domenica 25 marzo 2007

MARCELLO



 


Ti prego di lasciare questi luoghi


dove il sale fa amara ogni pietanza.


Non so pensarti in un luogo lontano


da tutto ciò che ci può accomunare.


Perciò ritorna alle cose più care:


 


alla semplicità di sere tranquille,


alle parole non dette, ai respiri leggeri,


alla penombra dei crepuscoli lenti,


ai sogni, ai pensieri, ai libri annotati


dove posso cercarti e trovarti ancora.

IL CONFINE DEL VERO (fuga?)

- Ok, allora ti ha messo in guardia. Un'organizzazione armata lo protegge, stai attenta.
- dici che mi ha messo in guardia?
- minacciata. Vedila dal suo punto di vista. ti ha minacciata.
- questo vuol dire che lui ci crede davvero?
- Non lo so, forse ci crede, forse spera che TU ci creda, il punto è che ha minacciato solo te. Non lo zio e neppure Cesare. Cosa gli hai detto?
- che possa averlo spaventato? Non so proprio.
-comunque questa è ansia. Grossa
- Ansia, forse spiega perchè è tornato qui, dopo tre anni.
-Lo zio crede che abbia fatto dei casini, là al mare, e che sia in fuga.
- Lo zio lo conosce meglio di tutti. Resta da vedere che tipo di casini. Mi ha chiesto di fargli un fax.
- e tu?
- ho detto certo che te lo faccio, senza problemi
-vabbè, forse dal fax scopriamo che casini sono stavolta
- spero che siano risolvibili facilmente. Un altro buco in banca non lo potremmo ripianare, oggi come oggi
- no, guarda, se qualcuno gli ha prestato soldi sono cazzi suoi, di chi glieli ha prestati voglio dire. si attaccano. Non gli possono togliere quello che non ha. Han provato a fare gli sciacalli e se ci rimettono se lo meritano.
- se non sono strozzini.
- adesso non mi mettere ansia a me, chè io non ce l'ho l'organizzazione armata-forsemafiosaoforse massone- che mi protegga da ogni male!
- ha, ti piacerebbe, eh? ma tu mica ce l'hai il retaggio, che pretendi?
- ehi, siamo sue figlie, se ce l'ha lui il retaggio, lo dovremmo avere anche noi! Uh!
- ho parlato con Mino, delirio di beneficio si chiama.
- ora che lo so mi sento molto più istruita. Ci dobbiamo preoccupare?
- non è pericoloso se non è ansiogeno, dice, non consiglia nessun farmaco, non servono, pare, ma dice che lo dobbiamo sorvegliare perchè vira in paranoia facilmente, e se lo fa diventa aggressivo.
- povero, non che possa più far del male a nessuno, al massimo strillerà
- mi preoccupa il male che si può fare lui, Tengo le dita incrociate sino a domani.
- Si, chiamami e dimmi del fax.
- prometto. buonanotte, sorella.
 - buonanotte a te.

sabato 24 marzo 2007

Io non ce l'ho quella cosa lì della leadership. Io ci ho pure ragione, e alla fine i fatti mi cosano, ma anche se dico le cose mezz'ora prima nessuno mi dà retta, poi le dice un altro e tutti ascoltano, ma nessuno ricorda che le avevo dette io prima. E intanto s'è perso tempo. Ma credo che sia perso solo per me, agli altri quel tempo serve. Il problema è mio.  Sono fuori tempo rispetto all'orchestra. Sindrome di Cassandra?

