giovedì 31 maggio 2007

e quando sarà il tempo d'esser minatori
i nostri pensieri non avranno bisogno
di nord e di sud, di est e di ovest.
sapranno la geometria dei ragni
e quella delle stelle

Oddio, non mi ricordo più di chi è. Montale? Gatto? Boh. quanto è brutto smemorizzarsi.

lunedì 28 maggio 2007

VITA NELL'HOSPICE

E così, dottoressa, non ci sono belle novità. Va sempre più male. Ogni giorno va un po' più male. Dimagrisce, non mangia. Oggi gli davo del gelato, la glicemia era quattrocento, così mi sono molto agitata, ma la dottoressa mi ha detto "lei alla glicemia proprio non ci deve pensare, deve pensare solo a quello che gli può fare piacere, e se gli va il gelato lei gli dia il gelato". E' stato molto difficile per me da accettare, da anni questa della glicemia era una attenzione importante, quante cose si è negato per via della glicemia, ora non mi riesce Di restare indifferente, ma comunque piuttosto che niente, almeno il gelato lo mangia, l'ha mangiato, stamattina, e c'è questo di buono in quel posto lì, che tutto quel che vuoi te lo danno. Il mangiare, qualunque cosa a qualsiasi ora, poi mi hanno lasciato a dormire lì per le prime due settimane, poi mi hanno detto ora che ha visto che sta bene, che è accudito bene, forse è ora di lasciarlo a noi per la notte e di tornare a casa a dormire, perchè lei qui non dorme proprio, ed è vero, dottoressa, lui ha un letto col materasso antidecubito, di quelli con l'acqua, e ogni piccolo movimento fa un fruscio, swusc, ed io mi sveglio di botto, così le notti che ho passato lì non ho dormito un gran che, poi trenta euro per notte, si, compresa la cena e la colazione, ma ti fanno pagare trenta euro per notte per dormire lì, così ho pensato ora va bene, per una notte provo a lasciarlo solo, sono andata via alle undici di sera, e il mattino dopo alle otto l'ho trovato bello, pulito, lavato, riposato, sereno, forse neppure s'era accorto che mancavo, da allora dormo a casa.
Si, è incredibile come siano tutti gentili, tutti gentili nello stesso modo, così ho pensato questi hanno una scuola, insomma una scuola in comune, per comportarsi tutti così uguali, la Scuola della Gentilezza per Medici e Infermieri, tanto che alla fine ti sembrano pure finti, e oltre alla gentilezza c'è tutta quella luce, le vetrate, il giardino coi leprotti, vivi, sa?, che corrono qua e là, prendono da mangiare le insalate, e tutto così pulito. Però. Però, dottoressa, però le camere si vuotano così in fretta. Siamo già i più vecchi lì dentro e molte camere si sono vuotate più di una volta, si riempiono e si vuotano, e al mattino ti alzi e la camera accanto, ecco, è morto. Anche stamattina c'era un morto. Ecco, questo, è tremendo, tutta questa bellezza, ma il posto è questo. E tra qualche giorno toccherà anche a noi, di andarcene, di vuotare la camera, forse la prossima volta che le telefono sarà questo che le dirò.

venerdì 25 maggio 2007

NEOLOGISMO AZZECCATO

Il marito sta leggendo un romanzo. com'è?, chiedo. e lui: sarà anche scritto bene, ma è di una luogocomuneria impressionante.
Ecco: che marito perspicace  ho!!

giovedì 24 maggio 2007

Buongiorno. Sono in pausa pranzo e navigo tra le onde virtuali.


Trovo un post da Sambigliong, questo:


e poi leggo tutti i commenti e vado dal laura e lory dove trovo questo.


