domenica 29 maggio 2005

  OGNI COSA A SUO TEMPO



- Mamma, qualcuno ha già scoperto il significato della vita?


- Veramente, tesoro, non c’è un significato buono per tutti. Ognuno ci pensa e cerca di scoprire qual è secondo lui il significato della vita. Dimmi, come mai questa domanda? Anche tu ci stai già pensando?


- No, credo che ci penserò quando muoio. Adesso devo andare a scuola.

venerdì 27 maggio 2005



ESAMI- segue

 

Mi scrive Stefanone commentando il mio post precedente: ”contrariamente allo stereotipo che è diffuso nel senso comune, le psicoterapie non sono e non devono essere eterne.
lui ti sta lasciando la mano piano piano, ma ti ricorda che, al bisogno, ci sarà! :)”

 

Mah, non mi convince. Non farebbe prima a dire: guardi, basta così, tanti saluti? Io mica mi offendo, anzi. Con quello che mi costa! Invece l'impressione è che o non ho mai capito niente io, o non ha mai capito niente lui. Boh.... Chiedersi troppe cose forse  è negativo, forse dovrei lasciare andare avanti il tempo e si vedrà! Ma è così?

 

Mi spiego: se i miei problemi sono legati alla morte ed al morire, e ti sembra poco? Forse che la psicoterapia serve solo per i malati, per le persone sofferenti per una patologia? E per quelle come me sofferenti per il vivere e per il morire, per quelle nulla? Per quelle “non è necessario contrabbandarla per psicoterapia”?  Se non è malattia , anormalità, la sofferenza non ha nessuna dignità, nessun diritto all'aiuto?

 

Dove sta scritto che a una persona psicologicamente sana non possa accadere di soffrire, angosciarsi, straziarsi, bloccarsi pure per l’angoscia, e ove le accada  non debba avere necessità d’essere aiutata a capire, a digerire tutto questo dolore?

Questa non sarebbe una cura? Questa non sarebbe una psicoterapia? Allora cosa sarebbe, eh? Un capriccio? Che cosa?

 


Mi ripeto: o non ho capito niente io, oppure non ha capito niente lui, oppure, cosa più semplice, anche lui ha paura, come noi tutti, d’ammettere che l’essere medici, in sé, comporta comunque una malattia dell’anima, congenita o contratta per contagio, non si sa, curabile, forse, ma inguaribile.

giovedì 26 maggio 2005

ESAMI


Come molti non sanno, ogni settimana pago uno psicoterapeuta impavido che mi rifà  le bucce. Da circa un anno e mezzo.


Ora, ho le mie belle angosce da scaricare, credetemi. Ma sono rimasta un po' stranita l'altro giorno quando mi ha chiesto che cosa volessi fare dei nostri incontri. E poi ha aggiunto che non ha nulla in contrario a vedermi regolarmente, ma che dovrebbe essere ormai chiaro che non è il caso di contrabbandarla per psicoterapia.


Una ci resta un po' così, ma gli ho lasciato il tempo, bontà mia, di spiegarsi. Perchè si, mi ha detto, lei è venuta qui ingolfata, sommersa, affogata dagli impegni e dalle pressioni che le arrivavano da ogni parte, lavoro e famiglia, e potevamo definirla una patologia da stress, ma ormai, una volta superato il momento di sovraccarico,  appare chiaro che i suoi problemi sono emergenti dalle situazioni che affronta sul lavoro, dalle angosce che le vengono comunicate dai pazienti, dalle sue reazioni a dagli interrogativi che si pone sul suo ruolo di medico, sulla morte e sul morire. Lei, per dirla tutta, dei problemi psicologici suoi, nel senso di patologia, non ne ha.


Dico: ma le sembra poco?


Dice: ma si rende certamente conto che possiamo parlarne, ma non finiremo mai, perchè lei affronterà sempre situazioni nuove, problemi nuovi, persone nuove, ci saranno sempre delle sofferenze, delle morti, ci sarà sempre la burocrazia, l'insoddisfazione, i colleghi, per non parlare delle tematiche, per così dire, filosofiche, deontologiche, persino teologiche. Certo ogni volta si fa un passo avanti nella conoscenza, ma non si finisce praticamente mai. E' una strada che va sempre avanti.


Dico: l'avevo capito anch'io, ma non mi sembrava un buon motivo per fermarsi.


Dice: sono d'accordo, tuttavia credo che vederci una volta al mese, in questa ottica, sia più che sufficiente.