mercoledì 21 marzo 2007

VISTO DA DESTRA, VISTO DA SINISTRA

Per chi non lo sapesse a casa della dottoressa Capsicum il calcio inteso come attività ludico ricreativa è una componente irrinunciabile della vita quotidiana. Non per la dottoressa che non ha mai avuto interesse nell'attività pedatoria nazionale,  ma per i maschi che la circondano (o la assediano?). Calcio giocato, arbitrato, organizzato, sorvegliato, statisticato, eccetera eccetera. Mica tifato, no. Ma nel cuore dei maschi di casa Capsicum i colori sfolgoranti sono il rosso e il blù. Così da venerdì sera ci si tormenta nell'interrogativo: che è successo tra Renzo Ulivieri e il Presidente Cazzola? Perchè Renzaccio (maritus dixit) era tutto solo vicino alla tribuna, è stato raggiunto da alcuni amici, poi è ito via sempre da solo e scuro in volto? perchè il Presidente negli spogliatoi, chiaramente confuso e distratto, si andava complimentando con tutti quelli che vedeva, anche  gente che non c'entrava nulla con il Bologna? Abbiamo guardato tutte le trasmissioni, le interviste, le dichiarazioni del Cazzola che accusava Ulivieri di scarsa concentrazione e di offese mortali, e il Renzaccio zitto (che non è da lui). Qualcuno ha pensato che il Presidente volesse costringere Renzo alle dimissioni per non pagargli il resto dello stipendio. Per chi non lo sapesse il Bologna non ha mica perso venerdì sera: ha pareggiato. E Ulivieri non era affatto distratto: maritus era a fianco della panchina tutto il tempo e testimonia che era partecipe, agitato, attivissimo e iperconcentrato.
Ebbene, oggi chiacchiere di corridoio attendibili e fidate hanno svelato l'arcano, e io che sono una vera serva lo spiattello coram populo vendendolo così come l'ho comprato. Sono dati di fatto che la scorsa settimana si sono preparate le elezioni per il rinnovo della dirigenza della Associazione Allenatori; che in settimana parecchi colleghi giovani e meno giovani sono stati visti a Casteldebole e hanno parlato con Renzo; che Renzo è di sinistra e il Presidente NO.
Pare che il Presidente dopo la partita abbia accusato Ulivieri di mancanza di concentrazione in settimana che avrebbe causato, udite!,  il pareggio e compromesso il ritorno in serie A, e che detta mancanza di concentrazione fosse appunto dovuta all'interesse dell'Allenatore per le elezioni della dirigenza della sua Associazione, con consieguente impegno di tempo  in orario lavorativo, pagato dal Bologna e sottratto alla squadra dal vergognosamente partecipativo allenatore.
Si suppone che, non essendo della stessa parte politica  del Presidente, l'allenatore non dovesse, a parere del Presidente, permettersi di fare propaganda secondo le proprie idee, non nella sede della Squadra, in ogni caso. Neppure esprimere delle idee, si sa mai.  Si deduce, dalle dichiarazioni dello stesso Cazzola, che Ulivieri si sia sciacquato la bocca e gli abbia spiegato dove poteva mettersi  le sue ingerenze nel sacrosanto diritto di voto attivo e passivo, di opinione, di parola e  di propaganda, di ogni appartenente alla categoria Allenatori. Il resto alla fantasia di ognuno.

Complimenti a Renzo Ulivieri. Bravo. Si lavora onestamente e con competenza, ci si fa anche pagare. Ma non ci si vende. Mai. Neppure ai presidenti miliardari dell'arte pedatoria nazionale.

lunedì 19 marzo 2007

IL CONFINE DEL VERO ( non tutti ti regaleranno una rosa)



-perché non li conosco i miei nipoti, posso conoscerli ora?
-veramente li conosci, solo che l'ultima volta li hai coperti di insulti, bisogna vedere, ma sono bravi ragazzi, magari non ci pensano neppure più,  glielo chiediamo se ti vengono a trovare.
-ma cosa dici? non ho mai fatto nulla del genere. e poi perché?
- veramente hai litigato con tutti, I tuoi figli, i generi, le nuore.
- Ma no, avete capito male, avete tutti capito male.
- le ragazze le hai cacciate di casa tre anni fa urlando dalla finestra che erano delle ladre. la piccola s'è tanto vergognata che quando si parla di te si sente male.
- non ho fatto mai nulla del genere.
- e a tuo genero gli hai dato dell'imbecille.
-questo non è vero, se lui lo dice è perché è uno stronzo, del resto lui è uno stronzo, tutti lo sanno che è uno stronzo.
-ma non è un buon motivo per far divorziare tua figlia, non credi?
- è uno stronzo, e mi odia, mi ha sempre odiato, ma deve  stare attento ...
- ma insomma, tu vuoi fare pace con i tuoi o no? perchè se vuoi fare pace non li devi più insultare.
- io tu non lo capisci, io sono protetto. Devono stare attenti, perchè sono protetto.
- non capisco, cosa c'entra questo col dare del ladro a tutti?
- io sono protetto, sono protetto dalla mafia. Tu non lo sai, ma mi sorvegliano, mi proteggono, e chi mi fa del male deve stare attento.
- che sciocchezze dici? cosa ti viene in mente?
- mi proteggono. Te lo ricordi quel tale, che mi rubava i clienti? te lo ricordi? gli hanno ucciso il figlio, così impara a farmi del male. Hah! e gli hanno mandato un biglietto, perché capisca bene.
-Ma quale figlio? ma se sono tutti e due vivi e sani?
-Il figlio, come non lo sai, il figlio! e l'amante della mia seconda moglie? gli sono andati contro con un tir sull'autostrada, così impara, quella là, io non ho bisogno nemmeno di chiedere, ci pensano loro, perché io sono una persona importante, la mia famiglia era una famiglia importante, debbono stare attenti tutti. Tutti, hah hah. Io non ho da fare pace con nessuno, stiano attenti....

