venerdì 29 giugno 2007

una brutta giornata, oggi.
no, perchè mi sono successe delle cose belle, è vero. Ho trovato una socia per un lavoro, un tentativo per la verità, che mi interessa molto e a cui tengo. Ho inviato la proposta, fatto il tentativo, insieme a lei.
Ho mangiato un porcino fritto delizioso, assolutamente unico.
Ho avuto mio marito vicino,e questa è una cosa che non smette di farmi piacere.
Eppure è stata una brutta giornata.
uno dice l'alzheimer, non bisogna dar peso a quello che dicono i malati, non si rendono più conto, non sono più respnsabili, non sono più colpevoli.
Però ti fanno del male.
Ti fanno del male di proposito.
Se credono di poterne trarre un vantaggio, vai, ti passano addosso come schiacciasassi, menano botte da orbi, di gusto.
E tu hai voglia di dire: poveretto non capisce. Ti fa male. Potrebbe anche ucciderti. In senso metaforico, ma anche in senso reale. E' già successo, ad altri.
Tempo fa un novantenne in sedia a rotelle uccise la moglie coetanea nella convinzione che lei lo tradisse con un non meglio identificato amante.
Così non sottovaluto il male che mio padre ha cercato di fare a mio figlio. Posso aver pazienza quando riguarda me, ma se oggi l'avessi avuto davanti l'avrei menato.
Brutta malattia questa. Spero di morire prima o di morire senza.
Baci
Capsicum

giovedì 21 giugno 2007

SE QUALCUNO SI CHIEDE PERCHE' SCRIVO POCO


 


Ecco qui: ho ancora libri sparsi per terra e sui divani.


Il figlio della centenaria sta peggiorando, ha un linfedema ad entrambe le gambe da stasi nei linfonodi che sono pieni di recidiva di cancro, questo vuol dire che ha le gambe, i piedi, le cosce e le natiche e quasi fino alla vita piene d'acqua a livello tale da renderle enormi, molli, come cera tenera, se le tocchi ci rimane un buco profondo due centimetri. Non ha dolore. però è giallo. questo mi dice male sulle condizioni del suo fegato. Naturalmente  mi impegna.


La moglie dell'ex combattente si è rotta tre vertebre sollevando il marito dal letto e cambiandogli il pannolone. Adesso siamo piuttosto in emergenza, l'ex combattente è ricoverato e lei praticamente allettata, con un dolore preoccupante. Le ho messo more solito una terapia efficae per il dolore, l'ortopedico ha spalancato gli occhi quando l'ha vista, non per la disapprovazione, dato che ha confermato l'indicazione, e allora perchè? di questi tempi curare il dolore pare sia una cosa inusuale, tanto da destare meraviglia. Non impreco perchè sono una signora, stasera.


L'insegnante con mamma cattiva sta malissimo e io non trovo un buco da ricoverarla. Telefono, telefono e o mi si fanno negare, o sono in ferie, oppure mi fanno richiamare dall'infermiera per dirmi di no.  Vedi sopra.


Abbiamo una ondata di calore, da queste parti, non so da voi, e questo significa casini casini casini. Dare da bere aglio assetati è facile, dare da bere ai vecchi che non sentono più la sete, lì vi voglio!


Sul versante domestico la signora Karima mi ha piantato in asso senza preavviso perchè si sposa la sorella, niente da dire, però ha chiarito in modo inequivocabile che mentre le sue esigenze sono importanti, delle mie non gliene può fregar di meno, che mi fotta. Io sono nella cacca più totale, tanto arrabbiata che penso che cercherò qualcuno che la sostituisca.


Il figlio sta affrontando un esame piuttosto duro, io vorrei essergli d'aiuto, però in primis lui non ha voglia d'essere aiutato, in secundis non sono mai a casa e quindi... peggio che andar di notte.


per fortuna il marito tiene botta, che altrimenti.


ed entro la settimana prossima debbo aver finito il lavoro di cui al post precedente.


Ecco perché. Baci. Capsicum

ATTENZIONE, QUESTO BLOG CHIEDE AIUTO!


sto preparando una relazion/conferenzina sulla condivisione dell'esperienza umana e del dibattito bioetico nel web. sono gradite segnalazioni, autosegnalazioni, proposte, suggerimenti, tutto quel che volete/potete/vi sentite di offrirmi. E' un tema tanto grande che mi sento piuttosto inadeguata. E soprattutto non vorrei far dei torti, per ignoranza o disattenzione.