Ora, secondo voi, sono stata promossa o bocciata? L'ho appena scritto e già non  mi piace questo interrogativo. Comunque il colloquio è andato così.




martedì 24 maggio 2005

musica!


Gattostanco , preso da curiosità morbosa, come dice lui, mi passa il testimone della staffetta musicale che gira nella blogosfera (raccolto da stark, e prima da chiaraaa, e prima da intempestiva e prima non lo so).


Procedo quindi a raccontare


1- Volume totale dei files musicali sul mio pc: lo ignoro. Il mio pc è gestito dal mio diletto discendente, il quale richiesto espressamente ha risposto "molto". Siccome ho un concetto di precisione diverso, azzardo una valutazione: probabilmente attorno a un giga. Il grosso, moolti, moolti giga, è formato da telefilm di fantascienza non ancora usciti in Italia..


2- ultimo cd acquistato: direi Vasco, buoni e cattivi;


3- Canzone attualmente in ascolto: sto pensando ad Asturias (de Falla), purtroppo l'ho solo un disco in vinile ed il giradischi è morto... così la penso tanto, in attesa di ritrovarla in un cd


4- cinque canzoni che significano molto per me: Cinque sono pochissime. Diciamo le prime cinque che mi vengono in mente: Il suonatore Jones (De Andrè), Non poto reposare (Tradizionale, si può trovare nella versione dei Tazenda), Futura (Dalla), Una città per cantare( Ron), Parigi o cara (Verdi).


5- cinque persone a cui passo il testimone:


Aton.Ra (così si decide a fare dei conti precisi, invece di rispodere "molto" a sua madre!)


la Stordita (sarà interessante!)


caracaterina (è troppo seria la ragazza..)


Blanche (lo raccoglierà? mistero)


Comida (da qualche giorno era silenziosa, oggi ha mostrato un invitante pane svedese... A proposito ho appena sfornato tre chili di pane fragrantissimo e sofficissimo fatto con il lievito madre della mia amica a cui faccio, per qualche settimana, da lievito-sitter!)


Sei contento, caro gatto?


 

domenica 22 maggio 2005

ma comunque , visto che di sicuro qualche polemica sul Moige mi arriva, chi vuole saperne di più può leggere ampi stralci delle loro idee riportati gentilmente da Macchianera    qui
Nel blog di Angelo Moroni è in atto una interessante discussione sui referendum. Interessante da parecchi punti di vista.

 

Anche il Contadino ha detto la sua sull’argomento.

La stessa cosa ha fatto lo straordinario marito di Comida.

Qualcuno invoca luoghi virtuali dove informarsi. C’è la fondazione Luca Coscioni, c’è il sito del comitato per il referendum, c’è il sito dello scienziato Carlo Flamigni c’è persino il Moige, quel gruppo che, bontà sua, sostiene di rappresentare tutti i buoni e bravi genitori italiani (dal che conseguirebbe che la sottoscritta è una schifezza di genitrice, visto che non si sente rappresentata dal Moige manco per niente…). Lo linko in nome della mia democraticità, non della loro, eh?

Intanto vi racconto la stessa storia che ho raccontato a Moroni ed ai suoi (e miei) amici, e domani, se vi va, qualche considerazione “da medico” della vostra Capsicum.

 

 

 

IL BIMBO NEL CUORE DI MARIKA

 

 

C'è una ragazza che (non) si chiama Marika e che ha una sorella down.

Marika è sposata, dedica la sua vita ad assistere gli anziani e gli ammalati. Insieme a suo marito vuole tanto avere un figlio, ma ha paura di mettere al mondo una bambina come sua sorella.



Marika sa benissimo come si vive da down. La sua sorellina è sempre nella sua vita e nel suo cuore.

Marika non ha informazioni di seconda mano. Marika lo sa. Sa cosa vuole dire la responsabilità di una bambina cresciuta che non sarà mai autosufficiente, sa cosa vuole dire per la sua mamma, per il suo babbo, sa cosa vuole dire per lei. Se lo posso evitare, dice, non sarò responsabile di tanto dolore.


Possiamo dire che Marika e la sua famiglia, in fatto di eroismo e di malattie genetiche, hanno già dato, e neppure smettono di dare.





