

I periodi peggiori sono quelli di inizio scuola, anche perché tra settembre e ottobre e in primavera i pidocchi hanno il clima migliore per riprodursi; inoltre al rientro dalle vacanze di Natale o di Pasqua. All’inizio della scuola bisognerebbe esaminare i capelli del bambino tutti i giorni, durante l’anno almeno due volte la settimana.

COME FARE IL “TRATTAMENTO”

Il più importante passo nel trattamento dell’infestazione da pidocchi è trattare la persona e gli altri membri della famiglia della persona coi pidocchi con farmaci che uccidono i pidocchi. Lavare gli abiti e la biancheria da letto usati o in contatto con la persona infetta negli ultimi due giorni prima del trattamento.

Trattamento della persona infestata: richiede l’uso di un farmaco prescritto o di automedicazione  (da banco). Seguire queste tappe:

- prima di applicare il trattamento, rimuovere tutti i vestiti;

- applicare il pediculicida secondo le istruzioni dell’etichetta; se il bambino ha capelli lunghi (oltre le spalle) potreste dover usare una seconda confezione; fate attenzione alle istruzioni sul tempo di applicazione e alla raccomandazione o meno di spazzolare i capelli dopo il trattamento; NON USARE CREME DISTRICANTI O COMBINAZIONI SHAMPOO CREMA PRIMA DEL TRATTAMENTO; non lavare i capelli per uno o due giorni dopo il trattamento;

- fate sì che la persona infestata si metta vestiti puliti dopo il trattamento;

- se dopo 8-12 ore i sintomi persistono, il trattamento potrebbe non aver funzionato; consultare il proprio medico per trattamenti differenti;

- i pettini a denti fitti dovrebbero essere usati per rimuovere lendini e pidocchi dai capelli; anche molti pettini antipulci per cani e gatti sono efficaci: si tratta di pettini di metallo; in genere in farmacia trovate il pettinino Chicco, in plastica, i cui denti prima o poi si rompono. Su internet si trova in vendita un  pettine di metallo con denti fitti e lunghi, come quello contenuto nel cofanetto Pidok, ma non abbiamo notizia di qualcuno che l’abbia comprato on line. In alcune farmacie della nostra zona potete trovare un pettine di acciaio coi denti lunghi e stretti e con una struttura a spirale particolare: si chiama Assy e attualmente è il migliore.

 

- dopo il trattamento, controllare pettine e capelli con un pettine a denti fitti per rimuovere lendini e pidocchi per 2-3 giorni. Continuate a controllare per 2-3 settimane finché non si è sicuri che lendini e pidocchi sono spariti.

Il trattamento andrebbe ripetuto dopo dieci giorni. In ambito ospedaliero si usa ripeterlo il terzo e il decimo giorno dopo la prima applicazione. Più avanti trovate un elenco dei prodotti e degli strumenti in commercio.

Trattamento della casa: i pidocchi non sopravvivono a lungo fuori dalla testa di una persona infestata poiché non possono nutrirsi. Tuttavia per evitare la reinfestazione da pidocchi sopravvissuti su vestiti o cuscini è indicato fare le seguenti cose:

- lavare a macchina tutti i vestiti lavabili e i lenzuoli e asciugamani usati dalla persona infestata nei 2 giorni prima del trattamento; usare il ciclo ad acqua calda oppure aggiungere Aftir gel al detersivo (almeno mezzo tubo); se avete l’asciugatrice è bene asciugare a caldo per almeno 20 minuti (ciclo breve);

- lavare a secco i vestiti non lavabili (cappotti, cappelli, sciarpe) oppure sigillare vestiti non lavabili a secco ( peluche, pellicce, strisce di pelo dei cappucci, paraorecchie ecc...) in una busta di plastica per due settimane: in due settimane i pidocchi, ma anche le uova, sono generalmente morti.;

- immergere pettini e spazzole in alcool denaturato, lysoform, o lavare con sapone e acqua calda;

- passare l’aspirapolvere su mobili e pavimenti; il rischio di essere infestati da un piccolo pidocchio caduto sul sofa è molto basso, per cui può essere sufficiente passare l’aspirapolvere solo nei luoghi frequentati spesso dalla persona infestata; non usare pesticidi spray: possono essere tossici se inalati o assorbiti attraverso la pelle.

