giovedì 16 giugno 2005


Raccontino che ho ascoltato al corso di formazione per formatori. (Non è nuovo, lo so, ma è carino)


Qualche tempo fa venni chiamato da un collega che mi chiedeva se potevo assisterlo nel valutare una risposta ad una domanda d'esame.
Egli intendeva dare uno zero ad uno studente per una sua risposta ad un test di fisica, mentre lo studente sosteneva di meritare il massimo dei voti e che così sarebbe stato se il sistema non fosse stato truccato a svantaggio degli studenti.
Studente ed insegnante concordarono di accettare il giudizio di un giudice imparziale, ed io venni scelto per questo. Andai nell'ufficio del mio collega e lessi la domanda dell'esame:
"Dimostrare come sia possibile determinare l'altezza di un edificio con l'aiuto di un barometro".
Lo studente aveva risposto: "Portare il barometro in cima all'edificio, attaccarlo ad una lunga corda, calarlo fino alla strada e poi tirarlo su, misurando la lunghezza della corda. La lunghezza della corda equivale all'altezza dell'edificio".
Io feci presente che lo studente aveva effettivamente delle buone ragioni dalla sua, considerando che davvero aveva risposto alla domanda completamente e correttamente.
D'altra parte, se gli fosse stato dato il massimo dei voti, questo avrebbe contribuito alla valutazione positiva della sua preparazione in fisica. Una valutazione positiva dovrebbe certificare una competenza nel campo della fisica, e la risposta non corroborava questa ipotesi.
Suggerii perciò che allo studente venisse concessa una seconda possibilità per rispondere alla domanda. Non mi sorprese quando il mio collega si disse d'accordo, ma mi sorprese quando fu lo studente a dichiararsi d'accordo.
Diedi perciò sei minuti allo studente per rispondere alla domanda, con l'avvertimento preventivo che la risposta avrebbe dovuto dare prova delle sue conoscenze di fisica.
Alla fine dei primi cinque minuti, non aveva ancora scritto nulla. Gli chiesi se volesse ritirarsi, ma rispose di no. Aveva un sacco di risposte al problema, stava solo pensando a quale fosse la migliore.
Gli chiesi scusa per averlo interrotto e lo pregai di continuare. Nel minuto successivo, scrisse fulmineamente una risposta che diceva:
"Portate il barometro in cima all'edificio e sporgetevi in fuori oltre l'orlo del tetto. Lasciate cadere il barometro, cronometrandone la caduta e quindi, usando la formula x = 0.5*a*t2, calcolare l'altezza dell'edificio.“
A quel punto, chiesi al mio collega se volesse arrendersi.
Lui accettò, concedendo allo studente quasi il massimo dei voti.
Mentre me ne stavo andando dall'ufficio del collega, mi ricordai che lo studente aveva detto che aveva altre risposte al problema, e gli chiesi quali fossero.
"Beh" disse lo studente "ci sono molti sistemi per scoprire l'altezza di un edificio usando un barometro. Per esempio si può portar fuori il barometro in una giornata di sole, e misurare l'altezza del barometro, la lunghezza della sua ombra e la lunghezza dell'ombra dell'edificio, e poi, usando una semplice proporzione, determinare l'altezza dell'edificio".
"Bene," gli dissi "e ci sono altre risposte?“
"Certo," disse lo studente. "C'è un sistema di misura molto semplice che le piacerà. In questo metodo, si prende il barometro, e si cominciano a salire le scale. Salendo le scale, si segna con un tratto la lunghezza del barometro sulla parete. Poi si contano le tacche, e questo le fornisce l'altezza dell'edificio in barometri.“
"Un metodo molto diretto."
"Naturalmente. Se vuole un metodo più sofisticato, può legare il barometro ad un pezzo di spago, farlo dondolare come un pendolo, e determinare il valore di g a livello strada ed in cima all'edificio. Dalla differenza dei due valori di g, si può calcolare, in linea di principio, l'altezza dell'edificio.
"Parimenti, si può portare il barometro in cima all'edificio, attaccarlo ad una corda lunga, calarlo fin quasi a livello strada e poi farlo oscillare come un pendolo. Si può calcolare l'altezza dell'edificio dal periodo della precessione.
"Infine," concluse "ci sono molti altri metodi per risolvere il problema. Probabilmente il migliore, " disse "consiste nel portare il barometro nello scantinato, e bussare alla porta del custode. Quando il custode apre, gli si dice così: 'Signor Custode, ecco qui un bel barometro. Se lei mi dice l'altezza dell'edificio, io glielo regalo.'"
A questo punto, chiesi allo studente se davvero non conoscesse la risposta convenzionale alla domanda.
Lui ammise di conoscerla, ma disse che si era francamente stufato di docenti universitari che cercavano di insegnargli come pensare!