Così fa l'amniocentesi. Tra un ritardo e l'altro le dicono solo alla metà del quinto mese che il piccolo è down. Marika non se la sente di tenerlo, e interrompe la gravidanza. Poi ha una brutta crisi depressiva. Nessuno pensa a farle una bella mappa del genoma, le dicono che è stato un caso, che ci riprovi pure tranquilla, così rimane incinta di nuovo. Anche il secondo feto è down, ma stavolta lo scoprono prima, col prelievo dei villi coriali. Interrompe la gravidanza al quarto mese, ma a questo punto è veramente distrutta. La curiamo, insieme ai colleghi psicoterapeuti, per due anni, con colloqui e psicofarmaci a gogò.




Nel frattempo ha fatto una mappa cromosomica e si scopre che è portatrice di quella che si chiama una traslocazione bilanciata: cioè le due gravidanze down non sono un caso, c’è una altissima probabilità di avere altri figli down. Ma tra una cosa e l’altra sono passati quattro anni, è arrivata la Legge 40. Marika non può più accedere alla fecondazione assistita in Italia: intanto perchè lei e suo marito non hanno problemi di sterilità, e le due gravidanze precedenti lo dimostrano. (Come sapete, o dovreste sapere, questa è una delle limitazioni che si vorrebbero abrogare)





Marika si rivolge ad un centro privato, e loro preparano tutto per la fecondazione assistita, ma sarebbe inutile: infatti per la nuova legge non si può fare la diagnosi prenatale prelevando qualche cellula all'embrione e analizzandola. Gli embrioni vanno prodotti alla cieca e impiantati comunque sia (questa è un’altra delle norme che si desidera abrogare). C'è però una possibilità: quella di analizzare gli ovuli prima della fecondazione. Si analizza il "globulo polare", cioè la metà della cellula dalla cui divisione si originano l'ovulo e, appunto, il globulo polare. Costa caro, ma si può fare. Legalmente. E viene fatto. Con gli ovuli selezionati si producono tre embrioni. Solo tre, perchè la legge non ne permette di più.





Questo vuole dire che comunque, anche se con la stimolazione ovarica hai prodotto ventidue ovociti (tanti ne ha fatti Marika), quelli che avanzano li devi buttare, non puoi fecondarli, perché poi non li potresti conservare. Questo vuole dire che il tentativo successivo non lo puoi fare tanto presto: intanto il povero ovaio si deve ripigliare un poco, e poi devi ripetere da capo anche la stimolazione ormonale. Che non è mica piacevole in sé, e comunque gli ovuli mica te li levano con la bacchetta magica: ti operano in anestesia generale e in laparoscopia per farlo. Anche questa è una delle parti della legge che si vorrebbe levare.

 



La nostra Marika a questo punto ha tre embrioni a disposizione. Verosimilmente abbastanza sani. Verosimilmente, perché con la tecnica del globulo polare la certezza non c’è.. Glieli impiantano. Ma tre, credetemi, non sono storie, hanno una possibilità di riuscita molto bassa; sembra attorno a una fecondazione riuscita su quattro. In Italia se ne impiantavano quattro o cinque almeno, al primo tentativo.  (Ma molto dipendeva anche dall'età della mamma: più è giovane, più facilmente attecchiscono, Marika tra una cosa e l'altra ha passato i 30 da un po') Al secondo o al terzo anche sette, otto. Di questi raramente ne attecchiva più di uno o due.

Ma la legge 40 dice al massimo tre. Così niente gravidanza per Marika. Nessuno dei tre embrioni si è impiantato. Dovrà ricominciare da capo.


 

Nel frattempo sono passati parecchi anni, Marika non ringiovanisce, ma è una piccola ragazza coraggiosa. L'ho vista l'altro giorno per strada e mi ha detto "mi raccomando, vai a votare, vero? E parlane con tutti quelli che puoi, dì a tutti che vadano a votare, racconta anche la mia storia, se vuoi, se può essere utile. E speriamo che la gente capisca, capisca che non siamo dei mostri, che non ci meritiamo tutto questo, in tutta Europa veniamo trattati con rispetto, come delle persone che vogliono essere genitori, qui ci dipingono come assassini dei nostri figli, noi che vogliamo solo averne uno di figlio, come lo avete voi, un figlio sano".

 

Ora che ci sono, e visto che Marika non ha nulla in contrario, vi racconto anche di quel che ci siamo dette tempo fa, prima della legge 40. Marika disse: “se non riusciamo così, ne ho parlato con mio marito, chiederemo la donazione di un ovulo”. Neppure questo adesso la legge 40 consente, e anche qui uno dei quesiti referendari riaprirebbe la speranza per Marika, e per tante altre ragazze come lei.

