martedì 27 settembre 2005

Negli ultimi giorni, invece di dedicarmi a questo povero blog, ho scritto un opuscolo ad uso dei genitori della scuola del mio figlio piccolo. Potrebbe servire a qualcuno, coi tempi che corrono. Quindi mi sono detta: perchè non postarlo?
Eccolo.
Se non vi interessa non siete tenuti a leggerlo. Ma almeno sapete come passo il mio poco tempo libero
Baci dalla vostra
Capsicum

RIASSUNTO



Questo opuscolo contiene informazioni che possono essere utili ai genitori per prevenire e trattare l’infestazione da pidocchi nei bambini.


Si può sospettare la presenza di pidocchi se il bambino ha prurito, è irritabile senza motivo, ha un sonno inquieto, ha delle piccole piaghe o eczemi sulla testa oppure i linfonodi del collo ingrossati e dolenti, ha il cuscino facilmente sporco.
Per prevenire le infestazioni è opportuno seguire alcune precauzioni, suggerite nel testo.
Per individuare le infestazioni bisogna controllare spesso i bambini: quasi ogni giorno nei periodi più a rischio, almeno due volte la settimana durante il resto dell’anno.
Il bambino infestato va trattato con gli appositi farmaci, i familiari vanno accuratamente controllati, i vestiti e la biancheria da letto vanno trattati, ma soprattutto vanno diffuse le informazioni tra i genitori ed è importante la collaborazione tra genitori per prevenire la reinfestazione.

In caso di difficoltà è importante rivolgersi al proprio pediatra.

CHE COSA SONO I PIDOCCHI


I pidocchi sono insetti parassiti che vivono sulla testa delle persone. Avere i pidocchi è purtroppo diventato molto comune soprattutto per i bambini in età scolare. Comunque, non ci sono dati attendibili su quante persone prendono i pidocchi ogni anno in Italia. I conti, approssimativi, vengono fatti sulla base della quantità di prodotti anti pidocchi venduti e si stimano contagiati annualmente da 7 a 10 bambini su cento. In gran Bretagna le ultime statistiche che abbiamo trovato, relative al 2001, parlavano di 28 bambini su cento, in Francia si stima appena un po’ di più, cioè un bambino su tre. 

Chiunque venga in stretto contatto (specialmente contatti fra le teste) con qualcuno che già abbia i pidocchi è molto a rischio. Occasionalmente, i pidocchi possono essere presi dal contatto con oggetti personali (cappelli, sciarpe, cappotti, pettini, spazzole ecc...) di una persona infestata. I bambini in età prescolare e scolare e le loro famiglie sono i più frequentemente infestati. Sul sito della CDC (organizzazione governativa USA) si afferma che le femmine  prendono i pidocchi più facilmente, ma non vengono citati lavori in proposito. Negli USA, gli afroamericani prendono i pidocchi più raramente; alcuni studiosi ipotizzano una maggiore difficoltà per gli insetti nel far aderire le lendini ai capelli crespi, altri sostengono che si tratta di un effetto secondario legato ai prodotti usati per lisciare i capelli (a base di dimeticone, vedi oltre il paragrafo sui prodotti di trattamento). L’igiene personale o domestica o scolastica non ha niente a che fare con i pidocchi, ma esistono accorgimenti igienici per limitarne la diffusione (vedi oltre)



Ci sono 3 forme di pidocchi: l’uovo (o lendine), la pupa e l’adulto.


Le lendini sono le uova dei pidocchi. Sono molto piccole, delle dimensioni di un nodo in un filo di cotone, difficili da vedere, e spesso confuse con forfora o frammenti di gel per capelli. Sono deposte dalle femmine adulte alla base del capello vicino al cuoio capelluto. Sono fermamente ancorate al capello. Sono ovali e solitamente da gialle a bianche. Si schiudono in una settimana. Le uova che si schiudono con più probabilità stanno a mezzo centimetro circa dal cuoio capelluto.