domenica 12 giugno 2005

"La psicanalisi è quella malattia mentale in cui si ritiene di essere la terapia"
Karl Kraus

sabato 11 giugno 2005

ok, i figli hanno sempre ragione. Io volevo andare a mangiare all'indiana, invece andiamo nel solito fast food americanoide con cibi precotti surgelati. Ah, m'è passata la fame....
 ANCHE LA SPEME, ULTIMA DEA, FUGGE.......

C'è una signora forte, coraggiosa, attiva e ottimista. Mai stata ammalata.Due anni fa, improvvisamente, le viene un gran mal di pancia. Di corsa in pronto soccorso, insomma le levano un grosso carcinoma dell'intestino insieme ad un metro e rotti dello stesso. Dopo dieci giorni è a casa, sta bene, ricomincia la sua solita vita, con in più tutti i controlli del caso. Dopo appena otto mesi salta fuori una metastasi ad un linfonodo. Comincia una serie di cicli di chemioterapia. Lei sta benissimo, mai neppure la nausea: va in ospedale, fa le flebo prescritte, torna a casa in autobus e stende le tagliatelle. Comunque la chemio sembra che non basti, quindi fa anche un mese di radioterapia. Pausa di circa cinque mesi durante i quali la lasciano in pace, ed ecco che arrivano le metastasi al fegato. Ri-chemioterapia. Una prima linea, per tre mesi, poi una seconda linea, per quattro mesi. Stavolta non ha dei buoni risultati, radiologicamente parlando. Lei comunque continua a star bene. Certo, una volta o due ha sentito un po' di nausea, e durante le giornate di chemioterapia non ha il suo solito gagliardo appetito. In due anni dimagrisce circa otto chili, scendendo da quasi un quintalotto per un metro e settanta ad una dimensione un pochino meno imponente. Poi le propinano una chemioterapia per bocca: sei compresse da prendere al mattino. Questa volta ha un piccolo problema: va di corpo tre volte al giorno. Certo, è un po' fastidioso, ma robetta. La chemioterapia per bocca ha il vantaggio di lasciarla libera di fare un paio di viaggetti, e comunque è un parcheggio in attesa dei nuovi anticorpi monoclonali che sono in arrivo dall'America e attesi per giugno.

Siamo a giugno. La tac non è andata molto bene: i noduli al fegato sono sempre lì, non calano. Gli anticorpi non sono ancora arrivati. Mi chiama e comincia con la solita voce allegra e musicale, ma dopo un po' scivola nel pianto. E' stanca. Rifà i letti e poi si stende. Manda la lavatrice e si corica di nuovo. Impasta le tagliatelle e mentre quelle riposano riposa anche lei, ma non si riprende. Cosa mi succede, dottoressa? Questo non è un buon segno, sono stanca, non ho fame, e quando sto a letto non mi riposo, mi rialzo stanca come prima.