PERCHE’ UN TRATTAMENTO POTREBBE NON FUNZIONARE

- non si seguono le istruzioni correttamente: errori comuni sono:

     - bagnare i capelli prima di applicare il trattamento: diluisce la medicina;

     - usare districanti prima del trattamento: interferisce con lo stesso;

     - il trattamento viene lasciato agire troppo poco tempo;

     - shampoo dopo il trattamento: non rilavare i capelli per uno o due giorni;

     - quantità inadeguata: capelli più lunghi richiedono quantità più elevate;

     - nessun uso del pettine: usare pettini a denti fitti aiuta significativamente;

- il trattamento non è efficace (resistenza): se il trattamento non uccide nessun insetto in 24 ore, la resistenza è probabile; se alcuni insetti rimangono uccisi in 24 ore, la resistenza probabilmente non è presente; in Italia la resistenza non è dimostrata, per ora. Lo è invece, per esempio, in Galles.

- il trattamento uccide gli insetti ma non penetra le lendini: è difficile per i pesticidi penetrare nelle lendini; le medicine possono uccidere gli insetti vivi ma non le lendini che sono dure e coriacee e ci vuole del tempo perché il farmaco ne attraversi il guscio; applicazioni troppo brevi sono inefficaci sulle uova; alcune mamme lo scorso anno hanno usato l’espediente di una cuffia da doccia sui capelli durante l’applicazione per migliorare l’efficacia del prodotto sulle lendini. Comunque questa resistenza delle uova è il motivo per cui si raccomanda la ripetizione del trattamento.

- nuova infestazione: si può rimanere infestati nuovamente, per esempio da un compagno di giochi; per questo motivo è fondamentale la collaborazione e la solidarietà tra i genitori nel sorvegliare il proprio bimbo e avvisare gli altri genitori in caso di infestazione. Se non lo si fa il proprio figlio, una volta liberato dai pidocchi, li riprenderà altrettanto facilmente appena torna a scuola! Diamo modo invece agli altri genitori di controllare subito i propri bambini, in modo da bloccare il diffondersi di questi fastidiosi insetti.

COME PREVENIRE L’INFESTAZIONE

I pidocchi sono diffusi comunemente per contatto testa a testa e meno frequentemente da pidocchi caduti dalla testa su vestiti, divani ecc... Come misura a breve termine per il controllo di un epidemia di pidocchi, in scuole, campi estivi o altro, si possono seguire questi consigli:

-lavare i capelli ai bambini molto spesso: almeno tre volte la settimana. Il lavaggio non serve a prevenire l’arrivo dei pidocchi, ma ad eliminare l’eventuale pidocchio prima che possa deporre le uova sulla testa del bambino.

- evitare contatto testa a testa, comune durante il gioco a scuola e a casa (sport, feste, campi gioco);

- non prestare / chiedere in prestito abiti come berretti, sciarpe, fasce, uniformi o cappotti;

-non ammucchiare i propri vestiti con quelli degli altri bambini, evitare di gettarli disordinatamente a terra o su banchi; (sarebbe opportuno che ogni bimbo avesse a scuola il proprio appendiabiti numerato)

- non prestare / chiedere in prestito pettini o spazzole;

- non usare letti, cuscini, divani, sdraiarsi su tappeti o animali di peluche tranne che in casa propria;

-diffondere l’informazione tra le altre mamme quando si riscontra l’infestazione del proprio figlio: questo aiuterà tutte a individuare e trattare TUTTI i bambini infestati per evitare che continuino a passarsi gli insetti tra loro.

Nel paragrafo dedicato ai prodotti trovate anche le considerazioni su quelli per prevenire l’infestazione.

I FAMILIARI

I familiari sono a rischio molto elevato. Bisogna sempre controllare accuratamente anche i fratellini e i genitori dei bambini quando c’è notizia di un caso di  infestazione a scuola: si potrebbe trovare l’infestazione in un genitore e non nel bambino, per esempio (è successo). Chiedete al vostro pediatra se consiglia di trattare o no anche i familiari che non sono certamente infestati. Nella nostra esperienza di mamme ci è capitato di prendere i pidocchi dai nostri figli. La diceria che i capelli tinti o trattati siano esenti da infestazione è certamente falsa: l’anno scorso due di noi mamme (Scuole Bombicci) con i capelli regolarmente tinti hanno preso i pidocchi dai loro figli.