Su tutti i testi le lendini vengono descritte di colore bianco o giallino. In realtà l’epidemia di infestazione dello scorso anno nella nostra scuola era legata a pidocchi con le lendini di color marrone, difficilissime da individuare: infatti è stata una epidemia molto difficile da combattere.


La pupa è la prima forma del pidocchio appena uscito dall’uovo. Sembra un pidocchio adulto, ma è più piccolo. E’ molto difficile da vedere perché è veramente piccolissimo, di colore  bianco rosato e si distingue da una minuscola scaglia di forfora solo perché si muove, molto velocemente. Potete vederlo solo se lo catturate col pettinino apposito. Le pupe maturano in una settimana dopo la schiusa. Per vivere, devono cibarsi di sangue ogni quattro ore circa, come gli adulti.


Il pidocchio adulto è delle dimensioni di un seme di sesamo, ha sei gambe ed è da marrone a grigio-bianco. Nelle persone con capelli scuri, il pidocchio è più scuro. Le femmine, più grosse dei maschi, depongono le uova. Vivono fino a 30 giorni se sulla testa di un individuo. Si cibano di sangue e se cadono dalla testa di una persona muoiono in due giorni. Di solito si nutrono ogni quattro-sei ore pungendo la pelle della testa del bambino ed infilando una specie di tubino fino a raggiungere un piccolo capillare da cui succhiano il sangue. Quando pungono iniettano una piccola goccia di saliva che contiene una sostanza ad effetto anestetico: è per questo che in genere i bambini non si accorgono di tutte le punture. Alcuni bambini, però (soprattutto gli atopici) sono allergici a queste sostanze ed avvertono intenso prurito: questo permette di fare più facilmente una diagnosi nei bambini allergici, ma comunque accade ugualmente che un bambino con i pidocchi non avverta né prurito né altri fastidi.


I pidocchi hanno delle preferenze per le zone più calde del capo: dietro le orecchie e sulla nuca. In queste zone le femmine preferiscono deporre le loro uova, in modo che si schiudano meglio. I pidocchi si tengono ai capelli con degli artiglietti a uncino alle estremità delle sei zampe; si muovono velocissimamente e per questo si vedono con estrema difficoltà. Raramente si trovano su ciglia, sopracciglia o altrove.



QUANDO SOSPETTARLI


Ci sono dei segni che fanno sospettare la presenza dei pidocchi:


- Sensazione di movimento nei capelli.


- Prurito, causato da reazioni allergiche.


- Irritabilità del bambino, sonno inquieto.


- Piaghe sulla testa che talvolta possono infettarsi, con veri e propri eczemi difficili poi da curare ed a volte anche i linfonodi del collo e dietro alle orecchie possono essere gonfi e dolenti.


- Il bambino può avere mal di testa.


- Il cuscino può essere sporco di una polverina nerastra: sono le feci dei pidocchi, che sono nere perché contengono ematina, un derivato della emoglobina.



Il contatto con persone infestate è la maniera più comune per prendere i pidocchi. Il contatto è frequente nel gioco a scuola e a casa (feste, sport, ecc...)


Meno di frequente:


- Usando (o giocando con) vestiti come cappelli, sciarpe, cappotti, grembiuli, tute da ginnastica o fasce per capelli recentemente indossate da una persona infestata.


- Usando pettini, spazzole o asciugamani infestati.


- Stando su un letto, divano, cuscino, tappeto o peluche che è rimasto a contatto con una persona infestata.


COME SCOPRIRLI


Un’infestazione è diagnosticata guardando attentamente fra i capelli cercando lendini, pupe o adulti.


