martedì 28 febbraio 2006

 


 


Brutto periodo questo. E' morto il mio amico matto, e l'altra domenica è morta la Vecchia Signora Intrepida, e ieri è morto anche Agostino.


La Vecchia Signora Intrepida non ce lo apsettavamo ancora che se ne andasse, ma la mattina di domenica mi chiama la figlia e dice che la mamma è agitatissima, così suggerisco di darle un sedativo e appena preso il cinno dalla dottrina vengo io a vederla. Ma non pensavo che si trattasse ancora di agitazione terminale, così per fare prima prendo il bimbo in parrochia e vado direttamente a vedere la Vecchia Signora Intrepida. Appena arrivo mi dicono che s'è calmata. Mettiamo il mio figliolo davanti alla tv e intanto io la visito. Capisco subito che siamo alla fine, e lo dico alla figlia. Le faccio ancora del sedativo, le propongo, e lei dice si, certo, che non soffra almeno. Ma quando torniamo in camera ha già smesso di respirare, e il cuore batte ancora. Lo ascolto col fonendo, batte ancora per forse un minuto, poi più. In fretta e furia compilo il ceritficato di morte, ho pure sbagliato l'ora, ma  mi ripiglio il bimbo e scappo fuori mentre lui mi chiede: perchè piange la signora? perché la nonna è malata, dico io. Ha ancora male? mi chiede. No, adesso non ha più male. Mio figlio sembra tranquillizzato. Dietro di noi sento piangere forte.


E ieri Agostino.


E' il suo vero nome.


Aveva 67 anni, e un cancro alla prostata. E' morto in Hospice.


La cugina piangeva quando mi ha chiamato. Voleva ringraziarmi per quello che ho fatto per lui. Ma cosa ho fatto? L'ho lasciato nelle mani di un urologo incompetente, ma di cui lui si fidava, e quando infine mi sono imposta e l'ho dirottato da un oncologo come si deve, era tardi. O forse era già tardi nel 2000, quando dissi all'urologo: Agostino ha delle metastasi. e lui rispose Cosa glielo fa pensare? E io: il PSA è salito da zero a zero virgola nove. E lui si mise a ridere. E io : in un prostatectomizzato totale deve restare a zero. Quel virgola nove viene da una metastasi. Lui traccheggiò, disse che ci avrebbe riflettuto, e io mi lasciai prendere in giro. Dovevo levarglielo allora, dovevo dire ad Agostino: lascia quell'incompetente, smetti di dargli dei quattrini, ma Agostino era fiducioso in uno tanto famoso e importante, così. Ora vorrei dire alla cugina: vede? non c'è nulla per cui ringraziare.


sabato 25 febbraio 2006

Non navigo molto durante la settimana. Davvero alla sera sono sfinita e solo nel fine settimana riesco a girovagare, e non quanto vorrei.

Così è con ritardo che ho letto il bellissimo intervento di Lia di Haramlik su Macchianera.

 

Tanto bello che ho deciso di dividerlo con il maggior numero di persone possibile.

Così, per diffondere un pochino di informazione. Merce rara, si sa.


Baci

Capsicum

 

venerdì 24 febbraio 2006

 


 


Noi che guardiamo il cielo


Con la catatonia di chi


Non può sperare


Persi nel grigio,


Assordati dal sangue,


Respiriamo.


 

lunedì 20 febbraio 2006

CARNEVALE E SFRAPPOLE



Io e mio marito siamo andati a fare la spesa e lui guardava le sfrappole, dolci bolognesi carnevaleschi, esposte dal fornaio e che per la verità non erano molto belline, con l'aria di un bambino affamato, così ho detto: le vuoi? te le faccio per cena.
Le ho preparate con la ricetta faticosamente carpita alla suocera. Lei, quando era più giovane, faceva sempre "sei uova" di tagliatelle e "due uova" di sfrappole. Ma per quattro persone, di cui tre di ottimo appetito, come noi, un uovo basta. Oppure per sei persone di appetito normale

Ricetta:

250 grammi di farina
un uovo
un cucchiaio grande di burro sciolto
un cucchiaino di zucchero vanigliato, ben colmo
il succo di mezza arancia
un bicchierino di liquore: grappa, o amaretto di saronno, o misto per dolci se le volete rosse (circa 15-20 gr)
un pizzico di sale


per friggere: se possibile strutto finissimo, altrimenti olio di semi

per spolverarle: zucchero a velo vanigliato, tanto.


impastare tutti gli ingredienti come per una sfoglia da tagliatelle, a lungo. Io uso l'impastatrice. Se l'impasto è troppo duro aggiungere un altro cucchiaio di liquore, se è tenero un altro cucchiaio di farina.
Mia suocera preferisce l'amaretto di saronno che ha quel buon aroma di mandorla. Io uso indifferentemente quello, oppure grappa, o rum, o anche il mio curaçao casalingo.  Il misto per dolci è una roba che qui a Bologna si trova in ogni supermercato, una specie di alkermes, usato in genre per la zuppa inglese alla bolognese, per bagnare la torta di riso, per le sfrappole e credo anche le raviole e le peschine.
Una volta impastata per bene, va lasciata riposare come la sfoglia delle tagliatelle, almeno una mezza  ora, involta nella carta domopak.
Va divisa in due parti e tirata al mattarello il più possibile sottile. Io non uso la sfogliatrice, ma nulla lo vieta. Se la tirate in una volta sola dovete essere parecchio brave col mattarello perché viene grande come tre uova di sfoglia.