GLI ANIMALI DOMESTICI NON PRENDONO I PIDOCCHI UMANI.

 

BAMBINI CON MENO DI DUE ANNI E MAMME IN ATTESA

I bambini sotto i due anni è meglio che non siano trattati con i farmaci antiparassitari. Per loro e per le mamme in attesa si utilizzano solo i trattamenti meccanici e a base di oli vegetali: aceto di vino, pettine a denti fitti, oppure il  cofanetto Pidok (piuttosto caro). Non sono efficaci come i trattamenti antiparassitari e debbono essere ripetuti molto di frequente. E’ opportuno chiedere consiglio al pediatra.

Recentemente è entrato in commercio un trattamento meccanico con un prodotto che stacca le lendini dal capello in modo da poterle rimuovere meglio. Mostrate questo opuscolo al vostro farmacista e chiedetegli se ne dispone.

 

I PRODOTTI IN COMMERCIO

(attenzione: i prezzi potrebbero essere variati!)

In Italia abbiamo in commercio prodotti a base di piretrine naturali, di piretrina sintetica (permetrina) o di malathion.

Le prime due sono meno efficaci, però hanno anche meno effetti indesiderati; il malathion è più efficace, ma di odore assai sgradevole e alle dosi utilizzate non dovrebbe avere effetti tossici. Questi sono i prodotti più comunemente reperibili:

AFTIR  GEL: prodotto di trattamento a base di malathion. Costo euro 12,90. Un tubo basta per due applicazioni su capelli corti. Ha un odore molto sgradevole, ma è rapido e molto efficace

Viene consigliato di eliminarlo dopo l’applicazione con AFTIR SHAMPO che faciliterebbe anche l’eliminazione delle lendini. Costo euro 11,90 (comunque non sostituisce l’uso del pettinino a denti fitti).

MILICE schiuma termosensibile. Prodotto a base di una miscela di piretrine. Costo euro 13,90. Una bomboletta basta per tre o quattro applicazioni su capelli corti. Ha il vantaggio di essere molto facile da usare, ma nella nostra esperienza è meglio prolungarne l’applicazione per almeno 40 minuti. Le piretrine sono meno tossiche del malathion e il prodotto ha un odore molto meno sgradevole, ma sono meno potenti del malathion.

NIX crema liquida 1%. Prodotto a base di permetrina, una piretrina sintetica. Costo euro 8,29. Si trova in commercio con meno facilità, è forse leggermente meno efficace dei due precedenti, ma di odore meno sgradevole. Nella confezione è contenuto un buon pettinino a denti fitti di plastica.

MOM prodotto  usato più frequentemente per i pidocchi del pube. Poco usato rispetto agli altri. Non ne abbiamo esperienza diretta.

PIDOK: cofanetto contenente un flacone da 150 ml di lozione schiumogena, lente di ingrandimento, pettine di acciaio a denti lunghi e fitti. La lozione è a base di trietanolamina e di non meglio specificati “derivati dalla noce di cocco”. Si tratta sostanzialmente di un metodo meccanico, a bassa efficacia, che non uccide gli insetti, ma serve per levare i pidocchi e le lendini uno ad uno meccanicamente. E’ un metodo laborioso e da ripetere molto spesso, ma indicato per bambini piccolissimi e per mamme in attesa che non possono usare gli altri prodotti. Costo: è il più caro di tutti e costa 17 euro circa.

PRE-AFTIR  SHAMPO E SPRAY: prodotti cosiddetti preventivi a base di lavanda, citrus, rosmarino, olio di geranio, ma i principi attivi sono probabilmente il benzil salicilato che favorirebbe il distacco delle lendini dal capello e il dimeticone che viceversa renderebbe difficile per le femmine l’attaccare saldamente le lendini stesse al capello.

Gli altri prodotti che vorrebbero essere preventivi, per esempio il pubblicizzato Olio Dipid ed il Thea tree oil, sono analoghi ed utilizzano soprattutto l’effetto “repellente” di sostanze odorifere.