Con l’apposito pettinino a denti fitti bisogna pettinare i capelli del bambino vicino al cuoio capelluto e osservare bene i capelli stessi, aiutandosi anche con una lente di ingrandimento per vedere meglio. Se il bambino ha i capelli lunghi può essere utile pettinarli col pettine a denti fitti ed esaminare il pettine dopo ogni passaggio: a volte i pidocchi adulti o le lendini restano presi tra due denti del pettine. Trovare pupe e adulti può essere difficile; di solito sono pochi e si muovono rapidamente lontano dalle dita. Nel caso non si trovino pidocchi vivi trovare lendini  a mezzo centimetro circa  dalla base del capello conferma l’infestazione. Se le si trova a maggiore distanza, e non si vedano pupe o adulti, l’infestazione potrebbe essere vecchia. In questo caso meglio chiedere conferma al pediatra. In tutti i casi in cui non si sia sicuri, la diagnosi dovrebbe essere effettuata dal proprio pediatra, medico di famiglia, medico scolastico o comunque medico professionista.


Bisogna ricordare che per ogni infestazione riconosciuta durante, per esempio, una ispezione in ambiente scolastico, ce ne sono due che non vengono riconosciute all’esame del capo. Dalle esperienze dei nostri medici scolastici in ogni ispezione in una scuola della nostra città ci si può aspettare di trovare almeno una decina di casi di pediculosi.


I periodi peggiori sono quelli di inizio scuola, anche perché tra settembre e ottobre e in primavera i pidocchi hanno il clima migliore per riprodursi; inoltre al rientro dalle vacanze di Natale o di Pasqua. All’inizio della scuola bisognerebbe esaminare i capelli del bambino tutti i giorni, durante l’anno almeno due volte la settimana.



COME FARE IL “TRATTAMENTO”


Il più importante passo nel trattamento dell’infestazione da pidocchi è trattare la persona e gli altri membri della famiglia della persona coi pidocchi con farmaci che uccidono i pidocchi. Lavare gli abiti e la biancheria da letto usati o in contatto con la persona infetta negli ultimi due giorni prima del trattamento.


Trattamento della persona infestata: richiede l’uso di un farmaco prescritto o di automedicazione  (da banco). Seguire queste tappe:


- prima di applicare il trattamento, rimuovere tutti i vestiti;


- applicare il pediculicida secondo le istruzioni dell’etichetta; se il bambino ha capelli lunghi (oltre le spalle) potreste dover usare una seconda confezione; fate attenzione alle istruzioni sul tempo di applicazione e alla raccomandazione o meno di spazzolare i capelli dopo il trattamento; NON USARE CREME DISTRICANTI O COMBINAZIONI SHAMPOO CREMA PRIMA DEL TRATTAMENTO; non lavare i capelli per uno o due giorni dopo il trattamento;


- fate sì che la persona infestata si metta vestiti puliti dopo il trattamento;


- se dopo 8-12 ore i sintomi persistono, il trattamento potrebbe non aver funzionato; consultare il proprio medico per trattamenti differenti;


- i pettini a denti fitti dovrebbero essere usati per rimuovere lendini e pidocchi dai capelli; anche molti pettini antipulci per cani e gatti sono efficaci: si tratta di pettini di metallo; in genere in farmacia trovate il pettinino Chicco, in plastica, i cui denti prima o pio si rompono. Su internet si trova in vendita un  pettine di metallo con denti fitti e lunghi, come quello contenuto nel cofanetto Pidok, ma non abbiamo notizia di qualcuno che l’abbia comprato on line. Sappiamo che questi pettinini in metallo sono molto facilmente reperibili in Gran Bretagna. Alcuni farmacisti della nostra zona si stanno attivando per reperirli.


- dopo il trattamento, controllare pettine e capelli con un pettine a denti fitti per rimuovere lendini e pidocchi per 2-3 giorni. Continuate a controllare per 2-3 settimane finché non si è sicuri che lendini e pidocchi sono spariti.


Il trattamento andrebbe ripetuto dopo dieci giorni. In ambito ospedaliero si usa ripeterlo il terzo e il decimo giorno dopo la prima applicazione. Più avanti trovate un elenco dei prodotti e degli strumenti in commercio.