Accidenti agli anticorpi, alle lungaggini del Ministero che non concede l'importazione, accidenti al cancro. Accidenti alla morte della speranza. Io lo sapevo che sarebbe successo. Ora debbo andarla a trovare, e debbo ascoltarla, e mandare giù tutta la sua paura, lasciare che si mescoli con la mia impotenza, stringerle una mano, e andremo avanti.

domenica 5 giugno 2005

 


 


 


UN MIO AMICO MI PREGA DI DIFFONDERE questo suo piccolo contributo sul referendum, ed io, molto volentieri, mi metto a disposizione:



"E' chiaro che le mie posizioni sono per il "SI", ma più di tutto io sono contrario all'astensione. Vi ricordo che il voto è il fondamento della democrazia, e che chiunque vi chieda di astenervi vi sta esortando ad un boicottaggio disonesto del referendum. E infatti è più facile rendere infruttuoso un referendum "scomodo" che lasciare che le opinioni si confrontino alla pari. Se al momento del voto non vi sarete ancora formati un'opinione, ricordatevi che esiste la possibilita' dell'annullamento della propria scheda; in questo modo, pur senza esprimervi, aiuterete il raggiungimento del quorum e lascerete che la "partita" tra le opinioni contrarie si possa giocare.

Prima di entrare nel vivo della mia lettera trovo che sia fondamentale fare una distinzione: uno zigote (la cellula che deriva dall' incontro delle due mezze cellule materna e paterna, ovvero l'ovulo e lo spermatozoo) NON E' UN EMBRIONE, NON E' UN BAMBINO E NON E' UNA PERSONA. La blastula, ovvero il frutto delle prime divisioni moltiplicative dello zigote NON E' UN EMBRIONE, NON E' UN BAMBINO E NON E' UNA PERSONA. La natura "spreca" una gran quantita' di zigoti e blastule, moltissimi non raggiungono l'annidamento nell'utero, molti si fondono tra loro per creare cellule non ulteriormente in grado di progredire verso lo stadio di embrione, altri danno luogo a placente vuote di embrione, altre si evolvono in "mole" (ammassi di villi coriali che crescono nell' utero fino a rendere necessaria l' asportazione dell' utero stesso), altri ancora subiscono trasformazioni in "coriocarcinomi", tumori maligni che possono uccidere la donna.
Uno zigote o una blastula NON SONO EMBRIONI, ma lo diventano SE il loro annidamento e il loro sviluppo avvengono correttamente e senza deviare da uno specifico percorso evolutivo. Chi accusa il fronte del "SI" in questo referendum parlando di uccisione di embrioni, o peggio di "bambini" e' estremamente disinformato, o peggio, fa del fazioso terrorismo psicologico. Questa legge non concerne gli embrioni, figuriamoci i bambini!

Passo ora ad elencare quelle che secondo il mio parere di uomo e di medico sono le piu' gravi assurdita' della legge 40/2004 sulla Fecondazione Assistita, e che vanno cambiate votando convintamente SI.

A) Questa legge limita a tre il numero di ovuli che dovranno essere fecondati ed impiantati nella donna. Non è insomma possibile fecondare o impiantare un numero inferiore o superiore di ovuli; In giovani donne fertili l'impianto di tre ovuli significa esporre la donna ad un alto rischio di gravidanza trigemellare. Nella specie umana la gravidanza trigemellare e' una condizione patologica, che mette a serio rischio la salute della donna (possibilità di gravissime complicanze in gravidanza ed al momento del parto) e dei bambini che nasceranno. Il 20%, infatti, dei bambini nati da gravidanze trigemellari risulta essere portatore di handicap fisici. Nel caso di donne di età superiore ai 35 anni che si sottopongono a procedure di fecondazione assistita, invece, il numero di tre ovuli è assolutamente inopportuno poiché è troppo basso; con l'avanzare dell'età la fertilità di una donna diminuisce, per cui impiantando soltanto tre ovuli fecondati in queste donne la probabilità che nessuno di essi attecchisca e si sviluppi è estremamente alta. La legge in questione, togliendo al medico la possibilità di scelta riguardo a quanti embrioni impiantare in una determinata paziente, espone una grossa fetta di donne ai rischi di una gravidanza trigemellare, mentre mette un'altra grande porzione di donne nella condizione di essersi sottoposte inutilmente alle dolorose e faticose procedure di fecondazione in quanto nessun embrione si è impiantato.