Non disponiamo di informazioni certe sulla loro efficacia, anzi in tutti i lavori che abbiamo letto si sottolinea che non esistono prodotti  di dimostrata efficacia per trattamenti preventivi. Qualche mamma tra noi li usa e ne è soddisfatta.  In ogni caso non sono tossici, quindi male non fanno.

SI RACCOMANDA IN GENERE, QUALUNQUE SIA IL PRODOTTO USATO, DI:

- non usare quantità esagerate di prodotto e non fare trattamenti “preventivi” con antiparassitari: nessun trattamento farmacologico è in grado di prevenire le infestazioni; questi farmaci sono insetticidi e possono essere pericolosi se usati male;

- non trattare una persona infestata per tre volte di fila con lo stesso trattamento se questo non funziona: consultare il medico per medicazioni alternative;

- non mischiare più prodotti.

 

***
Questo materiale informativo è stato redatto a cura di alcuni genitori che sono anche medici. Il materiale è stato tratto da riviste mediche, libri di testo, dall’Informatore Farmaceutico e dai siti del Ministero della Salute italiano e della CDC, organizzazione governativa degli USA. Chi desiderasse approfondire l’argomento può richiederci la bibliografia tramite i rappresentanti dei genitori nel Consiglio di Circolo.

 

sabato 13 ottobre 2007

MANDATI E MANDANTI


ok, la notizia è questa: il collega indagato prima di me si è rifiutato di fornire spiegazioni. Ha detto solo che lui ha prescritto in scienza e coscienza e nel rispetto delle normative. E la capa dei controllori della prescrizione ha risposto: va bene, prendiamo atto, vorrà dire che troveremo un altro modo per fare gli accertamenti che ci è stato demandato di fare.


Ora, mio marito sostiene che è stato uno sciocco.


Si può discutere sul metodo, sui mandati nascosti, ma non si può discutere sul mandato palese. Mi spiego: il mandato palese è " in base alla legge dobbiamo fare dei controlli, quindi vi chiediamo gentilmente  queste spiegazioni in nome della collaborazione tra medico e AUSL".


I mandati nascosti sono: "abbiamo avuto incarico anche di farvi capire, mentre si fa quella cosa che s'è detto, che la dovete piantare di sentirvi padroni del vostro lavoro e delle vostre decisioni, di farvi capire che vi inchioderemo a una qualche responsabiità che ci permetterà di farvi il c* se non vi decidete a fare posto alle direttive aziendali mettendole prima di ogni altra cosa, o almeno alla pari con l'interesse del paziente, invece che in fondo alla lista come fate ora; abbiamo avuto mandato di farvi capire che possiamo dimostrare che siete degli ignoranti, dei faciloni, negligenti, imprudenti e imperiti, e che quindi abbiamo noi il coltello dalla parte del manico poichè abbiamo in mano i dati sul vostro lavoro e possiamo, se vogliamo, incollarli insieme in modo da mettervi alla gogna, abbiamo avuto incarico di ottenere la vostra sottomissione con le cattive, visto che non avete voluto offrircela con le buone"


Ora, il collega ha rifiutato il mandato palese, pensando così di rifiutare i mandati nascosti, ma temo abbia fatto il loro gioco. Gli ha lasciato in mano la loro arma, il mandato palese, di cui possono servirsi ancora per attuare i mandati nascosti. Di cui non so neppure se tutti loro sono consapevoli. Sapete, la gente spesso è stupida, anche quelli molto intelligenti riescono ad esserlo, si lasciano pigliare per il naso, abbindolare, e finiscono col fare, in buona fede, il lavoro sporco per qualche consulente bocconiano di "gestione delle risorse umane".


Io intendo invece accettare il mandato palese, e metterli in buca sui mandati nascosti, solo che è più difficile. Potrei semplicemente dirlo in faccia, ma come dimosrarlo?


Potrei, come sto facendo, cercare di inserire questa squallida vicenda in una trattativa sindacale, potrei mettere in evidenza la loro malafede, ma come?


Come farli scoprire?


Il prrof ha ragione: è una lunga guerra. Su tutti i fronti. E non ci sono retrovie, qualunque illusione possiate farvi.

mercoledì 10 ottobre 2007

Oggi riunione coi colleghi. Abbiamo deciso una iniziativa di audit interno, molto carina, se posso esprimermi, un cambio nella gestione delle sostituzioni, rimpinguato la cassa comune per le piccole spese e discusso approfonditamente sulla nostra prescrizione in rapporto alle note AIFA.


