domenica 30 settembre 2007

TUTTE LE RELAZIONI MINUTO PER MINUTO...


... siamo a quota trentatrè. Numero medico per eccellenza ;).


 

ok, c'è questa signora, io sono convinta che abbia una pancreatite cronica e una cirrosi cardiogena, e la curo così.


Ma gli specialisti non sono dello stesso avviso. Le fanno tante ecografie e dicono ma guarda, sto fegato non sembra mica tanto malato, e poi le levano la colecisti e dicono ma guarda, credevamo che fosse piena di calcoli, invece è tanto tanto infiammata ma di calcoli non ne abbiamo trovati, e poi dopo averle levato la colecisti lei le coliche le continua ad averle tali e quali, poi le fanno una tac e trovano una piccola cisti nel pancreas, dicono sai, non è mica nulla, lo dicono fino a che lei una di quelle coliche non se la fa da ricoverata e allora , to', ma veh, si sta facendo una piccola pancreatite, ma chi l'avrebbe mai detto! e intanto le fanno le colonscopie e poi le gastroscopie, e poi le levano un polipino e le rifanno una gastroscopia e la ricoverano un'altra volta per una coronarografia.


La dottoressa Capsicum si limita a cazziarla perchè mangia troppo e male, a farla sorvegliare per controllare se beve, e invece non beve, ma si scompensa il cuore e così il fegato soffre peggio che se lei fosse una avvinazzata, e ci ha colesteroo e lipidi alti, così nella convinzione che si stia facendo dei calcolini di colesterolo nelle vie biliari alla fine si butta a darle il deursil e a controllare accuratamente la sua asma perchè ogni volta che peggiora o che si rifà una broncopolmonite il suo cuore destro si scompensa e il fegato sta peggio e si fa le sue coliche ed è tutta una cascata.


Adesso la dottoressa Capsicum deve spiegare perchè ha prescritto il deursil in assenza di una chiara diagnosi degli specialisti.


Eh, una chiara diagnosi di quale degli specialisti?


Comunque l'ultima ecografia, che però non si trova più, diceva chiaro e tondo cirrosi. Mannaggia, mi toccherà fargliela rifare l'ecografia, magari a spese mie.

CITAZIONE. (da qui)


Non copriva, la tovaglia ,
la tavola tutta.

Capisci ?

sabato 29 settembre 2007

Sono a ventitre su cinquantacinque. Ma che brutti pazienti m'hanno selezionato

E se fosse il citalopram?


Vedi le ispirazioni che ti vengono in rete. Epi ha vinto una scommessa sugli effetti secondari del citalopram. M'è venuto un lampo. Io ho una paziente con un problema gastrico, una contrattura della malora, palpabile, giuro, che va aumentando di settimana in settimana, e se fosse? Se fosse il citalopram? Ora vado a controllare, che magari le risparmio una gastroscopia.

giovedì 27 settembre 2007

Sono ancora in studio. Nella sala grande c'è una conferenza sulla terapia più recente del diabete. Fra poco vado a sentirmela.  Buona serata a voi.

Il lavoro procede. Ho cominciato a trascrivere le relazioni e sono a nove su cinquantacinque. Parallelamente sto lavorando all'analisi della prescrizione. Avevo tredici malati terminali in assistenza domiciliare integrata nel 2005. Brutto anno. Nel 2004 ne avevo sei, nel 2006 quattro e nell'anno in corso, per ora, solo due.


 Il 2005 è stato l'anno in cui ho scritto "Nessuno a cui parlare". Se non avessi avuto il blog, non so proprio come avrei fatto a digerire tutto quel dolore.


Questo però non lo si può scrivere nell'analisi della prescrizione.