Trattamento della casa: i pidocchi non sopravvivono a lungo fuori dalla testa di una persona infestata poiché non possono nutrirsi. Tuttavia per evitare la reinfestazione da pidocchi sopravvissuti su vestiti o cuscini è indicato fare le seguenti cose:


- lavare a macchina tutti i vestiti lavabili e i lenzuoli e asciugamani usati dalla persona infestata nei 2 giorni prima del trattamento; usare il ciclo ad acqua calda oppure aggiungere Aftir gel al detersivo (almeno mezzo tubo); se avete l’asciugatrice è bene asciugare a caldo per almeno 20 minuti (ciclo breve);


- lavare a secco i vestiti non lavabili (cappotti, cappelli, sciarpe) oppure sigillare vestiti non lavabili a secco ( peluche, pellicce, strisce di pelo dei cappucci, paraorecchie ecc...) in una busta di plastica per due settimane: in due settimane i pidocchi, ma anche le uova, sono generalmente morti.;


- immergere pettini e spazzole in alcool denaturato, lysoform, o lavare con sapone e acqua calda;


- passare l’aspirapolvere su mobili e pavimenti; il rischio di essere infestati da un piccolo pidocchio caduto sul sofa è molto basso, per cui può essere sufficiente passare l’aspirapolvere solo nei luoghi frequentati spesso dalla persona infestata; non usare pesticidi spray: possono essere tossici se inalati o assorbiti attraverso la pelle.


PERCHE’ UN TRATTAMENTO POTREBBE NON FUNZIONARE


- non si seguono le istruzioni correttamente: problemi comuni sono:


     - bagnare i capelli prima di applicare il trattamento: diluisce la medicina;


     - usare districanti prima del trattamento: interferisce con lo stesso;


     - il trattamento viene lasciato agire troppo poco tempo;


     - shampoo dopo il trattamento: non rilavare i capelli per uno o due giorni;


     - quantità inadeguata: capelli più lunghi richiedono quantità più elevate;


     - nessun uso del pettine: usare pettini a denti fitti aiuta significativamente;


- il trattamento non è efficace (resistenza): se il trattamento non uccide nessun insetto in 24 ore, la resistenza è probabile; se alcuni insetti rimangono uccisi in 24 ore, la resistenza probabilmente non è presente; in Italia la resistenza non è dimostrata, per ora. Lo è invece, per esempio, in Galles.


- il trattamento uccide gli insetti ma non penetra le lendini: è difficile per i pesticidi penetrare nelle lendini; le medicine possono uccidere gli insetti vivi ma non le lendini che sono dure e coriacee e ci vuole del tempo perché il farmaco ne attraversi il guscio; applicazioni troppo brevi sono inefficaci sulle uova; alcune mamme lo scorso anno hanno usato l’espediente di una cuffia da doccia sui capelli durante l’applicazione per migliorare l’efficacia del prodotto sulle lendini. Comunque questa resistenza delle uova è il motivo per cui si raccomanda la ripetizione dl trattamento.


- nuova infestazione: si può rimanere infestati nuovamente, per esempio da un compagno di giochi; per questo motivo è fondamentale la collaborazione e la solidarietà tra i genitori nel sorvegliare il proprio bimbo e avvisare gli altri genitori in caso di infestazione. Se non lo si fa il proprio figlio, una volta liberato dai pidocchi, li riprenderà altrettanto facilmente appena torna a scuola! Diamo modo invece agli altri genitori di controllare subito i propri bambini, in modo da bloccare il diffondersi di questi fastidiosi insetti.


COME PREVENIRE L’INFESTAZIONE


I pidocchi sono diffusi comunemente per contatto testa a testa e meno frequentemente da pidocchi caduti dalla testa su vestiti, divani ecc... Come misura a breve termine per il controllo di un epidemia di pidocchi, in scuole, campi estivi o altro, si possono seguire questi consigli:


-lavare i capelli ai bambini molto spesso: almeno tre volte la settimana. Il lavaggio non serve a prevenire l’arrivo dei pidocchi, ma ad eliminare l’eventuale pidocchio prima che possa deporre le uova sulla testa del bambino.