domenica 18 marzo 2007

Una delle nostre infermiere domiciliari sta finendo il master. Farà il concorso per un posto da caposala in altro distretto. Se lo vince le altre due migliori infermiere chiederanno il trasferimento in quel distretto. Potrebbe essere la svolta della crisi dell'assistenza domiciliare al borgo. Bene, le cose cambiano di continuo. Non sempre in meglio

venerdì 16 marzo 2007

ARITMIA



Mi muovo, così, se posso,


e come posso così cammino,


un salto, un giro, un balzo,


tra un soffio d’aria ed un filo di sole,


cose d’oggi che mi muovono poco,


stanco, stanco, un giro di valzer


ballato da fermo, un passo,


due salti, come posso, come sento.


 

Ottanta sono gli anni,


passati come ottanta giorni,


tra un natale e un sospiro d’estate,


quel bacio che diedi una volta


ancora mi muove,


mi suggerisce un tango.


Nel filo di vento, in quel poco di sole


ch’è rimasto.

UN BUON ARGOMENTO PER LA FORMAZIONE


 


Dobbiamo trovare  un argomento. Altrimenti ce lo calano dall’alto. L’argomento deve concernere una classe di farmaci sulla cui appropriatezza fare una ricerca e, possibilmente, trovare che se ne prendono troppi o di troppo costosi.


Allora, facciamoci una lista.


Prostata e osteoporosi sono esclusi perchè appena trattati.


Antibiotici. Qualche anno fa ci raccomandarono di non usare gli inettivi, tranne un paio a basso costo come l’amplital. Facemmo la prova, io e un collega. Due case di riposo. In una continuiamo come prima, nell’altra seguiamo i suggerimenti aziendali. Morale, nella seconda perdiamo quattro ultranovantenni durante l’epidemia di influenza, nella prima nessuno. Ma potrebbe essere una coincidenza, una combinazione, gli studi scientifici non si fanno così. Comunque io non li propongo, non sia mai che mi fanno levare di nuovo gli antibiotici ai vecchi.


Antipertensivi. Di tanto in tanto saltano fuori con una novità (si fa per dire) del tipo: usate solo i diuretici, oppure usate solo gli ace inibitori e non i sartani, oppure l’atenololo è buono quanto gli altri beta bloccanti. Poi viene fuori che solo un cinque per cento degli ipertesi ha una terapia abbastanza efficace. Cioè che bisognerebbe prescriverne molti ma molti di più.Esclusi gli antipertensivi come argomento.


Il diabete: escluso perchè se ne parla a settembre.


I farmaci per il colesterolo: ne abbiamo già parlato lungamente, risultato: mese dopo mese vengono fuori studi che anzichè restringere l’uso delle statine lo ampliano, lo confermano, lo esortano.  Escluse le statine come argomento.


Eparine a basso peso. La terapia anticoagulante è discussa, ma anche qui la sua validità si conferma anno dopo anno. Comunque questo potrebbe essere effettivamente un argomento.


Cosa resta? La pillola, i farmaci per la bronchite cronica e l’asma, le allergie.


Il cortisone per aerosol? Serve davvero? Oppure funziona solo perchè finisce nella saliva e lo mandi giù? Io questo lo propongo, mi sa.


E gli antifiammatori classici, i FANS. Ne usiamo troppi. per via che con due eruro e settanta te ne danno trenta dosi. Fanno male ai reni, fanno male al cuore, bucano lo stomaco. Invece di riempire i vecchi di nimesulide bisognerebbe rimettergli a posto le ossa. Ma. Ma hanno appena fatto un corso per spiegare perchè non bisogna dare le medicine per l'osteoporosi, figurati un po'. Credo che non me lo passano questo concetto, no.


E la morfina. Proporrei la morfina, tanto per insistere ancora un po’. Se ne prescrive ancora troppo poca. Ma all’azienda interesserebbe una classe di farmaci da ridurre, non da aumentare.


Accidenti alla formazione.

giovedì 15 marzo 2007




“Resistere significa contrastare


una forza che agisce contro di noi


che minaccia di superarci


e che c’invita a cedere”  Alfonso Gatto


 

Che brutti tempi


che racconti strani


per chi non nato


era in quegli anni!


Storie difficili e risolte


in vittoria e sconfitta,


insensate parole.