Domani sera la mia collega mi aiuta a ricontrollare le famose, ormai, relazioni, sabato mattina il ns. collaboratore/manager ed io prepariamo gli allegati, luunedì mattina consulenza col radiologo, lunedi pom  o martedì ci troviamo coi sindacalisti, mercoledì l'ultima stampata, giovedì mattina la consegna.


E così la prima tappa sarà finita.


Poi saprò se mi consegnano alla commissone distrettuale, la quale riesaminerà il tutto insieme alle mie controdeduzioni ed eventualmente farà la segnalazione al direttore di distretto, il quale deciderà quali eventuali sanzioni applicarmi e se deferirmi, se ho ben capito, ad una commissione regionale. Insomma, una roba che andrà avanti per parecchi mesi. Oppure potrebbe fermarsi qui. Ma io non ci credo. Non si mette in piedi un ambaradàn del genere per archiviare tutto. Figuriamoci.


No, questa è solo la prima mossa della partita, e così ha ragione il Collega sindacalista che dice di non sparare tutte le cartucce subito ma di prevedere una lunga guerr afatta di diverse battaglie?


O ha ragione l'altro Collega che dice che dovrei approfittare dell'occasione per evidenziare come lavoriamo e cosa facciamo e come siamo bravi eccetera eccetera?

domenica 7 ottobre 2007

La situazione più imbarazzante da giustificare è questa.


Nel 2005 ho presscirtto ad una simpatica anziana signora il doppio dei farmaci per l'osteoporosi che le servivano. Quando la Capa dei controlprescrittori me l'ha detto sono rimasta sbaloridta. ma come? Ma non è possibile! La prima cosa che ho fatto, tornata in studio, è stata di controllare, e poi di andare a parlare con la signora.


Siete padroni di non crederci, ma è andata cosi.


Nel 2005 il marito è stato molto male e la signora ha passato il suo tempo tra casa e ospedale ad assisterlo.


Non poteva venire in studio da me per le ricette dei moltissimi farmaci che prende, così incaricava sempre qualcuno: una delle cognate, uno dei nipoti, è una famiglia di almeno una trentina di persone, sapete, noi terronacci abbiamo la mania della famiglia, dei figli e via dicendo.


Quando venivano in studio si portavano dietro il cartoncino con la lista dei farmaci e poi portavano alla signora le ricette. Lei mandava qualcuno in farmacia e le portavano la sportina. E lei l'apriva e diceva: mannaggia!


C'er sempre qualche farmaco "scarso" e qualcuno "troppo abbondante". Ma lei metteva nella credenza, in ordine, e andava avanti dicendo: la prossima volta che vado dalla dottoressa glielo dico.


Uno si chiede: ma insomma, non ci guardava alle ricette prima di mandarle in farmacia? e non poteva mandare un biglietto alla dottoressa con sopra quello che le voleva far sapere?


Sapete cosa? La signora non sa leggere. E nemmeno scrivere. Mannaggia, mi ha detto, ma lo sa che è proprio un continuo problema?


 

sabato 6 ottobre 2007

Ho letto qui.  Le ultime cose che ha scritto la nostra amica su come i familiari dei malati vengano ritenuti più necessitosi di "informazione" che di una mano concreta d'aiuto. E ho riflettuto.


MA IO QUESTO VOGLIO SAPERE: PERCHE' COSI' POCHI CITTADINI - PAZIENTI SI INCAZZANO PER COME VENGONO TRATTATI? LA REAZIONE MEDIA DEI MIEI PAZIENTI E' STATA: COSA HO FATTO? HO FATTO QUALCOSA CHE NON VA? MI SPIACE, DOTTORESSA, MI DICA COSA HO SBAGLIATO.


SENSO DI COLPA DI M.

Io non capivo perché mi chiedessero conto di una terapia data ad una paziente che ha addirittura l'esenzione per la  patologia specifica relativa. Poi ho capito! Ideo! mi s'é allumato il lume! Ne ho prescritto 32 scatole in 29 mesi! sia mai che la signora in questione, che abita in aperta campagna e ci  ha una atrite reumatoide e NON ci ha la patente, tenga in casa tre scatole in più di farmaco!!!!