Ho la mia opinione, e forse è una cavolata, ma chi si trovasse a scrivere con un linguagggio semplice e diretto, televisivo mi verrebbe di dire,  e contemporaneamente parlasse di cose coinvolgenti e avvincenti, che tocchino la vita della gente, o la sua fantasia, la sua quotidianità più sentita o il suo desiderio di fuga, forse potrebbe avere non dico lo stesso successo di Moccia ma qualcosa del genere. Chè Moccia in televisione se'è fatto le ossa, anzi l'orecchio. E poi ci sto ancora riflettendo su questa cosa. E' chiaro che una risposta non ce l'ho, ma se persino una lettrice ingorda come me fa fatica a trovare un libro degno non solo di lettura, ma anche di rilettura e ancora di rilettura, mi figuro come possa essere difficile per qualcuno che debba, prima ancora di gustare il libro, superare la fatica dell'attività di leggere.


Per capirci, avete mai provato a leggere libri in una lingua di cui conoscete poco, diciamo un migliaio di parole? Provateci. E' una fatica mostruosa. Ve lo garantisco.  Ebbene, per moltissimi dei nostri non lettori leggere un libro in italiano è una fatica così. Anche se noi, dall'altezza spocchiosa del nostro acculturamento, questa cosa non la vediamo e non la capiamo.


 


Aggiornamento: nei commenti ai due post citati si sta sviluppando una discussione bellissima! Baci

martedì 22 maggio 2007

Come le tracce nella rete


della vita i passati minuti


per sempre perderemo, desolati,


 e solo un sunto di noi resta:


 


una lunga molecola ritorta


passata di mano nella danza,


nel cross over, nello scambio


dell'umido sesso, nell'acqua


 


del parto che erompe,


ti scroscia sulle gambe.


Poi la risacca rovente


 


e il commovente pianto


di chi terrà la mano tua


da morto. E che altro?

ecco, su nazione indiana, questo.  che ne dite?
che cosa speravo di fare quando ho cominciato a bloggare'
speravo di portare nella scrittura il mondo del lavoro. il mondo reale.
ora mi rendo conto che questa frase può sembrare una di quelle cazzate politiche anni ottanta, ma del resto io ero giovane negli anni ottanta, e anche nei settanta.
però mettetevi nei miei panni.
oggi scrivere è un mestiere.
cosa ne risulta?
che l'unica esperienza che gli scrittori portano nei libri è la ricerca storica oppure la loro vita sentimentale.
romanzi storici e romanzetti sentimentali.
non si scappa.
che altro avete letto negli ultimi anni?
oppure letteratura di genere: gialli, noir, fantascienza. La vita quotidiana la trovate piuttosto lì che altrove.
nessuna riflessione sul quotidiano inteso come esperienza complessa, professionale, tecnica, pubblica e anche intima e privata.
alla fine uno si rompe i maroni.
di leggere della vita sentimentale e sessuale di adolescenti perverse, omosessuali, donne cinquantenni col demon du midi, ragazzini,  serial killer, investigatori dialettofoni.
oppure saggi. pallosi.
la complessità della vita dove sta?
siamo in perpetua fuga. letteratura usa e getta, solo per non pensare.
che me ne faccio di non pensare? sto invecchiando, ho poco tempo, e che me ne faccio di non pensare?
l'ultima cosa davvero bella che ho letto sono i monologhi della varechina.
questo per mandarvi a leggerli.
almeno vogliono dire qualcosa.
baci
una capsicum di pessimo umore.

domenica 20 maggio 2007

Mi sono messa a scrivere e mi sono distratta. Sono passate parecchie ore, il grande non era in casa, il piccolo guardava la televisione. Alle nove di sera mio marito è rientrato, convinto ce avessimo già cenato. Quando si è reso conto che non era così è scoppiato il finimondo.