B) Questa legge non consente il congelamento degli zigoti. Ciò significa che le tantissime donne che non risultano incinta alla fine di un tentativo di fecondazione dovranno sottoporsi nuovamente ai gravosissimi trattamenti ormonali ed all'intervento chirurgico necessario per il prelievo degli ovuli. Questo è valido anche per coppie che dopo il primo figlio ottenuto con tecniche di fecondazione assistita ne volessero avere un altro.

C) Questa legge non permette alcuna forma di diagnosi sugli ovuli fecondati, ed obbliga il medico all'impianto di tutti gli zigoti prodotti anche in presenza di gravi malattie genetiche. Di tutte le contraddizioni di questa legge, forse questa è la peggiore; in altre parole non si può controllare se un ovulo è malato, ma lo si deve impiantare nella donna in ogni caso, se poi esso è effettivamente portatore di malattie genetiche lo si potrà scoprire soltanto in corso di gravidanza, e poi si potrà procedere, su richiesta dei genitori, ad una interruzione terapeutica di gravidanza. Quest'ultima procedura è lecita in Italia fino alla fine del quinto mese di gestazione. Sostanzialmente viene vietato di scegliere di non impiantare un ovulo fecondato malato, ma si permette la sua eliminazione terapeutica quando già cresce da diversi mesi nel ventre della donna, quando cioè ha già un cuore che batte ed un cervello che funziona.

D) Questa legge vieta di condurre alcun tipo di ricerca su zigoti e blastule che non verranno utilizzati per l'impianto in una donna. La ricerca su cellule staminali di origine embrionale costituisce una grande possibilità di cura per gravi malattie come il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson, la distrofia muscolare e molte altre. Chiudendo anche questa porta alla ricerca si riducono le speranze di molte migliaia di malati, e si esclude l'Italia dagli aspetti più avanzati di un ambito di ricerca che coinvolge già tutto il mondo.

E) Questa legge è socialmente ingiusta. Nell'ultimo anno, dall'entrata in vigore della legge 40, il numero di coppie italiane che si sono rivolte a centri esteri per procedure di fecondazione assistita è triplicato (le legislazioni degli altri Stati europei infatti non sono limitanti quanto la nostra). Queste coppie esercitano il loro diritto ad avere un figlio ed a proteggerlo da malattie genetiche senza affrontare le gravi difficoltà, gli ingiusti divieti e le sanzioni che la nostra legislazione impone loro; tale diritto è garantito nella grande maggioranza dei Paesi della Unione Europea. Come spesso avviene, chi ha il denaro necessario per recarsi in centri stranieri per esercitare questo proprio diritto vi si reca, mentre le coppie che per motivi economici o geografici non possono recarsi all'estero sono costrette a sottostare alla assurde e limitanti prescrizioni della legge 40.

Ricordate, sul vostro voto si gioca il futuro di tante giovani coppie affette da infertilità.
Spero di incontrarvi numerosi alle urne,
Francesco."

venerdì 3 giugno 2005

HO FATTO UN TEST


Uno di quei giochini carini, ma mi sono divertita a farlo doppio. Prima ho risposto secondo come mi sento adesso, ed ecco il risultato