Potrebbe rivendersele per arrotondare, sai questi pensionati miserabili non si può mai sapere che ti combinano.....


Meditate, gente, meditate.....

ok, è ufficiale, il mio sostituto non sa usare i fans.


che faccio?

giovedì 4 ottobre 2007

Sanno, quelli della destra forzista, che se passa questa finanziaria orientata al sostegno delle fasce sociali più deboli,  il consenso verso Prodi crescerà, e siccome non hanno argomenti per contrastarla che facciano presa sull'opinione pubblica, giocano al discredito con slogan vuoti di senso ma molto, molto ben progettati da qualcuno che di  gestione del consenso e di programmazione neuro linguistica ne sa.
Questa mattina nel dormiveglia mi chiedevo: Bentalina, Bentalina, cosa mi ricorda? Ecco, negli anni ottanta c'era un farmaco in predicato per la terapia della cataratta, prima che la tecnica chirurgica  di estrazione intracapsulare con impianto di lente intraoculare  ne rivoluzionasse l'approccio. Si chiamava bendalina. Fu un flop. La chirurgia è meglio. Non sempre, ma per la cataratta lo è.

... MINUTO PER MINUTO ...


... sono a 48 su 53, gli altri cinque non hanno ancora portato la documentazione, e poi sono a buon punto con la relazione analitica generale. Aggiungerò una letterina d'accompagnamento, tanto per ricalcare fino in fondo la "loro" modalità. Spero che non colgano l'ironia...  e mancano tredici giorni.

RIFLESSIONI FESTIVE


Oggi da queste parti è la festa del Santo Patrono. Ergo, ho dormito sino alle dieci. Poi chiacchiere e caffè col marito. Che si è raccomandato: vedi di finirlo presto sto lavoro e di metterci una pietra sopra, ché non se ne può più.


Ieri ho cominciato la relazione sull'analisi generale della prescrizione. Ho tirato fuori dei dati interessanti. Se non fossi tanto irata per le insinuazioni di comparaggio e di malpractice che traspaiono dalla "loro" analisi, mi starei divertendo anche tanto. E' un'occasione di riesame del lavoro svolto veramente ghiotta.


Dal punto di vista clinico non sono malaccio, ma si può far di meglio. Dal punto di vista "scartoffiaceo" non ho perso il mio tocco anche se non mi occupo di amministrazione scolastica almeno almeno dal 92. però questa Scuola di Alta Formazione in e-health mi sa che mi casca come il cacio sui maccheroni. Dobbiamo, ripeto dobbiamo imperativamente capirci qualcosa di più del governo clinico e soprattutto riuscire ad influirci, a travasarci dentro le nostre competenze ed il nostro livello di professionalità.


Alla prima giornata inaugurale il prof Moruzzi ha detto delle cose illuminanti. Ci ha ricordato l'analisi niciana della rivoluzione industriale. Gli artigiani travasarono nella nascente industria le loro competenze e ne ebbero in cambio la mortificazione del loro orgoglio professionale. Ma la produzione dei beni divenne "di massa" e se la qualità venne abbassata, la quantità fu tale da soddisfare le necessità di strati della popolazione che altrimenti ne sarebbero rimasti esclusi.


L'operazione attuale è, nelle intenzioni, quella di industrializzare l'assistenza medica, di abbassare i costi stabilendo dei Livelli Essenziali di Assistenza, i LEA, se ascoltate bene i telegiornali qualche volta ne sentite parlare, e delle linee guida di lavoro a cui tutti i medici si debbano adeguare. In questo modo si alza il livello degli incompetenti, si solleva la qualità di certe sacche geografiche se mi spiego, ma si crede di doverlo fare schiacciando l'orgoglio professionale dei medici, facendoli gestire da Infermieri e Farmacisti, e stroncando i picchi di qualità, perchè sono più costosi dei LEA.


Fin qui le intenzioni. Ma.