Buona giornata a voi da Capsicum

mercoledì 26 settembre 2007

quando ero giovane, tanti anni fa, un mio amico dipinse di blù cina una panchina dei giardini margherita, la seconda o la terza, se ben ricordo, a destra dall'ingresso di porta santo stefano. sull'asfalto davanti alla panchina scrisse, in bei caratteri stampatello, "dipingo questa panchina per la mia amica mirta, a cui penso".


niente a che vedere, se vogliamo, con mirta ti amo, mirta sei una figa da urlo, mirta dalla ti prego, mirta 3msc, epperò, in certo senso, lo potremmo considerare un precursore, se non fosse per quel nomino antico, mirta appunto, come edvina, gisa, esilde, che le ragazze non portano più e se l'hanno avuto in sorte forse lo rinnegano in favore di un diminutivo più trendy, chessò, mimmi, titti, riri, alla moccia.


tutto questo per dire che sono andata a visitare mirta, oggi, ed ho parcheggiato in divieto di sosta, e e ho dato una cura per la sua bronchite e lei mi ha invitato ad andare a trovarla laddove s'è trasferita e vive nove mesi l'anno: in sudafrica.


se vengo fuori bene da questa faccenda la vado a trovare. se invece no potrei andare a vivere lì. chissà come li pagano i medici in sudafrica.

martedì 25 settembre 2007

Ecco, è arrivato il mio pz quello col trousseau, e la tac è brutta. Lui ha cominciato a parlare di notaio, della casa che non è ancora a suo nome, ma indivisa con la sorella, e della fratellanza  di cui fa parte nella sua parrocchia che comporta funerali, tomba, accompagnamento e luce perpetua, e poi ha detto che è stufo, e gli dispiace per il mondo e la natura per quanto è bella, ma faranno a meno di lui e pazienza. Allora, signori, rimettiamo i piedi in terra. Certi problemi non sono problemi. Un abbraccio da Capsicum

sabato 22 settembre 2007

Sono stati giorni convulsi di telefonate ai pazienti, di incontri con colleghi sindacalisti e non, di lavoro fino a tardi, e notti passate a pensare, rianalizzare, ricordare, ragionare. Alla fine sono arrivata a queste conclusioni provvisorie.


1- è vero che l'intento dalla azienda è probabilmente inquisitivo e intimidatorio, ma gli intenti poi cozzano contro le reazioni delle persone. Se reagisco dando per scontato questo atteggiamento aziendale in un certo s4nzo lo confermo e lo avvaloro. Invece io rimarrò nella posizione ùdi chi accetta un confronto. Ninete recriminazioni, ripicche, polemiche, nulla di questo. Gli fornirò le spiegazioni che mi hanno richiesto, con semplicità e con precisione.


2- alla loro analisi della mia prescrizione, e alle implicite insinuazioni di comparaggio che contiene, però, bisogna che io risponda. Come? Con una analisi della popolazione che ho in cura. Tanto per capirci loro mi accusano di usare troppi antipertensivi? e io gli dico quanti ipertesi ho, ed è un dato che corrisponde alle attese per popolazione e quindi documenta che ho ricercato e diagnosticato quasi tutti i casi di ipertensione statisticamente attesi per la popolazione che ho in carico. E poi gli dico anche i valori di ipertensione che ho raggiunto con le terapie, e gli dimostro che sono ancora troppo alti e che quindi non sto prescrivendo troppi antipertensivi: ne sto ancora prescrivendo troppo pochi.


Stessa cosa per osteoporosi, per bronchite cronica, per asma, per diabete mellito, per ipercolesterolemia, per artrosi e malattie reumatiche, cioè le patologie per cui mi accusano di spendere troppo.


3- allora dove sta il problema? Sta nel fatto che non sono neppure a un terzo di questo lavoro, che sono già passati dieci  dei trenta giorni a mia disposizione, che non sono stata un minuto coi miei bimbi in un periodo cruciale come quello della ripresa delle lezioni, insomma, è proprio una cattiveria questo termine così ristretto, una cattiveria fatta apposta per angosciare il medico e metterlo in condizioni di sudditanza psicologica. D'altro canto non voglio chiedere un rinvio perchè per il mese di ottobre-novembre ho un'altra cosa importante da fare e quindi meglio sarebbe aver concluso questa.


ok, così tanto per raccontarvi come va.


Poi da domani vi racconto qualche storia relativa alle precisazioni che mi hanno richiesto. Solo quelle delle persone che mi hanno autorizzato a parlarne, e naturalmente nel più assoluto anonimato, ma vi divertirete, vedrete. Non so come, ma sono riusciti a pescare dei casi veramente interessanti, di cui vale la pena di parlare. L'hanno fatto senza sapere. Loro hanno cercato dei casi in cui fosse verosimile che io avessi prescritto senza motivo, sulla base dell'età dei pazienti, del tipo di farmaci prescritto o di altri dati. Ma il motivo c'era, e c'era perchè si trattava di casi limite: patologie congenite mai diagnosticate prima dell'età adulta, malattie degenerative precoci, ipertensioni o bronchiti croniche o diabeti lasciate talmente a fottere che l'unica cosa di cui ci si può meravigliare è che il paziente sia ancora vivo per poterlo raccontare, malattie rare, o credute tali, e amenità simili.