Come diceva Cambronne. Appunto.

martedì 15 maggio 2007

LITCAMP

sono tornata da due giorni da torino e penso che ci stia prorpio bene un resoconto del "mio" litcamp.
Arrivo a torino venerdì verso sera. Albergo, doccia e in fiera. Ritiro pass da relatore (fantastico!), prima visita allo stand untitled. Piccolo ma carino e in posizione decorosa. Sul tavolo fa bella mostra di sè l'ultimo nato della collana: A passo d'angelo dello Sghembo. Ulteriori notizie su Untitled.
Avviso tutti che io il giorno dopo sarò al camp e non in fiera.
Infatti mi procuro una piantina e la mattina di sabato, attorno alle dieci, mi dirigo verso via Bogino, a circolo dei lettori.
mi fa sempre strano andare a Torino e vedere sta v enerazione per Bogino. Punti di vista. Nella mia lingua natale su boginu è satana, e mica per caso. Il signor bogino era ministro delle finanze e fu lui a decidere la tassazione da imporre a piemonte e sardegna, metà per uno, molto democraticamente, se non fosse che gli abitanti e le ricchezze non erano metà per uno, anzi. all'epoca chi non poteva pagare s'affoghigiu, cioè la tassa "per focolare", si trovava cacciato dalla sua casa, per strada. La gente faceva salti mortali per pagare le tasse, per ottenere semplicvemente il diritto di mantenersi un tetto sulla testa. Carino, l'amico, eh? spremette tanto la sardegna che la gente spazzò via le foreste per fare carbone per pagargli le tasse, al satana. Le foreste non ricrescono tanto facilmente. Tante storie per la foresta amazzonica, ma il responsabile della desertificazione della sardegna ha una bella strada intitolata, una bella repuitazione storica, epperò boginu resta. e mi tocca pure andarci, in via bogino.
ok, ma il circolo dei lettori è una favola. roba da non credere. Arrivo, ritiro il mio spillone con su scritto Capsicum e conosco Effe. Accidenti quanto è alto. Gentilissimo, mi fa da cicerone alla già iniziata conferenza delle responsabili di Lulu.
Io non credo che lo pubblico in libro su Lulu, ma l'idea è certo carina e soprattutto liberista, poi è interessante che se ne possa no fare quattrini senza spremerli agli autori, come fanno una marea di cosiddette case editrici tradizionali.
successivi interventi carini: DELymyth, ovvero Elena Franco, ci parla del confronto tra libro di carta ed e-book. io amo la carta, sono una tarma si sa, e per me la questione non si pone, ma per esempio wikipedia ha un posto che nessuna enciclopedia cartacea potrà mai contenderle.
Sparo a casaccio: Eiochemipensavo ci racconta di blogbabel, del fincipit e altro, strelnik ci parla del suo pinocchio e della creative commons, un branco di pazzi assortiti, sorvegliati dall'ottimo mario bianco, si scambia quattro cazzate sulla poesia, silvana rigobon ci fa reinnamorare dei monologhi della varechina, demetrio paolin mi permnette finalmente di capire e di apprezzare vibrisselibri (ma mozzi non è sceso tra noi!), abbiamo il piacere di conoscere bombasicilia la rivista cartacea e di sapere che la troveremo presto nelle feltrinelli, poi succedono un sacco di cose che io non riesco a seguire (ma mi ascolterò lo streaming in differita se riesco a trovare il tempo) perchè in realtà ci sono tre sale con tre camp praticamente e i partecipanti che passano dall'uno all'altro con soste lunghe e significative nei corridoi e soprattutto nel fumoir (il balcone sulla via bogino). Il pasto offerto dalla sanlorenzo è appetitoso pur se da picnic in campeggio: salumi, formaggi, olive, pomodori secchi, patè di olive nere, pesto, pesto siciliano, biscotti deliziosi, pane, anche focaccia mi pare di aver visto, e annaffiato da ottimi vini, così nel pomeriggio siamo utti piuttosto sciolti. Verso le due o le tre parliamo nella terza sala di untitled editori con anna e orietta-fainberg. Io parlo troppo, more solito. C'è Remo Bassini! Posso dire che supera le mie aspettative. Eppoi si parla ancora nei corridoi, e si beve prosecco al bar, e robin good tutto il temnpo gira e riprende tutti, è fantastico, io lo spio verso le sei e rotti mentre si registra nel commento finael, e sono veramente passate le sei e le sale si vuotano e piacerebbe anche a me andare alla litnait e ci faccio pure un pensiero, ma sono viva da mezzo secolo, si sa, così quando arrivo in albergo finisco sul letto dopo la doccia e mi metto a leggere uno dei libri che ho bookcrossato (ah, dimenticavo il bookcrossing! relazione e distribuzione del bookcrossing for dummies) e finisce che si fanno le nove di sera, poi le dieci, è ora di andare alle tre galline per la cena untitled e di affrontare le insidie del parcheggio torinese con annessi inenarrabili ritardi e conseguenti educate proteste del ristoratore (però, il signor demetrio ci poteva avvisare).
torno a casa e dico a mio marito: sai la via bellezia era l'unica rimasta simile alle strade del centro di 25 anni fa, quando ci lavoravi tu, e lui mi ricorda che proprio in via bellezia abitava, in quella che allora era l'unica casa ristrutturata della zona, e parliamo di allora, di quando eravamo giovani e io ero una bella figa con la minigonna e lui mi portava in giro mostrandomi ai colleghi, e della pasta alle ortiche e dei biscotti piemontesi (savoiardi, eh!) e se non mi guardo allo specchio possono ancora pensare che sia stato ieri.