Ed il mio mondo stamani


diversamente mi muove,


ma, oggi come allora,


è sopravvivere il domani.


Quando, fra anni e ricordi,


daremo un nome a questi giorni,


per liberarci d’amarizie


e ricordi e rimpianti,


noi pure parleremo


di sconfitti e vincenti


illuminando i casi del tempo


con nome di storia.


Ma le ore, i passati pensieri


slegati resteranno ed inespressi,


faticosamente, ricordando,


sopportati.



03/05/78


 

mercoledì 14 marzo 2007

LUCIANO


 


Mio caro morto dimenticato.


Lucianino dal triste sorriso,


senza futuro, piccolo


e senza gran peso,


volto di bimbo assonnato.


Partito prima d’esser uomo con noi,


noi che crescemmo,


le donne pettorute, diane


silenziosissime ed armate,


gli uomini ciarliere prede.


Noi che crescemmo ricordando.


Ricordandoti. Certe volte.


Dimenticandoti più spesso.


M’è rimasto il tuo sorriso.


Ti voltasti e vidi un sorriso.


 

lunedì 12 marzo 2007

Ma guarda! così poche poesie ho postato in tre anni! quante quelle che avevo postato nei tre mesi della Casa dell'Ozio.
Ma ora si cambia.
Baci
Assediato
dal dolore,
sono intero
nel mio respiro.

-Somos hojas-

que calienta el sol
o seca el otoño
somos hojas.

Tiembla, árbol mio,
al viento que me sacude
vives del aire
que para tí recojo
de la luz que bebo
y vives aún por mí
mietras a tus pies
me hago tierra


 


Grazie a Llu. Come amo la tua lingua.

domenica 11 marzo 2007



- Siamo foglie -

Scaldati dal sole
o asciugati dall'autunno,
siamo foglie.

Tremi, mio albero,
al vento che mi scuote,
vivi dell'aria
che per te raccolgo
della luce che bevo
e vivi ancora per me
mentre mi faccio terra
al tuo piede.

martedì 6 marzo 2007

LA RAGIONE PER CUI


Il marito si aggira canticchiando, mezzo in pigiama. Ha ascolatato Speak easy su radiomontecarlo, con Clive.


-Ma tu lo sai cos'è uno speakeasy? dice.


 -Si, certo, cos'era.


-Ma davvero lo sai?


-Non mi sembra tanto strano. Ci andavano tutti,l no? Ci saremmo andati anche noi.


- Invece è fuori dall'ordinario.Se lo chiedo in ufficio da me, posso scommettere che non lo sa nessuno. E lo sai quando sono finiti?


-Nel 32?


-Si, Dieci anni giusti. E la legge, lo sai come si chiamava?


-Questo poi non me lo ricordo. Actqualcosa. Non me lo sono mai ricordata quel nome


E lui me lo dice. Neppure adesso me lo ricordo, VollqualcosaAct, un nome che non mi interessa. Così gli dico e poi aggiungo - Ma è per questo che mi hai sposata, perchè sono fuori dall'ordinario


-Si, è vero, dovrei ricordarmelo più spesso.


Ora, marito mio, non ho capito se è un complimento questo, se vuoi dire che dopo tanti anni pensi ancora di avere vicino una donna speciale,  oppure se ti è scappato detto che non sempre ti ricordi  perchè stiamo insieme, ma sicuramente io me lo ricordo, che ti ho sposato perchè quando parlo di qualcosa, qualunque cosa, con te, tu sai di cosa parlo, almeno grossomodo, e perchè hai sempre qualcosa da raccontare che vale la pena d'essere ascoltata, e anche se per la ventisettesima volta consecutiva non mi regalerai le mimose, fra due giorni, ti ho comprato due libri stamattina da Feltrinelli, così per non perdere l'abitudine di pensare un po' a te. Che poco dopo mi hai telefonato per raccontarmi l'ennesima perla trovata in una pratica "Si allega la copia informe del verbale richiesto", dimostrando se non altro che tu pure hai l'abitudine di pensare a me.

sabato 3 marzo 2007

Il lettore di martedì 27 mi incuriosisce. Mi spiego: se guardate i report di shinistat vedrete che rispetto alla media di visite/pagine viste nella giornata di martedì 27 c'è una impennata di pagine viste. Qualcuno s'è passato qualche ora leggendosi, a occhio e croce, un centinaio di post, oppure 50 post e relativi commenti. Era martedì, quindi o il mio lettore aveva l'influenza, o è uno che non ha impegni orari lavorativi rigidi, oppure studia. L'ultima ipotesi è che abbia letto il blog in orario di lavoro, anche se forse non per lavoro.