Perché non potrebbe una donna sana come me, per esempio, già madre dei figli suoi, regalare qualche gamete che le cresce, che non le serve, alla mia Marika, a un’altra Marika sconosciuta? Posso dare un rene, e questo mi danneggia; posso donare una metà del mio fegato, e anche questo mi danneggia. Posso donare tutto il sangue che voglio, posso donare il midollo osseo, si può sapere chi ha paura di lasciarmi donare un gamete?

 

E se posso adottare un bambino, che ha tutto il patrimonio genetico proveniente da un’altra coppia, perché non posso adottare un gamete?

E se posso avere un figlio con un altro partner, ed è concesso al mio partner successivo di adottarlo, o addirittura mio marito può avere un figlio con un’altra donna, e riconoscerlo, e io poi lo posso adottare (con tutti i se e ma di legge), ma si può sapere perché un ovulo no? Si può sapere perché uno spermatozoo in bottiglia no?

 

Chi ha paura del bimbo nel cuore di Marika?


 

venerdì 20 maggio 2005

"L'interesse per la mallatia e per la morte è sempre e soltanto un'altra espressione dell'interesse per la vita "


Thomas Mann

martedì 17 maggio 2005

"Mi hanno vaccinato contro la polio e gli orecchioni. Mi hanno vaccinato contro la varicella, la tosse canina ed il morbillo. Poi sono caduto dalle scale"


Charlie Brown

COSA SI PREVEDE PER OGGI


Ritiro cartella esattoriale misteriosa inviata dalla Provincia.


Piccola tappa alla scuola elementare.


Alla posta per ritiro raccomandata.


Riunione di staff con i colleghi. Ordine del giorno: 1- come ci organizziamo per le ferie; 2- perchè perdiamo pazienti (reportage sulle manovre della farmacista per rimpolpare il portafoglio pazienti del collega cui lei ha affittato un ambulatorio al piano di sopra della farmacia); 3- se e come possiamo dare una mano ad un collega che ce lo ha chiesto; 4- modifiche al regime di accesso all'ambulatorio di due dei colleghi (passaggio da appuntamento ad accesso libero per alcuni giorni); 5- varie ed eventuali.


A seguire tempo libero per mangiare, fare domiciliari, fare la spesa. A seguire ambulatorio preceduto da due o tre visite  urgenti.


Previsto rientro a casa attorno alle venti.


Bella giornatina il martedì!

domenica 15 maggio 2005

"Quando un medico cammina dietro la bara del suo paziente, è spesso la causa che segue l'effetto"


Robert Koch

venerdì 13 maggio 2005

GIOVANI SCRITTORI E TELEVISIONE



Anche io, su istigazione di Alberto e Davide, nel mio piccolo, divulgo questa cosa qui.


Io, però, non mi meraviglio. Dietro l'apparenza scintillante e lussuosa della televisione commerciale, ci sono squallide storie, brillanti giovani adescati e fatti lavorare per nulla, o quasi, col miraggio della carriera, della popolarità, della fama.


Un certo numero di anni fa un paio di ragazze intelligenti e brillanti tentavano un'avventura simile. Il mio attuale maritò ne andò a riprendere una vicino a Genova, dopo che aveva lavorato fino allo sfinimento per tre giorni per organizzare "un evento", come si dice. Alla fine le misero davanti cinquantamila lire, che, è vero che era qualche anno fa, ma non ci si pagava neppure il biglietto andata e ritorno del treno in seconda fino a casa sua. Lei spaccò qualche sedia, distribuì un certo numero di ceffoni  e pedate e lasciò là le cinquantamila lire perchè si comprassero le aspirine e i cerotti. Mia sorella ha un destro pazzesco e un caratteraccio, solo di poco migliore del mio! Non ha fatto carriera nel ramo, anzi ha proprio piantato lì.


Il bello di avere la mia età è che si hanno sempre delle storielle da raccontare

"E' la penicillina che guarisce gli uomini, ma è il vino che li rende felici"


Alexander Fleming

mercoledì 11 maggio 2005

ISLAM E MEDICINA DI FAMIGLIA


La prima volta che la mia attività professionale si è trovata a collidere con il problema dell'islamismo: tanti anni fa vengono da me una famiglia di Turchi, Le donne accuratamente infagottate. Il padre mette a sedere la figlia davanti a me e le leva il fazzoletto. La ragazza ha un gozzo spaventoso.