Con la rondella zigrinata tagliare la sfoglia in rettangoli lunghi un po' meno della mano e stretti pure un po' meno della mano e farci un taglio al centro con la rondella.
Scaldare molto bene lo strutto e friggerci le sfrappole, scolarle accuratamente su carta asciugante.
Una volta scolate, cospargele di zucchero a velo, poi fare un secondo strato e di nuovo zucchero a velo, e via dicendo. La vaniglia ci vuole e, se le sfrappole sono venute bene, sono tanto asciutte che non si unge neppure,rimane sopra come neve.
Per avere delle sfrappole belle asciutte bisogna friggerle con lo strutto.



Che altro? Baci a Comida che posta le ricette delle Bugie della sua mamma (o meglio della vicina della sua mamma). Prova queste e io provo le tuoe.



Capsicum

martedì 14 febbraio 2006

Chissà se qualcuno si ricorda il mio amico matto. Quello che mi presentava dicendo: questa è la mia cara sorella. Quello che mi telefonava dal ricovero obbligatorio dicendomi "aiuto! sono rinchiuso! Innocente! vienimi a liberare!".
Che poi fu durissima riprendersi, e poi gli è venuto il terzo cancro, e l'abbiamo operato, e lo accompagnai alla visita per fargli avere l'accompagnamento, e camminava a fatica quel giorno, per via dei neurolettici ritardo che gli facevano. che poi convinsi lo psichiatra a lasciar perdere coi neurolettici per via del suo cuore tanto malandato, ma senza aveva quell'angoscia così profonda, che non lo lasciava nè giorno nè notte, e ho litigato con la moglie che gli razionava pure il tavor, alla fine gli venne una metastasi vertebrale, la morfina gli dava sollievo, ma non voleva essere intontito, gli ricorda va troppo l'effetto del neurolettico, poi il cuore ha cominciato a peggiorare, queste cardiopatie dilatative sono stronze, in ospedale gli hanno tolo la morfina e gli hanno messo un antinfiammatorio da quattro soldi, così gli si è bucato lo stomaco, e non smetteva di sanguinare, ogni due giorni lo trasfondevano, ma alla fine il cuore ha ceduto, alle quattro dell'altra mattina.
oggi alle dieci il funerale. Ma molti dei suoi amici neppure lo sapevano.

OK, addio anche a te, mio caro fratello.

martedì 7 febbraio 2006

 



Ora una semplice, pacata e comprensibile disamina del perchè un quasi diciottenne non voterebbe Berlusconi se le elezioni si tenessero due settimane dopo il nove aprile la potete leggere qui!


In realtà non voterà Berlusconi perchè l'anticipo delle elezioni lo lascia fuori per pochi giorni dall'elettorato attivo. Permettetemi di dire che è un vero peccato.


Complimenti al nostro AtOn!



Baci


Capsicum

lunedì 6 febbraio 2006

Primo giorno di ambulatorio dopo una settimana di ferie: sette ore nette, poi le domiciliari. Ho appena finito.


Sintesi del match.


Se sei un Rom ed hai un cancro allo stomaco, in prima battuta ti mandano a casa senza neppure completare gli accertamenti  "tanto non c'è niente da fare". Se il  medico di famiglia si inc***a e ti rispedisce in ospedale (mannaggia, chi se lo immaginava che i Rom avessero un medico di famiglia?), improvvisamente si scopre che si possono completare gli accertamenti e cominciare una chemioterapia, la nutrizione parenterale eccetera eccetera. Persino l'ANT prima di accettare il paziente Rom mi chiede fuori dai denti se sono puliti o degli zozzoni, nel secondo qual caso, spiacenti, ma tecnicamente diventa impossibile, blablabla. I miei pazienti Rom sono pulitissimi, e a prezzo di grossi sforzi, visto che sono costretti a vivere senza acqua corrente nè elettricità nè riscaldamento. E sono pure molto intelligenti, visto che hanno assistito alla telefonata ed hanno reagito soltanto con una risata a denti stretti.


Solito accesso al Centro di un paziente di altro medico di famiglia, accompagnato dall'amica, con una reumatoide in fase acutissima e generalizzata. Il suo medico gli avrebbe detto "si rassegni e se la tenga". Il mio collega ha sgombrato il campo dagli equivoci. Questo è uno che va preso in  carico e seguito, fino a che non si risolve il problema e anche dopo. Bisogna che torniate dal vostro medico e se non lo vuole seguire lui che lo mandi almeno da un reumatologo.


Poi a me ha detto: Ma una roba! Nemmeno sui libri di testo avevo visto un caso così avanzato! Nemmeno me lo sognavo di poterlo vedere, con certe mani enormi, dure e gonfie, e i gomiti, i polsi, entrambe le ginocchia, i piedi, è entrato camminando a passettini come un vecchio paralitico, questo ci aveva 54 anni! Ti rendi conto? Da settembre così, e gli ha dato un paio di aulin al bisogno! La PCR a dieci! e chi l'aveva mai vista una PCR di dieci?


Quest'è. Noi non possiamo curare tutti. Siamo già pieni fitti, ma soprattutto non possiamo prendere solo i casi gravi, già ne abbiamo molti più della media.


Poi ci sarebbero un'altra mezza dozzina di storie, ma diventa un  post troppo lungo per essere leggibile. Accontentatevi.


La montagna era bellissima.


Baci.


Capsicum

giovedì 2 febbraio 2006

Prego, leggete qui: e riflettete.



Baci


Capsicum

Causa enorme affluenza qui alla biblioteca comunale l'uso delle sei postazioni internet è calmierato: max 1 ora ciascuno. Ho letto rapidamente le mie 373 letterine e sono già agli sgoccioli. Il tempo è meraviglioso e non mi dispiace affatto tornare all'aperto. Baci