sabato 12 maggio 2007

POESIA D'OCCASIONE AL BAR  LITCAMP: un'umile quartina


 


Effe è terribilmente alto;


Eio è terribilmente calvo;


Personalità Confusa, invece, si rasa.


DELymyth s'aggira, e scatta:


                 Click



 



dedicata a mario bianco, che non conoscevo e sono lieta di avere incontrato.

giovedì 10 maggio 2007

eh, mi fa male la schiena.
mi fa male in quel punto preciso tra l'ultima vertebra lombare e l'osso sacro, il punto più basso su cui puoi ruotare il tronco.
E mi brucia quando sto china, non appena mantengo la posizione per più di dieci secondi, brucia prima come se ci fosse una fiammella accesa, una accendino, poi brucia più in grande, verso i lati, e più a fondo dentro il bacino.
alla tua età, commenta il mio simpatico erede.
alla mia età, si, ma sai? l'importyante è non farsi fermare dal dolore.

sabato 5 maggio 2007

QUI    se fossi in voi ci farei un giretto.

Magari ne parliamo insieme. Delle situazioni che nascono dalla impossibilità a tenersi a casa un vecchio non autosufficiente. Di chi ci campa sopra. di chi comincia con le migliori intenzioni e poi diventa cinico. Di chi comincia già cinico. E d'altro.

venerdì 4 maggio 2007

Abbiamo portato la Piccola Smartuccetto Rosso a fare la spesa. Ci abbiamo stipato una cassa di latte, quattro sporte grandi della coop, un sacco di patate e noi stessi. Ma come mi piace!

giovedì 3 maggio 2007



IL CONFINE DEL VERO (Grandeur)




-Oggi ha detto all’ortopedico che sua zia ha inventato un metodo di insegnamento rivoluzionario. E che questo metodo è usato in tutte le università del nord. E che lui è famoso nel mondo. Che è stato invitato in grandi università per parlare del metodo di sua zia


-Ahahaha! Grandioso!


-Però io non capisco. Sua zia era una donna notevole. Preside di un Istituto Superiore nei primi anni del 900. Scrittrice, famosa, ma non ha fatto nulla di quel che lui racconta


-Ma si, vai, la identifica con la Montessori, più o meno, così


-E poi ha detto che ha avuto allievi da tutto il mondo, e che uno era il figlio del Ministro degli Esteri del Marocco


- Ma di chi parla?


-Non lo so. Diceva che venivano da tutto il mondo per via del suo metodo di insegnamento. Io mi ricordo che c’erano alcuni marocchini e qualche greco, e tu?