- evitare contatto testa a testa, comune durante il gioco a scuola e a casa (sport, feste, campi gioco);


- non prestare / chiedere in prestito abiti come berretti, sciarpe, fasce, uniformi o cappotti;


-non ammucchiare i propri vestiti con quelli degli altri bambini, evitare di gettarli disordinatamente a terra o su banchi; (sarebbe opportuno che ogni bimbo avesse a scuola il proprio appendiabiti numerato)


- non prestare / chiedere in prestito pettini o spazzole;


- non usare letti, cuscini, divani, sdraiarsi su tappeti o animali di peluche tranne che in casa propria;


-diffondere l’informazione tra le altre mamme quando si riscontra l’infestazione del proprio figlio: questo aiuterà tutte a individuare e trattare TUTTI i bambini infestati per evitare che continuino a passarsi gli insetti tra loro.


Nel paragrafo dedicato ai prodotti trovate anche le considerazioni su quelli per prevenire l’infestazione.


I FAMILIARI


I familiari sono a rischio molto elevato. Bisogna sempre controllare accuratamente anche i fratellini e i genitori dei bambini quando c’è notizia di un caso di  infestazione a scuola: si potrebbe trovare l’infestazione in un genitore e non nel bambino, per esempio (è successo). Chiedete al vostro pediatra se consiglia di trattare o no anche i familiari che non sono certamente infestati. Nella nostra esperienza di mamme ci è capitato di prendere i pidocchi dai nostri figli. La diceria che i capelli tinti o trattati siano esenti da infestazione è certamente falsa: l’anno scorso due di noi mamme (Scuole Bombicci) con i capelli regolarmente tinti hanno preso i pidocchi dai loro figli.


GLI ANIMALI DOMESTICI NON PRENDONO I PIDOCCHI UMANI.



BAMBINI CON MENO DI DUE ANNI E MAMME IN ATTESA


I bambini sotto i due anni è meglio che non siano trattati con i farmaci antiparassitari. Per loro e per le mamme in attesa si utilizzano solo i trattamenti meccanici e a base di oli vegetali: aceto di vino, pettine a denti fitti, oppure il  cofanetto Pidok (piuttosto caro). Non sono efficaci come i trattamenti antiparassitari e debbono essere ripetuti molto di frequente. E’ opportuno chiedere consiglio al pediatra.



I PRODOTTI IN COMMERCIO


In Italia abbiamo in commercio prodotti a base di piretrine naturali, di piretrina sintetica (permetrina) o di malathion.


Le prime due sono meno efficaci, il malathion è più efficace, ma di odore assai sgradevole.Alle dosi utilizzate non dovrebbe avere effetti tossici.Questi sono i prodotti più comunemente reperibili:


AFTIR  GEL: prodotto di trattamento a base di malathion. Costo euro 12,90. Un tubo basta per due applicazioni su capelli corti. Ha un odore molto sgradevole, ma è rapido e molto efficace


Viene consigliato di eliminarlo dopo l’applicazione con AFTIR SHAMPO che faciliterebbe anche l’eliminazione delle lendini. Costo euro 11,90 (comunque non sostituisce l’uso del pettinino a denti fitti).


MILICE schiuma termosensibile. Prodotto a base di una miscela di piretrine. Costo euro 13,90. Una bomboletta basta per tre o quattro applicazioni su capelli corti. Ha il vantaggio di essere molto facile da usare, ma nella nostra esperienza è meglio prolungarne l’applicazione per almeno 40 minuti. Le piretrine sono meno tossiche del malathion e il prodotto ha un odore molto meno sgradevole, ma sono meno potenti del malathion.