Baci


Capsicum

lunedì 18 giugno 2007

Continuo a seguire le prescreizioni del mio medico. Attività fisica due volte almeno alla settimana. Oggi mi sono scrocchiate tutte le vertebre.  La mia schiena neppure si ricordava che si potesse effettuare una torsione del genere. Spero che non se ne dimentichi da qui a mercoledì, povera vecchia schiena, o mi toccherà ricominciare da capo.

venerdì 15 giugno 2007

Volevo scrivere qualcosa sull'autismo, ma in realtà non si può scrivere. L'autismo non è una esperienza verbalizzabile. Non ci sono parole. Perchè non sono parole, sta prima delle parole, anzi, neppure prima, sta al posto delle parole.
Sto leggendo Hornby, e lui ha un ragazzino autistico ed ha scritto una cosa talmente illuminante, ma forse per voi non lo sarà, per me lo è, qualcosa di molto vicino a spiegare cosa sia l'autismo. Ecco, ve la riporto.

"Il vecchio cliché "non potevi inventarlo" è sempre scoraggiante per qualsiasi scrittore di romanzi: se non potevi inventarlo probabilmente non vale la pena di parlarne o di scriverne. Ma l'autismo è una cosa di cui vale la pena di parlare, non solo perchè colpisce un numero crescente di persone, ma per la luce che la malattia getta su noialtri tutti. E benchè sia prevedibile che i bambini autisctici abbiano dei comportamenti ossessivo compulsivi particolari, i dettagli di tali compulsioni e ossessioni sono comunque sempre inimmaginabili, e spesso affascinanti nella loro stranezza".


Essere autisti vuol dire non avere parole, essere al di fuori delle parole, pensare senza pensare a delle parole.
Oppure, io non lo so cosa voglia dire per gli altri, so cosa vuole dire per me.
ti guardi indietro e i tuoi ricordi non sono fatti di parole, ma della luce delle pietre, e dell'odore di quel particolare sole, e del brillio di un salto, del suono di una particolare impresa come scalare una montagna di lastre di marmo.
Hornby giustamente dice che non c'è nessuna cura.
Non c'è.
Chi oggi affermasse di poterti curare sarebbe un illuso, nella migliore delle ipotesi, un truffatore nella peggiore.
A volte si riesce ad entrare in un altro tipo di modalità di vita, a volte no. A volte si accende dentro di te, e non solo nella tua mente ma nella tua pelle, nel tuo naso, in tutto te, la capacità di vivere  in una modalità diversa, e si aggiunge alla tua esperienza un secondo strato, come una torta, prima la base, poi la crema, poi altro pan di spagna e poi la glassa. Altre volte rimane solo quel modo. Vedo un ragazzino che abita nei pressi del mio studio, lo vedo fermarsi con la bici in un modo strano, con una slittata con la polvere e la ghiaia e il piede destro così e quello sinistro cosà e la ruota della bici in un certo modo, e giunto al termine del gesto si ferma un attimo per memorizzare, direi, e per godere dell'istante, come ti invita a fare un istruttore di golf al termine dello swing, e il mio cuore balza e so che è bello quel momento.
Voi provereste pena per il ragazzino, io provo ammirazione, anche invidia a volte.
Ma certo sarebbe importante per lui diventare diverso, essere capace di altri tipi di comunicazione, ma soprattutto trovare un motivo per esercitare altri tipi di comunicazione. Sarebbe importante per i suoi genitori, per il suo futuro. Noi li aiutiamo questi ragazzi, gli stiamo vicino e li rispettiamo. Altri non ne sono capaci.
E' una tragedia, sia ben chiaro.
Una maledetta, disperante e interminabile frustrazione.
Però, come dice Hornby, è illuminante. Nulla della loro esperienza ci è veramente straneo, nulla.
E ora, tanto per essere chiari, io non sono una autorità sull'autismo. Neanche un po'. Non conosco le nuove teorie, ho letto qualcosa sulla ricerca di una base genetica per la situazione autistica, ma nulla di definitivo è ancora stato detto, a mio parere, e comunque quando sarà,  quando si troverà, se si troverà,  davvero la causa, il meccanismo e magari la cura, secondo me sarà come per la depressione, che una volta eri invitato a farti forza per uscirne, adesso si sa che se non ti pigli il farmaco hai voglia a farti forza!
Questo diventa un discorso confuso. Sicuramente qualcuno che legge ne sa più di me, può raccontare più cose, e con più cognizione di causa. Avevo solo voglia di parlarne. Perchè se uno ha un figlio autistico certo preferirebbe averlo normale, vederlo vivere come un ragazzo normale, ed avrebbe ragione. però, se uno ha un figlio autistico, lo sa che viverci insieme non è solo doloroso, frustrante, disperante, a volte è anche commovente, illuminante, profondamente emozionante. Ecco.