Ma oggi come oggi LA GENTE PARTECIPA A PRODURRE LE COSE DI CUI HA BISOGNO. Vi faccio l'esempio portato da Moruzzi: il sarto. Una volta il sarto ti diceva lui come andava fatto il vestito. Al limite tu gli dicevi se lo volevi estivo o invernale, sportivo o elegante. Lui ti tirava fuori le stoffe, te le metteva vicino alla faccia, e ti diceva: ecco, per lei queste vanno bene, e tu annuivi, e poi ti prendeva le misure e ti diceva. Per la sua figura io vedrei bene un taglio così e cosà, glielo metto in prova per il giorno tale. E tu dicevi si, e uscivi congratulandoti con te stesso, che bravo sarto che ci ho.


Oggi lo sapete che le cose vanno diversamente. Se andate dal sarto, quelli che se lo possono permettere, lui vi offre una vasta gamma di possibilità di scelta, si informa sulle vostre preferenze in fatto di colore, tipo di stoffa, pesantezza, stile, e organizza, in realtà, i vostri desideri in modo che la costruzione del vestito è frutto di una partecipazione di entrambi: lui con le sue capacità di sarto, voi con il vostro indirizzo progettuale.


La stessa cosa se chiamate un imbianchino. Quando arriva siete voi a scegliere i colori, o la carta, e lo stile, e il costo, eccetera eccetera. Partecipate, sempre, alla produzione delle cose di cui avete bisogno.


E nella medicina dovrebbe o potrebbe forse essere diverso? Macché!! Il paziente oggi si informa, va su internet, vuole capire, conoscere le alternative, non vuole un medico paternalista, io ti dico e tu fai, io prescrivo e tu assumi, ma vuole un vero e proprio "navigatore" nella giungla della diagnosi e cura, vuole essere sicuro di avere esperito tutte le strade, possibilità, eventualità, vuole risolvere il suo problema, si, ma lo vuole fare anche a modo suo, secondo i suoi principi. E' la rivoluzione della comunicazione, che sia benedetta, la rivoluzione delle reti.


Ora, questa gente retrograda non capisce un maledetto accidenti di tutto questo. Vuole tagliare la professionalità, stroncare l'orgoglio professionale per poter gestire come più gli aggrada la prescrizione. Sono degli idioti.


La strada che veniamo trascinati a percorrere è altra, è quelladfi una formazione continua che trascini verso l'alto la competenza professionale media, che trascini verso l'alto la capacità di comunicazione media del medico.


E il controllo della spesa, allora?


Signori, si possono fare delle scelte politiche. Si possono fare. Si decide: questo possiamo fornirlo e questo no. Lo si comunica alla cittadinanza e ce ne si assume la responsabilità


Ma no, la cosa che vogliono fare è questa: fare le scelte politiche,e poi premere sul medico perchè menta al cittadino contrabbandandole per scelte cliniche. Ti do questa terapia perchè è la migliore, non perché costa meno. Non ti do questa terapia perchè non ne hai bisogno ed è pure dannosa, non perché costa cara.


E intanto così si imbocca una deviazione pericolosa, che è quella dell'incremento dei costi per fini impropri. Il medico prescrive accertamenti superflui allo scopo di documentare l'aderenza della sua prescrizione alle note AIFA. Che costano. Ma ci vorranno degli anni eprché lorosignori lo capiscano, e poi reagiranno scompostamente, more solito.


Io sono disponibile a seguire le direttive aziendali sulla spesa, come ho sempre seguito tutte le direttive aziendali, in fin dei conti lavoro per loro, sono un medico dell'azienda usl,  ma non a raccontare balle ai pazienti, perché prendo sul serio i miei impegni, e il primo impegno che ho preso è quello di non raccontare balle ai pazienti. Che alla fine sono quelli dalle cui tasche viene il mio stipendio, quindi che l'Azienda non si provi, come ha fatto in passato, ad accusarmi di sputare nel piatto da dove mangio. Semmai sono loro a sputare nel piatto da dove mangiano, il piatto rifornito principescamente dal cittadino contribuente.

mercoledì 3 ottobre 2007

ORA, DICIAMOLO...


....se io non sono neppure lontanamente un medico massimalista, se ho una percentuale di pazienti veramente ammalati così alta, probabilmente un motivo c'è. Ho proprio un carattere di m.


COSA NE DITE DI QUESTA? ME LA PASSANO?