Buffo, vero? Un abbraccio, more solito, da Capsicum

domenica 16 settembre 2007

Per prima cosa un immenso grazie a tutti. Non immaginate quanto mi sia di aiuto leggere i vostri commenti. Il sindacato ancora non mi ha detto nulla. Nel frattempo ho cominciato a preparare le relazioni. Per ora sono straordinariamente semplici. Grazie anche al mio modo pignolo e puntiglioso di lavorare, mi ritrovo con registrazioni accurate di ogni prescrizione con correlato il relativo problema medico.


In due giorni di lavoro sono già emerse due cose, oltre alla questione del consenso, che come previsto sis ta risolvendo in un appoggio veramente consolante da parte di tutti i pazienti finora contattati.


La prima è l'opportunità di corredare le relazioni  con un pochino di letteratura che documenti che non mi sto comportando da pazza. Credo che sfrutterò senza scrupoli i rapporti civili ed amichevoli che esistono con gli informatori del farmaco per chiedere a ognuno di loro materiale scientifico aggiornato e pertinente. Se dovessi farmi io le ricerche dovrei smettere del tutto di lavorare per il prossimo mese.


La seconda cosa riguarda i pazienti deceduti (due), quelli che si sono trasferiti (almeno uno) e quelli che mi hano revocata per un disaccordo proprio sulle loro terapie (altri due), e gli extracomunitari che per ora risultano revocati (forse assegnati ad altroi medico?) e sono diversi anche quelli. Come fare?


Trenta giorni passano in fretta. Questo mi preoccupa, ma anche mi consola.


Baci. Capsicum



P.S. no che non mollo, no. Se non altro per non deludere voi. Baci

venerdì 14 settembre 2007

E' inutile che mi lamenti, me la sono voluta. Chissà cosa mi credevo di fare, chissà chi mi credevo di essere a trattare ogni paziente come se fosse un paziente privato, di riguardo. Pensavo di fare la primaria, la professora.  Ho sbagliato in pieno. Nessuno dei miei colleghi lavora così: i dati parlano chiaro, credetemi. Mi sono messa troppo al di fuori delle medie, insomma era inevitabile che scegliessero me per il controllo.


Mi sono messa in testa che il servizio pubblico dovesse lavorare così, e i fatti dimostrano che non è vero, che il servizio pubblico non può lavorare così. Un po' perché  non se lo può permettere economicamente (non puo'?) e un po' perché bisogna mettersi d'accordo su come lavorare e farlo tutti allo stesso modo.


Nella logica del servizio pubblico ho sbagliato.


Però che peccato: mi veniva così bene.... avevo dei così bei risultati...


Per un po' mi sono illusa, ho sognato.


Mi sa che è giunto il momento di cambiare pagina, di chiudere. Forse anche col blog. Mica posso stare qui a scrivere piagnistei. Che palle sarebbe!


Ci penso.

ok, ho tempo sino al 17 ottobre (consegna delle relazioni il 18 ottobre).


Vogliono 12 relazioni semplici e 43 relazioni documentate. Per queste ultime bisogna contattare ogni paziente e chiedergli di fornire, gentilmente e in spirito di collaborazione col suo medico, le copie dei referti specialistici in suo possesso. La capa mi ha detto che 30 giorni erano quello che avevano concesso agli altri e che non potevano dare più tempo a me che a loro.  Ma come farò ad assistere anche i pazienti in questi 30 giorni?

giovedì 13 settembre 2007

NELL'AULA DEL TRIBUNALE , E FUORI...


 


Mei cari amici, eccomi di ritorno dalla seduta con il Gruppo Controllo Prescrizioni. Ho scritto una relazioncina per il sindacato, ma non sto ad annoiarvi con tutti i particolari. Vi basti sapere che ci sono due aspetti: quello della sostanza e quello della forma, ed infine uno che è sia formale che sostanziale.