Questo tipo introverso sentimento riesce a coniugare delle caratteristiche apparentemente contraddittorie. È infatti nello stesso tempo tranquillo ed appassionato, socievole e riservato. Ha una personalità complessa. Possiede una scala di valori molto differenziata che però non comunica apertamente o direttamente agli altri. La sua comunicazione è per così dire indiretta. Non cerca di spiegare o imporre i valori nei quali crede (come potrebbe fare un estroverso). Semplicemente si comporta in funzione dei principi ai quali aderisce. Per questo motivo può diventare un esempio per gli altri o anche essere un leader carismatico. È generalmente una persona ben organizzata, decisa e capace di pianificare razionalmente la sua esistenza. Ama porsi degli obiettivi e muoversi in situazioni chiare e ben definite. La sua funzione inferiore è il pensiero. Non è particolarmente interessato ad analisi basate su un approccio freddamente logico e obiettivo. È aperto e interessato alle nuove idee ma tende a focalizzare la sua attenzione solo su un numero limitato di esse. Quando si dedica o si interessa a qualcosa lo fa in maniera approfondita. Non è un superficiale. Rischia però di tralasciare dei dettagli pratici importanti o di non prestare sufficiente attenzione alle cose nuove che bisogna fare. In alcuni casi appare come un eccentrico o un visionario. Ha bisogno, come la maggior parte degli introversi, di periodi di solitudine o di isolamento. Può avere delle spinte religiose o interessi spirituali. Frequentemente è anche interessato al campo psicologico. Generalmente non ha un senso pratico sviluppato e può non essere molto realistico. Tende ad esprimersi in maniera chiara, soprattutto per iscritto. È una persona tranquilla e gentile che sa ascoltare i suoi interlocutori senza cercare di imporsi. Attribuisce una grande importanza all’armonia delle relazioni e sopporta con difficoltà le situazioni di tensione. Può mancare di flessibilità e essere troppo drastico in alcune sue valutazioni. Tende ad offendersi con una certa facilità perché prende le cose molto seriamente e su un piano personale. Dal punto di vista lavorativo può essere attratto da professioni che lo mettano in contatto con le persone, soprattutto se gli consentono di instaurare rapporti personali. Essendo determinato ed organizzato può essere un buon dirigente. Preferisce le situazioni nelle quali può disporre di un grado elevato di indipendenza. Con le persone riesce a stabilire degli ottimi rapporti ma corre il rischio di non essere sempre giusto o imparziale pur di evitare degli scontri sgradevoli.


Poi ho risposto come avrei risposto trent'anni fa. Ero diversa, ma proprio tanto:


Questo tipo introverso è particolarmente affidabile e responsabile. È preciso e molto realistico. Il suo comportamento si basa fondamentalmente sui fatti e sull’esperienza che giudica e analizza in maniera meticolosa, paziente e sistematica. Si fida della logica e dell’obiettività e ha difficoltà a capire le persone che non basano il loro comportamento su questi due pilastri della sua esistenza! Non prende decisioni impulsive. È tranquillo, serio e coscienzioso. Ha un etica del lavoro sviluppata che lo induce per esempio a non lasciare incompiuto un lavoro che ha iniziato. Prima finisce quello che deve fare e solo dopo si riposa. Ama essere lasciato in pace quando deve fare qualcosa. Sa quello che fa e quando reputa di aver capito cosa deve fare non ha bisogno di una supervisione. È perseverante e non si scoraggia facilmente. È generalmente abile nei lavori manuali e ama farli. Spesso sono per questo tipo un modo produttivo per rilassarsi. Frequentemente è anche un grande lettore. Se è uno sportivo, tende a preferire gli sport che lo mettono in contatto diretto con la natura. La sua funzione inferiore è il sentimento. Socialmente tende a essere riservato e non particolarmente caloroso. Può dare l’impressione di essere indifferente o insensibile ai sentimenti degli altri. Inoltre si lascia difficilmente influenzare e non sembra attribuire molta importanza all’opinione degli estranei. Preferisce generalmente trovarsi in ambienti a lui familiari e con persone familiari. È un conservatore ed ha una bassa propensione al rischio. Se non dispone dell’esperienza (sua o di qualcun altro) per poter giudicare un nuovo progetto si sente a disagio e tende a rigettarlo con scetticismo. Può diventare negativo, scettico e testardo. Preferisce fare le cose che sono già state sperimentate. Sul piano lavorativo le sue qualità sono molto preziose. Oltre a essere molto affidabile, realistico e analitico, lavora intensamente e con autonomia. È attento ai dettagli, paziente e tollerante nei confronti della routine. La sua prudenza ne fa un amministratore molto oculato. Con le persone può avere una certa difficoltà a causa della distanza che spontaneamente tende a mantenere. Generalmente compensa questa caratteristica con la capacità di essere obiettivo e un senso etico sviluppato.


La domanda che mi pongo è: sono davvero miglorata? La risposta: si, perchè adesso mi piaccio, mi piaccio davvero.