Non ho i dati completi riguardo al signor Caio. Si trattava di un paziente assi difficile. Ipercolesterolemico con una forte familiarità per malattie vascolari, aveva avuto diverse crisi sincopali; fumatore, ipertensione sistolica che si accentuava sotto sforzo, con moglie con diabete mellito di tipo 2 obesa, non accettava neppure di mettere in discussione le sue abitudini alimentari. Il signor Caio non desiderava eseguire i necessari controlli per la rivalutazione del suo rischio cardiovascolare globale. Dopo aver concesso un certo numero di rinvii ho deciso di non trattare oltre. Non ricordo esattamente cosa gli ho detto, ma deve essere stato più o meno: se non mi porta questi esami la medicina del colesterolo se la va a far prescrivere da qualcun altro. Lui mi ha preso in parola.


Non intendo ricontattarlo per tornare sull'argomento.


martedì 2 ottobre 2007

SEGUE TUTTE LE RELAZIONI MINUTO PER MINUTO..


.... oggi siamo a 42, altro numero significativo.....

e se poi qualcosa non me lo ricordo, gli scriverò così: non mi ricordo perchè ho dato questo farmaco a questa signora e non glielo vado a chiedere perchè mi ha revocata perchè ho rifiutato a lei e a suo marito dei certificati per malattia di favore. e tra l'altro è proprio andata così.



SAPETE UNA COSA? FACESSERO MO' COME GLI PARE, LORO E LA USL TUTTA INTERA.

lunedì 1 ottobre 2007

ECCONE UN ALTRO


Ho chiamato il paziente signor Tizio, a cui ho prescritto due confezioni di antintiammatori nel 2005 per un totale di circa 6 euro e ottanta centesimi a carico del contribuente italiano.


Il signor Tizio è nato in un paese in guerra. Sui suoi documenti c'è scritto che ha 40 anni.  Ma io non sono nata ieri. Così gli ho chiesto, a bruciapelo: ma lei, quanti anni ha? quelli veri, non quelli scritti.


 E a lui è scappato da ridere, e ha detto: non lo so, sono nato durante una lunga guerra, forse sono 46, forse sono 48, nessuno aveva il tempo di tenere questi conti, al mio paese, a quei tempi.


Poi abbiamo parlato un po' e gli ho raccontato della richiesta dell'Azienda USL, di documentare cosa lui ha e perchè gli ho dato le medicine, e lui ha detto, vi faccio una  traduzione con parole mie del suo inglese vestito di parole italiane,  che quando ha pagato l'affitto e le bollette rimangono circa duecento euro al mese con cui mangiare, lui sua moglie e i due figli, uno fa la prima media e uno ha due anni, questo mese, ha detto, ci è rimasta la fame.  Per comprare i libri, i quaderni e lo zaino al grande s'è fatto fare un prestito da un compaesano che ha un negozio di frutta e verdura, è un buon amico, glieli restituirà, ma non sa quando. Qualche volta si sveglia durante la notte e pensa che l'indomani andrà in comune a rompere tutto se non gli danno la casa, è in cima alla graduatoria, è vero, ma lo chiameranno, lo chiameranno e non lo chiama mai nessuno. Sua moglie non la vogliono a lavorare perchè ha un figlio piccolo, nessuno la assume, temono che si metta in malattia o, peggio, in maternità. E la notte lui si sveglia e dice a se stesso: col prossimo stipendio farò un esame, almeno quello più importante, perchè io lo so che sono malato, lo sento, e morirò giovane forse, ma se pago il ticket non posso pagare la spesa, così forse non morirò tanto presto, forse c'è tempo di aspettare un altro mese, un altro stipendio, ma i mesi passano e ogni mese c'è qualcosa. Dica a quelli che lo hanno chiesto che io non posso fare esami, anche se lei li chiede e so che ha ragione, ma non posso, però possono parlare con me, e dirmi come li dovrei pagare questi esami e cosa dovrei fare secondo loro. Perchè le medicine che lei mi ha  dato sono molto buone, sto molto meglio, e se può darmene ancora le prenderò volentieri, se io sto bene non basta questo a dire che la medicina va bene?


E ci ho pensato ed è proprio questo quello che scriverò, in allegato a "Signor Tizio, richiesta documentazione sull'uso di fans in osservanza alle note AIFA"