NIX crema liquida 1%. Prodotto a base di permetrina, una piretrina sintetica. Costo euro 8,29. Si trova in commercio con meno facilità, è forse leggermente meno efficace dei due precedenti, ma di odore meno sgradevole. Nella confezione è contenuto un buon pettinino a denti fitti di plastica.


MOM prodotto  usato più frequentemente per i pidocchi del pube. Poco usato rispetto agli altri. Non ne abbiamo esperienza diretta.


PIDOK: cofanetto contenente un flacone da 150 ml di lozione schiumogena, lente di ingrandimento, pettine di acciaio a denti lunghi e fitti. La lozione è a base di trietanolamina e di non meglio specificati “derivati dalla noce di cocco”. Si tratta sostanzialmente di un metodo meccanico, a bassa efficacia, che non uccide gli insetti, ma serve per levare i pidocchi e le lendini uno ad uno meccanicamente. E’ un metodo laborioso e da ripetere molto spesso, ma indicato per bambini piccolissimi e per mamme in attesa che non possono usare gli altri prodotti. Costo: è il più caro di tutti e costa 17 euro circa.



PRE-AFTIR  SHAMPO E SPRAY: prodotti cosiddetti preventivi a base di lavanda, citrus, rosmarino, olio di geranio, ma i principi attivi sono probabilmente il benzil salicilato che favorirebbe il distacco delle lendini dal capello e il dimeticone che viceversa renderebbe difficile per le femmine l’attaccare saldamente le lendini stesse al capello.


Non disponiamo di informazioni certe sulla loro efficacia, anzi in tutti i lavori che abbiamo letto si sottolinea che non esistono prodotti per trattamenti preventivi. Qualche mamma tra noi li usa e ne è soddisfatta.  In ogni caso non sono tossici, quindi male non fanno.



SI RACCOMANDA IN GENERE, QUALUNQUE SIA IL PRODOTTO USATO, DI:


- non usare quantità esagerate di prodotto e non fare trattamenti “preventivi” con antiparassitari: nessun trattamento farmacologico è in grado di prevenire le infestazioni; questi farmaci sono insetticidi e possono essere pericolosi se usati male;


- non trattare una persona infestata per tre volte di fila con lo stesso trattamento se questo non funziona: consultare il medico per medicazioni alternative;


- non mischiare più prodotti.



***
Questo materiale informativo è stato redatto a cura di alcuni genitori che sono anche medici. Il materiale è stato tratto da riviste mediche, libri di testo, dall’Informatore Farmaceutico e dai siti del Ministero della Salute italiano e della CDC, organizzazione governativa degli USA. Chi desiderasse approfondire l’argomento può richiederci la bibliografia tramite i rappresentanti dei genitori nel Consiglio di Circolo.

lunedì 19 settembre 2005

Ci sarebbero un sacco di cose da dire sul libro del post precedente senza a rrivare a svelarne il finale. Per esempo Grisham sostiene che, nonostante il soprannome la grassa dato a Bologna, per le sue strade si vede ben poca gente grassa. Qui si nota la sua abitudine a correlare  questo aggettivo al panorama di grandi obesi che affligge il nord america. In realtà il bolognese medio è in sovrappeso: quei cinque-dieci chili oltre il desiderabile, che sempre sogna di smaltire ma che tuttavia consolida ogni volta che cede alla tentazione di una cena ai Tre leoni, al Cacciatore, o anche ad una puntata un po' fuori città, per esempio alla Vecchia Roma di Calderino, al Pescatore di Sala, alla Lanterna, alle Conchiglie sopra Sasso marconi, e sono troppe le tentazioni irresistibili e tutto sommato non eccessivamente care per poterle citare tutte, figuriamoci poi resistere!