Bisogna levarglielo, dice lui, perchè la devo far sposare e lo sposo non la vorrà così.


Risulta che lo sposo non l'ha mai vista senza il velo, e una volta sola con. Ma una donna della sua famiglia verrà a controllare se è sana.


La ragazzina ha sedici anni, la tiroide si può curare e il gozzo può regredire con una adeguata terapia, a quell'età. Visita specialistica, proposta terapeutica, sparizione della famiglia di Turchi. Il padre dice: non è possibile, ci vuole troppo tempo, il matrimonio l'ho già fissato, poi perdo il pretendente. Porta la ragazzina in patria e la fa operare lì.


Non ho mai sentito la voce della ragazzina. Comunque anche chi l'ha sentita non l'ha certo ascoltata.


Altro gioco, altro giro! Giovane madre con bambino di circa tre mesi, Viene col marito, il quale mi informa che necessita una pillola per sospendere il latte. Si, il latte c'è, il bimbo cresce bene, ma arriva il Ramadan, nella SUA famiglia si DEBBONO seguire tutte le prescrizioni, quindi la moglie DEVE  fare Ramadan, ma siccome le donne che allattano non possono fare Ramadan (e giustamente, mi pare!), allora togliamo il latte, così le leviamo questa bella scusa a questa moglie pelandrona e renitente!


Racconto di giovane uomo, disperato: "Io sono stato un bravo figlio, mi hanno detto vai a lavorare in Italia, io sono venuto, ho sempre mantenuto mia madre, ho sempre aiutato mia sorella, mi hanno detto sposa tua cugina, a me non interessava sposare mia cugina, lei è troppo giovane per me, non mi piaceva, ma ho obbedito, sono stato un buon marito, adesso mi sono abituato a lei, abbiamo una bambina, sono contento di avere una famiglia, ma adesso mi dicono devi ripudiare tua cugina, abbiamo trovato un'altra buona moglie per te, adesso sono stanco, voglio essere un buon figlio, ma non mi voglio divorziare e risposare!"


Racconto di govane donna somala infibulata: non riferibile. Le abbiamo trovato un buon chirurgo ginecologo, ma quando il danno è fatto è fatto...


Qualcuno dirà che questo non è l'Islam, inteso come religione. Lo so, questo è l'Islam inteso come consuetudine retrograda, come modo di vivere, come quotidianità. L'Islam delle masse, quello che arriva a valanga su di noi. La parte peggiore dell'Islam. Peccato che sia la sola con cui abbiamo a che fare.


 


sabato 7 maggio 2005

I medici lavorano per conservarci la salute, i cuochi per distruggerla; ma questi ultimi sono più sicuri del fatto loro.


(Denis Diderot)

venerdì 6 maggio 2005

IO PERO' STO BENE


- Pronto sono il Maresciallo *, parlo con la dottoressa Capsicum?


- Si. Mi chiama per il signor Giuseppe?


- Esatto. Avrei bisogno che venisse un attimo qui da me, debbo chiederle delle cose, solo due righe per il Magistrato


Appena finito l'ambulatorio, cioè circa cinque ore dopo, salgo i gradini di cemento che portano al Comando dei Carabinieri del Borgo. Sotto il portichetto tre tutori dell'ordine, due in divisa e uno no, indulgono all'abominevole vizio. Il Maresciallo offre anche a me una sigaretta.


-Facciamo in un attimo, dottoressa. L'ho trovato io, sa?


-La sorella mi ha raccontato un po'


-Lei cosa mi può dire? Come stava?


- Aveva la pressione alta, alta da colpo apoplettico, e non voleva prendere le medicine, diceva che erano inutili. Di tanto in tanto lo minacciavo, a febbraio non gli ho voluto fare il certificato per le gare di ruzzola, e così ha preso le pillole forse per due o tre mesi. Capirà, girava con 230 di massima e 125 o più di minima


-Ma perchè non voleva i farmaci?


- Non ci credeva d'averne bisogno, "Lei dice giusto, dottoressa, io però sto bene". Un tipo così.


-E quindi era a rischio di infarto?


- Di infarto, di ictus, di morte improvvisa. Capirà, con una pressione del genere, e da anni poi, sono sicura che non ha preso nulla dal 2002 a poco tempo fa. E chissà come aveva il colesterolo e il resto! Gli esami glieli ho chiesti anche da poco, ma non li ho mica visti tornare indietro.