-Si. Il padre di qualcuno di loro ha fatto carriera nei suoi ricordi, vedi? O nelle fantasie.Perché non gli basta la verità? Non è una brutta vita quella che ha avuto. Ha avuto i suoi successi, le sue soddisfazioni, ma invece inventa cose stratosferiche, favolose, ed ho anche l’impressione che ci creda, un po’.


- La realtà è stropicciata, usata. E’ come un vestito vecchio. Tu te lo metti un vestito vecchio?


- Un vestito vecchio. Basta che non emetta assegni a vuoto.


- Di cosa hai paura?


- Ha detto che lo hanno invitato in Romania, in una grande università. Ci vado, sai? Mi ha detto. E io gli ho risposto che non è in grado, che non riesce neppure a camminare da solo, e poi gli ho chiesto chi gli paga il viaggio e lui ha risposto che il viaggio costa poco, e che comunque ci và. Poi ha detto che il rumeno è come il siciliano, o al massimo il genovese, che si capisce con nulla, facile facile, che tua mamma si dice mammeta e tua sorella si dice soreta, e che perciò che problemi vuoi che ci siano con la lingua? Lui il siciliano lo parla, il napoletano pure


- Non ci và. Come vuoi che faccia ad andarci?


- Non ci và, ma magari compra i biglietti, oppure dà i soldi a qualcuno per comprarli.


- Non ci và. Perché se ci andasse sarebbe costretto a scoprire che nessuno lo aspetta.


-Non ci và. Poveretto, è quasi un peccato.

mercoledì 2 maggio 2007

AIUTO, PREGO!

Una domanda. Fate finta di essere un editor.  Cosa ne pensate del "confine del vero?"

IL CONFINE DEL VERO ( PILLOLE)


-  Ciao, sorellina, come va?


-         Ahah, qui bene. Stiamo inaugurando un museo, sai? Ma i lavori sono ancora a metà, sto impazzando tra falegnami, tapezzieri, facchini, peggio di un trasloco.


-         Mi fai scappare da ridere. Bisogna essere commercialisti e consulenti  per organizzare un trasloco di un museo?


-         E’ il minimo, come fai altrimenti? E tu come va?


-         Bene. I ragazzi stanno bene, il lavoro procede.


-         Il babbo?


-         E’ venuto il geriatra ieri. L’ha trovato gonfio. Ha indagato un po’ ed abbiamo scoperto che nasconde il Lasix.


-         Per non farsela addosso? Voglio dire: non prende il diuretico per non farsela addosso?


-         Può darsi. Ma comunque in compenso ha finito la scorta di Plavix. Indovina perchè?


-         Non lo so. Mi debbo spaventare?


-         Ha deciso che sulla base della conformazione del blister delle compresse era evidente che la dose giornaliera fosse di quattro compresse. Sono messe in file di quattro, capisci?


-         Ne ha preso quattro al giorno???


-         Esatto! Roba da dissanguarsi al primo taglietto! Ma a parte questo l’ha trovato bene. Gli ha fatto il Mini Mental ed è abbastanza decoroso: 26 su 30


-         Per uno che era un genio, non è decoroso.


-         Non ricordava le tre parole, sai pane, casa e gatto. Però ha fatto delle associazioni. Ha detto cane, latte e "la terza non la ricordo".


-         Buffo come funziona la testa delle persone, vero?


-         Voglio morire giovane.


-         Si è lamentato col geriatra, ha detto non mi ricordo cose ovvie, cose del mio mestiere, non mi ricordo cose che sapevo benissimo, e gli ha chiesto se c’è una medicina, qualcosa.


-         Ma non c’è niente, vero?


-         Abbiamo già provato, lo sai.


-         Il Memac? Costava una fortuna e non faceva nulla.


-         Il geriatra dice che dopo aver visto la tac deciderà se provare con l’Exelon.


-         Sai, non vale la pena di ricominciare a sperare.


-         Comunque è tranquillo, non delira quasi più.


-         Quando non delira sembra vuoto, hai notato?


-    Si.