(quando una ha una curiosità patologica la sua testa fiunziona così)

venerdì 2 marzo 2007

IL  PARERE DI UMBERTO



Sul blog di Sambigliong  si parla di editor. Grazie del link, Sambigliong, a proposito, ne sono lusingata, ma la cosa che mi piace trovare da te è l'abbondanza di spunti che innescano nella mia mente una cascata di ricordi, idee ed epifanie. Così sentite questa, signori. Quando  Untitled mi ha chiesto di scrivere un libro, e io gliel'ho scritto,  lei mi ha rivelato  l'esistenza di un signore con le forbicette che ha proposto tutta una serie di tagli che hanno fatto diventare le mie centosessantamila batturte un pochino più di centomila. La cosa non mi è dispiaciuta, ma neanche piaciuta, nel senso che mi ha colto impreparata, l'ho vissuta come una esperienza nuova, ora ve lo dico, io sono modesta in realtà, nonostante la mia aria  altezzosa, ho pensato questi ne sanno più di me, va bene così, e, siccome sono lentona, e anche ho delle strane idee sulla importanza dell'elaborazione inconscia, ho lasciato che la mia testa ci lavorasse da sola, la notte, o mentre crivello un campo minato. Ho lasciato lì.


Poi Umberto ha letto il libro e mi ha scritto. La lettera è nel pc di casa, quindi non posso virgolettarla, ma se vi fidate della mia memoria, diceva così. Cara Cecilia, ho letto il libro, è bello, ma non mi è piaciuto. Cosa hai fatto? sei stata tu o l'editor? non è il tuo modo di scrivere, non è quello dei racconti che leggiamo ogni mese su Memento (nota: è la rivista del Mensa Italia). Guarda, mi sembrava strano avere questa impressione, così li sono andati a rileggere tutti, ed ho trovato "Il piccolo Andrea", forse mi era sfuggito, non so, ma ho pianto leggendolo, e sai che mi commuovo spesso leggendo quel che scrivi, il che non è poco per uno come me. Il tuo editor non avrà tagliato qualcosa di importante, qualcosa di tuo, oltre alle ripetizioni, come dici, e alla retorica? Non avrà tagliato la tenerezza?


Umberto non è un letterato, è un pilota in pensione, e un lettore, uno di quelli che sostengono l'editoria italiana. Ma soprattutto mi conosce. Abbiamo condiviso delle felici sbornie, con la sua magnifica Sandra, e quando si beve un po' troppo insieme, non ci si nasconde molto gli uni agli altri. Bisogna quindi credergli, anche senza spiegarsi il perchè delle sue impressioni.


Poi arrivano le pagine  di Remo e gli spunti sull'editor si e no, e i link, e io leggo, e ripenso a Umberto e mi chiedo. Mi chiedo.


Non c'è la mia tenerezza nel libro. Forse non c'è perchè io non ce l'ho messa, o forse era dentro le sessantamila battute che sono finite da qualche parte, limate, sforbiciate, via.


La tenerezza non piace? Non vende? O non è conforme all'idea di donna moderna che ci viene offerta, propinata, e infine imposta?


La tenerezza piace a Umberto. Forse piace anche a me. Ma so che mi è piaciuto anche il libro asciutto, secco, un po' rigido che infine è stato stampato.


Io non sono mica una vera scrittrice, sono solo un medico di famiglia che aveva bisogno di raccontare delle cose, che ha ancora bisogno di raccontare delle cose. Raccontare significa qualcosa di diverso dallo scrivere un libro. Significa intanto essere almeno in due. Io racconto a qualcuno, per qualcuno, da sola che mi racconto a fare? Per questo raccontare la metà di quel che vorrei, ma con qualcuno che ascolta, ha senso, mentre dire tutto quanto senza avere difronte nessuno non ne ha del senso, non per me. Questo, io credo, mi rende diversa da uno scrittore di quelli veri, che dopo aver confezionato un'opera d'arte (questo è quel che loro fanno, diversamente da me) hanno espletato la loro missione pure se quell'opera restasse nel cassetto per decenni, per sempre. La creatività non necessariamente abbisogna d'uno sguardo altrui per essere completa.


E per questo la questione dell'editor per me non si pone o si pone in maniera diversa.


Però da adesso, grazie a Sambigliong,  continuerò a pensarci. Là sotto, nelle acque paludose e formicolanti di batteri della mia mente inconscia, dove i miei giudizi si formano, le mie decisioni si prendono, lontano dalla luminosa luce della parola in cui verranno riversati solo alla nascita, nel sollievo esplusivo del parto.