-L'ho trovato io, come le dicevo, era nel campo, quello del casale dietro il grande albergo sulla via Emilia, ha presente? Stava falciando con la falciatrice (fa il gesto di chi guida una grossa moto) quella grande, solo che lui ci aveva levato il sellino e la ruota dietro, e la portava a mano, camminandoci dietro. Deve essere caduto di colpo, come un ciocco, e la falciatrice ha continuato per conto suo, girando in tondo, nel campo, e gli è passata sopra, aveva un taglio qui (e si indica la fronte) ma senza sangue, era già morto quando l'ha colpito, una roba da pochi minuti, istanti forse, e un cliente dell'albergo ha visto dalla finestra la falciatrice che girava da sola e l'uomo in mezzo al campo. La falciatrice l'ho spenta io. Ora ecco la constatazione del 118.


- Cause da accertare? Hanno chiesto il riscontro autoptico? Ma perché?


-Ah, quelli, fanno sempre così, trovano uno morto con la siringa in vena e dicono cause da accertare, una vecchia morta nel suo letto, sola in casa, e dicono cause da accertare. Questo non è mica un omicidio, solo una pratica amministrativa, stiamo già disponendo la restituzione della salma alla famiglia. Così se il riscontro autoptico non lo chiede lei.. (e mi guarda mentre scuoto la testa), ecco, mi firmi qui, sono quattro copie. Secondo lei beveva?


-Mah, non saprei come dire, uno della vecchia generazione, sa, superalcolici no, ma il mezzo litro di vino a pasto, sicuramente sempre, e lo faceva lui, quindi vaglielo a levare!


- Si c'erano una mucchia di bottiglie da vino, nel casale, e la vigna dietro, ben curata, il frutteto, e il campo seminato a grano


-Era la sua passione, prima di separarsi dalla moglie aveva un pezzetto di terra suo, lei l'ha costretto a vendere per dividere i soldi, sognava sempre di coltivarlo quando fosse andato in pensione.


- Da due mesi. Era in pensione da due mesi.... 




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mercoledì 4 maggio 2005

ancora Ovadia



Ho cominciato a leggere "contro l'idolatria", nuova raccolta di, non so come definirli, sembrano quasi dei post, di Moni Ovadia.


Dicendo post non intendo sminuirli. Anzi.


In ogni caso tutto il preambolo era per piazzare una citazione (una, tanto per cominciare):


"L'autentico uomo di fede ha il dovere di riconoscere la piena dignità del non credente, dell'agnostico, dell'ateo, i cui pensieri rilanciano la sfida a sgombrare il cielo dal dio becero e minus habens dispensatore di premi e di punizioni a misura di una religione di potere che ricatta gli uomini per coartarne la libertà di pensare"


Moni Ovadia, a me mi piace, s'è capito?



VITA DA MAMME


Ho preso appuntamento col DIRIGENTE SCOLASTICO, che sarebbe il vecchio Direttore Didattico, della scuola elementare del mio piccolino. Argomenti all'ordine del giorno: 1- Pidocchi: cronaca dell'infestazione in atto. Buoni propositi per il prossimo anno scolastico? Ipotesi su iniziative di igiene e sanità scolastica. Blandizie e/o minacce a seconda dell'ispirazione del momento. 2 - Delega ad un figlio quasi diciottenne per il ritiro da scuola del fratello ottenne e l'attraversamento con lo stesso del passaggio pedonale che separa la porta della scuola da quella di casa nostra. Tale delega significherebbe per la famiglia un risparmio di circa 280 euro mensili attualmente percepiti dalla signora che si incarica giornalmente di tale bisogna. Rimarcare come una scuola privata costi meno; se tale scuola acconsente ad accettare la delega e la scuola pubblica no, richiedere il nulla osta per trasferimento figlio minore.


A seguire colloquio con prof di italiano del quasi diciottenne.


A seguire ancora raid dalla giocattolaia Adriana per acquisto regali di compleanno tre amichetti che compiono otto anni ciascuno tra sabato e domenica.


A seguire ancora pranzo per il maggiore, ritiro da scuola del minore, accompagnamento del maggiore a visita medica, con allegata vaccinazione antitetanica (a sorpresa altrimenti impossibile costringere con violenza fisica e/o morale figlio alto mt 1,78 ad entrare in studio medico per essere vaccinato).


Gelato collettivo consolatorio e poi resto del pomeriggio a disposizione. Del marito, probabilmente.