Nella sostanza sono in grado di rispondere in modo assai soddisfacente a tutte le loro domande. Sia quelle di chiarimenti amministrativi che quelle di chiarimenti clinici


Per quanto riguarda i chiarimenti amministrativi, formali, mi chiedo che cavolo c'entro io con la determinazione esatta o meno del codice fiscale del paziente che è poi riportato nel tesserino sanitario: sta a vedere che mi debbo mettere anche a controllare che la ASL non si sia sbagliata, o che debbo pretendere che ogni volta la vecchietta mi porti l'originale del certificato di attribuzione del codice fiscale.


Poi c'è il terzo aspetto, su cui loro mi vorrebbero rassicurare, ma qui chiedo il vostro parere.


Vorrebbero che documentassi con le copie dei referti specialistici di ognuno dei pazienti da loro elencati la patologia in base alla quale ho fatto le prescrizioni. Ho detto: siete sicuri che non debbo chiedere prima il permesso al paziente? e se il paziente non me le volesse dare le copie dei suoi referti? E se mi dicesse: dottoressa, insomma, come si permette di discutere con gli amministratori e i farmacisti dalla USl delle mie malattie senza il mio consenso?


La capa della commissione ha detto testualmente: "ma questi sono dati già di proprietà dell'azienda USL" e io ho risposto: quelli che ha lei, si, certo, quelli che io dovrei ottenere dai pazienti però non sono mica dell'azienda: sono del paziente.


"Ma, interloquisce  una della direzione sanitaria, voi avete già il consenso del paziente a trattare e conservare questi dati!". Si, rispondo, però abbiamo un consenso limitato, per fini clinici. Certo non un consenso valido per portare in giro i loro referti, consegnarli a terze persone a loro insaputa,  discuterne, argomentarne, eccetera.


No, dice quella della direzione sanitaria, lei può stare tranquilla, non ha bisogno di alcun consenso informato.


Secondo voi lo debbo fare un quesito al garante della privacy o no? E se fossero i vostri dati, le vostre diagnosi, non vi chiedo se mi dareste il consenso: sono sicura che quasi tutti i pazienti mi darebbero, o daranno, il consenso senza problemi. Vi chiedo come vi sentireste se io usassi le notizie che vi riguardano senza prima informarvi e chiedervene il permesso.


Quando dico che sta gente mi mette in imbarazzo, intendo proprio questo, intendo.


Mah, intanto abbiatevi un abbraccio da Capsicum.

lunedì 10 settembre 2007

E' una bella giornata. Ho una visita a domicilio soltanto, ma prima vado a dare da mangiare ai figli. Non ho fatto la spesa, meglio che mi sbrighi. Buon dieci settembre a tutti.


P.S. mia zia parte domani in aereo per Londra. Nessuna difficoltà a trovare posto su un volo... Dita incrociate.

lunedì 3 settembre 2007

ok, sono convocata per il 13 mattina, ma non ho nessuna voglia di preoccuparmi. Mi dicono che nell'occasione potrò chiedere chiarimenti, ma non so se avrò voglia di farlo. Nel frattempo posso dire che fare ambulatorio con la consapevolezza di questo controllo è stato molto sgradevole. Ho riofiutato di visitare un paziente con la tessera sanitaria scaduta, cosa che in genere non faccio mai, ma se poi lo visito, stando alle regole non dovrei prescrivere nulla, oppure dovrei fargli pagare la visita e prescrivere a carico del suo paese di residenza, se italiano; se invece è straniero dovrei fargli pagare tutto. Quindi, caro signore, vada a fare i documenti e poi torni, se del caso. Oppure vada in P.S.: lì. per adesso, possono accettare tutti.


Alla signora di 52 anni con l'artrosi del polso sinsitro ho prescritto le fiale di orudis invece delle capsule. E a quella che voleva la ricetta della statina ho chiesto di aspettare l'esito degli esami.


Rinvii, rifiuti, e per cosa? Qualcuna di queste cose ha risolto un problema? No. Sono rimasti lì. Per la prossima volta. All'antica, all'insegna del mettici una pezza e vai.


Una volta il dovere del medico era di fare il suo lavoro a regola d'arte. Adesso pare che non sia più così.


Ne saprò di più dopo il 13 settembre.


Baci