 Se il bolognese medio non lavorasse come un matto e non fosse, mediamente, uno sportivo dilettante, i chili di troppo sarebbero molti di più. La città è letteralmente piena di società podistiche, ciclistiche, squadrette di calcio/basket/pallavolo/ baseball amatoriali, e di scuole di ballo! Le palestre non si contano, i campi da tennis neppure, ogni quartiere ha una commissione preposta allo sport e il comune da oltre vent'anni supporta le società sportive nella organizzazione di ginnastica per gli anziani, a costi veramente popolari. Bologna mangia e si muove, cucina e corre, sorseggia lambrusco o pignoletto e balla. Gola e moderazione. Si mangia per godersela, con un pochettino di senso di colpa. Questo fa sì che i ristoranti scadenti non riescano a sopravvivere. Si mangia decorosamente persino alle mense della camst. L'unico cibo indegno è quello che viene servito nelle scuole ai bambini. I quali, abituati alla cucina delle mamme e delle nonne, regolarmente lo rifiutano. La dada della manutencoop che lavora anche nel mio studio mi racconta dei piatti che tornano tutti indietro intonsi ogni volta che il livello di palatabilità scende sotto un minimo accettabile. Le dietiste del centro di preparazione pasti si difendono affermando che è tutta roba sana, ingredienti di prima scelta; le mamme ribattono che ciò rende la cosa ancora più grave: ci vuole veramente un cuoco tristo per rovinare ingredienti di prima qualità.

Visto che parliamo di bambini, sono rimasta deliziata nello scoprire che Grisham legge i libri per ragazzi: è lì che il figlio del protagonista ha trovato il suo nickname: il Grinch.
E, a proposito di nomi, quale nome migliore di Lazzeri da dare ad uno che è comtemporaneamente resuscitato a nuova vita e anche un "uomo morto che cammina"! Una donna sposata di cui innnamorarsi non può che essere Francesca e restando in tema di donne il suo capo della CIA rassomiglia in modo inquietante alla signora Rice.
Il resto credo che ve lo possiate leggere da soli.
Baci

Capsicum

BOLOGNA E IL BROKER




Da qualche giorno è comparso in libreria “Il Broker”, l’ultimo figliolo di Grisham. L’autore lo ha presentato a Bologna (forse l’avrete visto per tv) sfoggiando un italiano abbastanza scorrevole, probabilmente migliore di quello imparato nel libro dal suo protagonista. Le belle foto sulla sovracoperta  ritraggono l’affascinante scrittore in soprabito marrone, a Bologna, appunto.


Il Broker è un ex avvocato in fuga e costretto a nascondersi nella città dove abito, che Grisham descrive come affascinante, accogliente, antica e buongustaia, civile e cosmopolita, comunista e liberalmente democratica, mattiniera, laboriosa e sicura. Per la verità alcune divagazioni storiche sulle torri bolognesi sono parecchio fantasiose e l’affermazione che ne sopravvivano solo due non è corretta, ma insomma, glielo perdoniamo. Il libro infatti è scorrevole, godibile, ben scritto, divertente e vale quel che costa.


Bologna è come Grisham la racconta? Forse è persino meglio. Chissà se la lettura del Broker spingerà qualcuno ad una visita qui da noi? Intanto sul sito del Comune di Bologna c’è uno spazio per una iniziativa promozionale legta al segnalibro contenuto nel libro. Presentandolo si avrà diritto ad uno sconto( che per i ristoranti è del 15%) presso una lunga serie di alberghi, ristortanti ed esercizi pubblici fino al mese di gennaio 2006. Tra i ristoranti che aderiscono c'è l'Antica trattoria al Cacciatore, di Casteldebole, che mi annovera tra i suoi clienti soddisfatti.


Rimane solo un dubbio al termine della lettura: di quanti chili è ingrassato Grisham durante la sua full immersion nella vita e nella cucina bolognese? Solo tre come ha dichiarato nell’ intervista fattagli da Minganti o quattro e mezzo come confessa sul risvolto di copertina?

venerdì 2 settembre 2005

Mi preparo al primo fine settimana ricreativo senza nè marito nè figli. E' un evento storico. Meriterà accurato resoconto. A Lunedì.