Poi, chiaramente, si sono, anzi ci siamo, gli asperger.

mercoledì 13 giugno 2007

naturalmente neppure i libri del marito ci stanno, nella nuova libreria (240x210).
Ma dove cazzo li tenevamo accatastati?

nei ventisette anni che stiamo insieme abbiamo comprato più cibo o più libri?
Siamo alla resa dei conti, io e il Libro. ormai è chiaro che non potrà essere contenuto nei due mobili gemelli alle mie spalle. Ogni angolo della casa  ne rimette alla luce dei frammenti, e le radici in cantina, neppure stavolta avranno lo spazio per tornare quassù, al secondo piano.
Trabocca sul divano alle mie psalle, e rivela pezzi non letti, rimasti estranei a me, e pezzi sgraditi, di quelli che Hornby consiglia di abbandonare, per carità, e pezzi dimenticati serenamente.
Ora, guardo su aNobii e vedo che in poche librerie vengono mostrati libri "abbandonati".
Ebbene, ne verranno fuori altri. Foirse sarà un bene liberarsene o forse sarà un bene tenerli, non si sa mai?
La tragica realtà è che questa mia è una malattia.
Forse un Club dei Lettori Anonimi non sarebbe inutile.

lunedì 11 giugno 2007

Mio marito ed io abbiamo comprato una nuova libreria. Altri 240 centimetri di libreria. Chiusa, come piace a noi, perchè i libri non si impolverino. Così s'è deciso che vada messa nella "sua" stanza e che sia riempita coi suoi libri. In cambio avrò la libreria gemella della mia nella stanza del pc, qui alle mie spalle. Questo permette un riordino generale, approfittando del quale uso aNobii per creare, infine!, un elenco dei libri in casa.
Ho riflettuto, analizzato e realizzato. Ci sono almeno duemila libri miei, in questa casa. Comprati da me. Poi probabilmente almeno altrettanti comprati dal marito. Mediamente i suoi sono più costosi.
I libri dei nostri genitori, in particolare dei miei, sono molti di più, ma non sono qui e non entrano nel conto. A dieci euro, in media, a libro, ecco perchè noi non abbiamo la casa al mare, un gruzzolo da parte, la macchina grossa eccetera.
Siamo dei miserabili drogati. Senza speranza perché senza alcun desiderio di disassuefazione. E stiamo allevando i figli nell'ignobile vizio. Ah, perchè anche le loro stanze traboccano di libri. Generi diversi, s'intende. Alex legge prevalentemente fantascienza e preferibilmente nella lingua di Albione. Andrea predilige i fumetti: sturmtruppen, peanuts,  corto maltese, asterix, e PK, e poi storie di fantasmi. Non li ho messi in conto, quelli. Altro che casa al mare! Una villa, ecco. Tutta di carta stampata.

venerdì 8 giugno 2007

Technorati Profile
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Sono lieta di comunicare, su sollecitazione di Tynna, che la Bella Signora Indomita è ancora al mondo, e che continua a battersi valorosamente. Tra una chemio e l'altra.
Baci
Ieri sera mi ha telefonato la mia madrina. Mi ha riassunto non brevemente gli accadimenti dell'ultimo anno. Molte cose tristi: la morte di due sorelle, un fratello che ha perso la vista, e dulcis in fundo il fallimento della casa editrice del suo piccolo libro di poesie. Le sono ritornati i diritti d'autore, dice, ma la maggior parte della tiratura è scomparsa, non si sa neppure dove. Ne ha ritrovato un certo numero di copie nelle librerie cittadine, poi più. Ha compiuto ottant'anni, si sente bene, solo molto stanca. L'altra mattina non le riusciva proprio di alzarsi. Ma, si sa, bisogna badare alla casa, al fratello, e non c'è nessun altro, solo lei.

Mi ha raccontato le novità riguardo ai nipoti. Uno  lavora sempre alla Bonelli (inventa e scrive fumetti, alcuni di grande successo); l'altro ha debuttato come tenore nell'Otello (in precedenza cantava da baritono, quindi ha interpretato sia Iago che Otello). Una nipote ha avuto un bellissimo bambino. Però sono partiti, sono andati via, tutti, nel continente, vendono le loro case, persino.

Come me.

Penso all'immensa libreria del suo babbo, alle lezioni di greco nel salotto, alla sua mano veloce che scrive nel mio quaderno, alla sua testolina bionda appena un po' ingrigita, al profumo del mare che entra dalla finestra. Molti anni fa.

lunedì 4 giugno 2007

Kilit mi ha mandato alcune foto che ha scattato ieri sull'Isonzo per me. Sono tanto belle che mi sono commossa. Grazie.


 

Sto sprofondando in aNobii.
In ottima compagnia, però.
Baci

sabato 2 giugno 2007

La mia amica spadaccina oggi ha detto, con tono molto materno: " Gli uomini sono esseri unicellulari. Non puoi aspettarti che arrivino dappertutto".

La stessa ha ispirato il famoso motto delle cinquantenni: "Chi mi ama mi segua pure, se vuole, ma senza rompere i coglioni"
nel futuro che s'apre le mattine
sono ancorate come barche in rada