giovedì 20 ottobre 2005

A volte, come oggi, il problema di comunicare le proprie idee diventa irresolubile.
Eppure non chiedo molto: solo che una comunicazione sia data con l'etichetta giusta.
Per esempio parliamo del rischio cardiovascolare e delle statine. In parole povere del rapporto tra rischio di avere un infarto e pillola per il colesterolo.
Dico io: ci vuole tanto a dire due piccole cose:
a) il rischio di avere un infarto non può essere ridotto a zero
b) bisogna stabilire un limite di rischio per dare la pillola "con la mutua"
c) questo limite sarà comunque arbitrario, sia che sia il 10%, sia che sia il 20%
d) non è possibile far coincidere un livello di rischio "accettabile" dal punto di vista della sanità pubblica (spesa) col livello di rischio "accettabile" dal punto di vista del singolo paziente (rischio di morire)
e) rimarrà sempre una zona, cioè un certo numero di pazienti per cui la pillola del colesterolo potrebbe essere desiderabile dal punto di vista del paziente(diminuisce il rischio di morire), ma non accettabile dal punto di vista della sanità pubblica (spesa).

Ora, dico io, per quale motivo questo non si può dire chiaramente al paziente? Per quale motivo dobbiamo dirgli: il tuo colesterolo va bene così, lasciando intendere che non corre rischi, anzichè dirgli: tu corri "solo" il 10% di rischio (hai una probabilità su dieci di avere un infarto nei prossimi cinque anni), per cui vai a casa tranquillo? Tranquillo? E il mio paziente dovrebbe andare a casa tranquillo? Quello, poveretto mi dice: ma devo proprio rischiare di avere un infarto? E allora perchè ci vengo dal medico, scusi? Se mi debbo tenere i miei rischi, lei che lavoro fa, eh?

Io dico che nessuno gode nel fare cose impopolari, eppure bisogna farle. BISOGNA FARLE soprattutto se NON C'E' ALTRO MODO PER ESSERE ONESTI.

Ma i miei colleghi desiderano credere di poter far coincidere il controllo della spesa con la cosiddetta appropriatezza delle cure. In altre parole credono di poter spendere poco e contemporaneamente dare le migliori cure possibili ai pazienti. Ma le cure migliori possibili ogni anno sono sempre più sofisticate e più costose, e i pazienti invecchiano e sono sempre di più quelli che ne hanno bisogno, e d'altro canto il PIL non cresce e i finanziamenti per la Sanità pubblica calano.

Una persona anche modicamente intelligente, ma con una discreta dose di buon senso arriva facilmente alla conclusione inevitabile di questo discorso.
Se non ci arriva, perchè?